Pubblicato in: buona scrittura, cassetta degli attrezzi

La firma dello stile

Che cos’é lo stile? La risposta non può essere al di fuori di chi se la pone. È il modo con il quale chi scrive risolve i problemi e le sfide. La protagonista è una donna incinta? Oppure, lui si muove in una boscaglia? Inutile sperare di trovare da qualche parte la risposta, il kit perfetto per descrivere la donna incinta, o l’uomo nella boscaglia.

Il tuo problema aspetta la tua soluzione. Nessuno ti ha chiesto di scrivere, e per questo non puoi nemmeno attenderti qualcosa dall’esterno. Un corso di scrittura (che dovrebbe essere soprattutto un corso di lettura), non ha le soluzioni alle tue sfide.

Anche se invecchi senza pubblicare niente, come succede al sottoscritto, ti verrà voglia di osare. Di cimentarti con personaggi, storie anche distanti dal proprio ambiente. Capirai in questa maniera l’assurdità di certe affermazioni fatte da “scrittori”.

Quella celeberrima: occorre scrivere di quello che si conosce.

Buonanotte.

Se la lettura è un ottimo sistema per capire come Èmile Zola o Georges Simenon hanno risolto a modo loro i problemi, è la riflessione che ti permette di elaborare la tua strategia.

Sì insomma: quella robaccia che si chiama silenzio. Naturalmente, può essere storpiata anch’essa, come tutte le cose. Per esempio, ci si rifugia nel silenzio per allontanarsi da questa canaglia di umanità. È abbastanza diffusa una specie di filosofia, o ideologia, che giudica l’umanità solo fonte di dolore e seccature, dalla quale tenersi ben distanti. In questa visione il silenzio, la meditazione, si inserisce alla perfezione.

Se l’umanità non fosse fonte di seccature, non ci sarebbero storie da raccontare. E un autore, come ciascun essere, non può essere imitato. La sua visione delle cose apparterà solo a lui. Lo stile perciò sarà la sua firma.

La prima domanda che si dovrebbe porre all’inizio di un corso di scrittura, dovrebbe essere:

“Qual è il tuo rapporto con il silenzio? Parlamene”.

Questo getterebbe nel panico un bel po’ di persone, soprattutto quelle che immaginano che sia sufficiente “carpire” i segreti per scrivere il solito best seller. Ma avrebbe il vantaggio (forse) di far capire la posta in gioco. Tranquilli: tutto questo non limiterebbe affatto il proliferare di “scrittori” che scrivono solo di quello che conoscono.

Ma sarebbe utile per ricordare che scrivere non è riempire pagine su pagine. Di questi tempi, grasso che cola, come si dice.

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Autore:

Raccontastorie

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