Pubblicato in: buona scrittura, letteratura straniera

Le mie letture – Cantilena mattutina nell’erba

Qui non arrivano né la magia dei tuoi padri, né le preghiere di tua madre. Non qui dove tutto era nuovo, in una foresta straniera che era ben più antica di tutta la tua famiglia, le sue saghe, i suoi poemi e i suoi canti magici.

L’Islanda del XIII secolo è dilaniata da lotte, e sanguinosi scontri per la conquista del dominio sull’isola. Ma anche in quel remoto angolo d’Europa arriva l’eco di quanto accade in Italia; dove un tal Francesco predica la povertà, e una società differente.

Sturla, il protagonista del romanzo, decide di scendere a Roma, e chiedere al Papa il perdono per i gravi peccati commessi; poi risale, passa a Parigi dove forse alla Sorbona, è racchiuso il segreto per unificare l’Islanda sotto il suo comando.

Rientrerà infine nella sua isola, dove ad attenderlo, troverà il suo destino.

L’autore Thor Vilhjalmsson riprende il protagonista di una delle più celebri saghe islandesi, e compone un romanzo pieno di malinconia, sovrastato da forze, o meglio dal destino, contro il quale l’uomo può solo rimandare l’appuntamento. Ma non evitarlo.

Se (probabilmente), nella saga che ne canta le gesta, Sturla è un ostinato e ambizioso condottiero, nell’opera di Vilhjalmsson svela una natura più completa, e scissa. Si potrebbe definirla “moderna”, ma in realtà è difficile credere che tali interrogativi e dubbi, siano patrimonio esclusivo del Novecento.

Da una parte, abbiamo un uomo che desidera una vita diversa, che interroga e si interroga; cerca, viaggia e discute. Percepisce in quello che accade e compie egli stesso, una profonda ingiustizia, ma questo non lo spinge a rinunciare, solo a tentare un viaggio, una fugace redenzione, per poi tornare a eseguire quanto ci si aspetta da lui.

Dall’altra, è pervaso dalla consapevolezza dell’ineluttabilità della violenza, degli uomini come della natura, contro cui né Dio e nemmeno gli dei islandesi, possono qualcosa.
È quanto capita a chi vive sullo spartiacque della Storia: non può voltare le spalle a cosa lo ha plasmato, e nemmeno gli è permesso di correre incontro al nuovo, alle luci del Rinascimento, preludio incontestabile della Modernità.

Un romanzo lento, riflessivo; e il rischio di considerare queste due qualità, solo dei difetti, è alto. Non è probabilmente una lettura per tutti, ma se si è alla ricerca di una storia dove immagini, e parole, tentano di comprendere il tempo che tocca vivere, “Cantilena mattutina nell’erba” è perfetto.

Iperborea

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Raccontastorie

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