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Autoeditoria: Intervista a Giovanni Venturi

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Nuova intervista a un autoeditore. Questa volta tocca a Giovanni Venturi con cui ho scambiato qualche parola su autoeditoria e dintorni. Come ho già avuto modo di spiegare, è mia intenzione mostrare che chi si “autopubblica” ha ben chiaro che solo la qualità e la professionalità gli permetteranno di distinguersi e alla lunga, di emergere.

Buona lettura.

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Nuova copertina e sconto solo per oggi!

nuova copertina non hai mai capito niente

 

Il primo ebook della Trilogia delle Erbacce ha una nuova veste grafica.
Dopo oltre 3 anni ho cambiato la copertina di “Non hai mai capito niente”. Ma perché?
Tutto è iniziato con Sara Gavioli, editor e autrice, che mi consiglia di curare meglio la copertina dei miei racconti. E fa anche un nome, anzi: un nome e un cognome!

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Una brutta storia estiva – Sesta parte

una brutta storia estiva

 

«Mi parli di questo segretario comunale. La persona, insomma.» Disse il sostituto procuratore.
Il brigadiere diede un’occhiata al condizionatore, si passò una mano sul mento. «Sposato, senza figli. O meglio, la moglie era rimasta incinta molti anni fa, ma aveva perso il bambino e non ne hanno più potuti avere. Niente vizi a parte quello che tutti conoscono. Gli piacevano le donne. Situazione economica normale. Niente debiti. Benvoluto solo da quelli che non avevano moglie, oppure che ne avevano una con la testa sul collo. Zero ombre sul passato.»
«Bisogna sempre essere ottimisti, brigadiere. Se c’è la luce, c’è pure l’ombra. Continuate a cercare. Che impressione ne aveva avuto? Lo avrà conosciuto, immagino. In un paese così piccolo ci si conosce un po’ tutti.»
Banti distese le gambe. «Nei piccoli comuni il segretario è una figura che fa un po’ di tutto e che sa tutto.»
«E?»
«Niente di niente. L’avevo conosciuto, ma non mi aveva fatto alcuna impressione. La classica persona normale. Quando poi venni a sapere cosa combinava, rimasi sorpreso. Non era il tipo. Almeno in apparenza. Ah. Circa tre volte al mese faceva il volontario presso la sede della nostra Croce Rossa. Copriva il turno di notte.»
«Pure.» Incrociò le braccia sul petto: «E del futuro del segretario comunale: che mi dice.»
«Che non ce l’ha più.» Rispose il brigadiere, con un sorriso.


Leggi la prima parte: Un foro nella finestra

Leggi la seconda parte: Le cose semplici

Leggi la terza parte: Ragionare porta guai

Leggi la quarta parte: Il giorno libero

Leggi la quinta parte: Via di fuga

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Perché scrivo proprio queste storie?

 

Un po’ di tempo fa, Mario Pacchiarotti che gestisce il blog “Pagine sporche”, si chiedeva e mi domandava, in un commento a un mio post “Come nasce il mio racconto La vie en rose” perché nei miei racconti il finale è tragico, o comunque oscuro.

Lì me la cavavo affermando che alcuni lettori e lettrici avevano trovato “La Follia del Mondo” una raccolta più luminosa rispetto a “Non hai mai capito niente”. Però annunciavo anche che avrei risposto in maniera più dettagliata con un post.

Eccolo qui, dunque.

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