Pubblicato in: buona scrittura, cassetta degli attrezzi

Separare la lana dalla seta anche in narrativa

Sul Web si parla di “motori di risposta”. Nel senso che i motori di ricerca (Google, gli altri raccolgono briciole ormai) sono divenuti motori di risposta: offrono soluzioni, dissipano dubbi. Vero è che non è proprio così, e sto semplificando parecchio. Ma l’individuo ha i suoi obiettivi, e va a caccia di tutto ciò che lo aiuti a conseguirli.

Anche la letteratura, o almeno buona parte di essa, cerca di adeguarsi al fine di fornire le risposte.

Non avere la risposta è considerato prova evidente di mancanza di capacità e di talento.
La faccenda è un’altra: si è perso o quasi, il piacere di leggere una storia. Si parte, lancia in resta, per andare a caccia delle risposte. Quando ci sono, si è soddisfatti. L’autore ha fatto bene il suo lavoro. Noi abbiamo avuto la conferma di stare dalla parte giusta.

La lettura e il suo piacere sono concetti considerati poco nobili. Perché non sarebbe questo uno degli scopi della narrativa. È “frivolo”. Inoltre, si è imposta l’idea che i gusti sono gusti, e in questa maniera abbiamo trovato il modo per giustificare sempre la nostra posizione.

Quella giusta, ma è inutile specificarlo.

Certo, i gusti sono gusti, e si devono rispettare. Sono talmente rispettati che è sufficiente dare un’occhiata a cosa c’è in libreria per rendersene conto. Oppure osservare le classifiche.

Come diavolo riuscire a spiegare che esistono eccome i criteri per separare la lana dalla seta? Perché il bello risiede in questo. Siamo circondati da criteri che ci aiutano a distinguere i prodotti alimentari e avere così tutte le garanzie di qualità, provenienza e salubrità. Ne siamo felici.

Se si afferma che devono esistere dei criteri (in realtà esistono eccome) per distinguere un Dostoevskij da un autore qualunque, subito si dichiara che l’individuo è libero e via discorrendo.

L’individuo è libero, ma questo non lo rende capace di intelligenza. E Dostoevskij è superiore.

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Autore:

Raccontastorie

2 pensieri riguardo “Separare la lana dalla seta anche in narrativa

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