Pubblicato in: buona scrittura, costruire un brand

Hai il coraggio di rispondere al lettore cattivo?

Piccolo aneddoto. Nell’azienda IBM insegnavano a immaginare di avere sulla spalla un omino invisibile, durante le presentazioni (create ricorrendo a PowerPoint). Il suo scopo era costringere il relatore a realizzarne di ottime. Perché l’omino se ne stava lì, e a ogni affermazione sussurrava:
“E allora?”.

Forse lo fanno ancora adesso, chissà.
Non sarebbe male, quando si scrive, immaginare al proprio fianco un lettore cattivo, che al termine di ogni paragrafo, o frase per noi importante, ci chiedesse:
“E allora?”.

Il problema nasce dal fatto che quando scriviamo nemmeno pensiamo al lettore; o se lo facciamo, è sempre qualcuno a dir poco entusiasta, pronto a incoraggiarci, a spronarci, ad adularci.
Chi scrive, non ha bisogno di questo tipo di lettore. Bensì di quello cattivo che metta in dubbio frasi e parole, costringendoci a rileggere con sano scetticismo quello che a noi pare un capolavoro.
Così scopriremo che non è affatto così.

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Autore:

Raccontastorie

5 pensieri riguardo “Hai il coraggio di rispondere al lettore cattivo?

      1. Diciamo che è più un istinto forsennato 🙂 farei meglio a dotarmi di un omino che ogni tanto mi dica “beh, non male”. Insomma, l’importante è trovare un equilibrio.

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