Pubblicato in: buona scrittura, cassetta degli attrezzi

Il nemico pubblico di chi scrive

A meno che tu non sia Batman, la tua automobile di sicuro non ha ali, o elementi superflui. Lo stesso dovrebbe accadere per le tue frasi. Con un’immagine un poco grossolana, mi piace dire che lo stile di un autore dovrebbe mordere. Un risultato del genere si ottiene quando ogni parola adagiata sulla pagina è significativa.

Come? Esagero? Non è proprio possibile poiché anche Zola o Dickens avevano i pistoni che ogni tanto s’ingrippavano? È vero, ma questo non toglie che la loro lingua era efficace perché del tutto priva di orpelli.

Il nemico pubblico

Il nemico pubblico di chi scrive non è la grande distribuzione, le librerie oppure l’editore. È il linguaggio comune. Quello che usiamo ogni giorno ed è infarcito di cliché e ovvietà. Che finiscano sulla pagina durante la primissima stesura forse è inevitabile, ma dopo occorre armarsi di disinfestante e dichiarare loro una guerra senza quartiere. Purtroppo in tanti credono che lasciando le cose come stanno (perché scrivono sotto “ispirazione”), daranno alla propria lingua una freschezza ineguagliabile.

Da quando il pesce marcio è ambito nei ristoranti? Conosco bene l’obiezione:

 

Come diavolo faccio a ottenere questa benedetta efficacia?

 

Non so se esiste un metodo infallibile, ma di sicuro la fretta non è di grande aiuto. Chi scrive sarà chiamato in avvenire a metterci la faccia. Ancora adesso sul Web, e non solo, si scorgono atteggiamenti ridicoli e infantili. È finita da un pezzo l’era dell’autore quasi intoccabile e distante, e ho seri dubbi che sia mai esistita. Forse ce la siamo solo sognata…

La Rete proprio perché veloce, impone a chi lavora sulle parole, e con esse, una riflessione e un’attenzione particolare. Non credo che la quantità affogherà la qualità, ma questo rischio esiste per la tua lingua e le tue storie, se tu fai le cose di fretta.

Essere come tutti o essere unico?

Tutti agiscono in questa maniera? D’accordo, se la tua ambizione più grande è di essere come tutti. Se hai talento saranno gli altri a venire da te; non saranno in molti, ma questo già si sa. Il tuo fine in un mondo di “bla bla bla” non è di unirti al coro. Ma di essere te stesso e imparare a essere un bravo solista. Non è facile né comodo, ma nessuno ti ha chiesto di scrivere. Ti si chiede, probabilmente, di lavorare, di pagare le tasse e di rispettare la legge.
Se a un certo punto vuoi scrivere… Fallo pure. Ma ti infili in un ginepraio (almeno se hai una “certa idea” di letteratura che pochi hanno). Inoltre vedrai un sacco di gente che imitando questo o quello, andrà lontano. Vorrai essere come loro. Lì tocca a te scegliere se restare unico, o arrenderti. Mi auguro solo che tu sia consapevole del peso della tua scelta.

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