Pubblicato in: buona scrittura, cassetta degli attrezzi

Come scrivere un racconto – Raymond Carver /11

Wes è rientrato in casa. Ha lasciato cadere guanti e berretto sulla moquette ed è sprofondato nella poltrona.

Wes came inside the house. He dropped his hat and gloves on the carpet and sat down in the big chair.

Pochi gesti, scarne parole. Eppure c’è una strana atmosfera nella casa di Chef. Wes ha appena saputo che deve sloggiare. Aveva dei progetti, dei sogni: ricominciare con la moglie Edna, in quella casa in affitto con lui. Mettere un punto definitivo alla dipendenza dall’alcol. Ma desideri e sogni sono deboli.

Ha lasciato cadere guanti e berretto sulla moquette

Niente grida, gesti semplici. Però la caduta dei guanti e del berretto sulla moquette rende bene lo smarrimento di Wes. Non solo lo vediamo, ma possiamo sentirne le certezze che lo avevano spinto a dare un’altra possibilità a sé, al suo matrimonio, franare. Sbriciolarsi.

In una situazione del genere, si smettono di fare le cose che stavamo portando avanti (Wes era in giardino a togliere erbacce). Si desidera solo fermarsi, guardare, riflettere. Osservare il vuoto che il disastro ha appena creato. Il cratere. Wes è in quello stato d’animo: guarda il cratere.

Se il racconto iniziasse qui, avremmo già la sensazione che prima si è consumato qualcosa.

Wes era pallido. Ho preparato due tazze di caffè e gliene ho portata una.

Wes looked pale. I poured two cups of coffee and gave one to him.

Sappiamo già che il racconto è narrato dal punto di vista di Edna, la moglie di Wes. Credo che anche qui si possa “toccare con mano” cosa voglia dire narrare e soprattutto usare il punto di vista del personaggio, non il proprio.

Non sono certo io il primo a scoprire che lo sguardo di una donna sulle cose, è differente rispetto a quello di un uomo.
Edna parte da una constatazione (era pallido), e agisce. Se in quella stanza ci fosse stato un uomo, e lo scrittore fosse in gamba, lo scriverebbe in maniera differente.

Carver era in gamba, per questo fa muovere Edna. Perché di solito la donna agisce. Ha intraprendenza, coraggio, e nelle difficoltà preferisce muoversi invece di stare a guardare. Certo, è la moglie, anche se vivevano separati.

Va bene, Wes, gli ho detto. Adesso non stare a preoccuparti, ho detto. Mi sono seduta sul divano di Chef con la mia tazza di caffè.

It’s all right, I said. Wes, don’t worry about it, I said. I sat down on Chef’s sofa with my coffee.

Anche qui mi sembra di scorgere parecchio del tocco e dello sguardo della donna. Una fiducia (magari traballante, ma c’è), nel domani. Il suo invito a non lasciarsi andare nella depressione, nella rabbia. La vicinanza.

Si siede accanto a Wes. Condivide con lui non solo il caffè, ma anche quello che accade. Non si tira indietro. Da quando ha deciso di mollare il suo compagno, e di tornare con Wes, sta al fianco di Wes. Potrebbe restarsene in piedi, a braccia conserte. A chiedere spiegazioni.

No. Osserva (“Wes era pallido”). Non rimane con le mani in mano (“Ho preparato due tazze di caffè”). Gli è vicina (“e gliene ho portata una”). Sempre più vicina (“Mi sono seduta sul divano di Chef”).
Gli parla (“Adesso non stare a preoccuparti”).

La solita lezione che ci impartiscono i grandi. Quando un personaggio entra in scena, entra per fare qualcosa di memorabile. O che abbia spessore, vita. Ma non tutti sono uguali.
Una donna ha un modo di agire, di intervenire sulle cose differente.

Wes sembra che gli sia esplosa una bomba dentro (e presto vedremo la sua reazione). In un certo senso è annichilito, stupito. Aveva dei progetti da realizzare in quella casa, e già ne vedeva i frutti forse. Quando in pochi secondi tutto viene messo in discussione, si muove come un automa. Entra in casa e lascia cadere sulla moquette guanti e berretto. Si siede. Contempla le rovine.

Edna, no. Vede tutto, comprende la pericolosità della situazione (siamo in una realtà dominata dall’alcol), e si muove. Anche il semplice fare qualcosa può essere utile a sgusciar via dalla situazione tesa e critica. Non sono necessari grandi discorsi, o gesti clamorosi. Un paio di tazze di caffè, sedersi accanto al marito.

Si riesce a vedere la straordinarietà di queste poche frasi?


 

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Autore:

Raccontastorie

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