Pubblicato in: buona scrittura

Da dove iniziare

Quando si desidera scrivere un racconto e non si sa da che parte iniziare, un buon inizio è prendere i racconti dei bravi autori e leggerli fino a consumarne le pagine. Ce ne sono tanti. Raymond Carver, Flannery O’Connor. Hemingway. Ma non è copiare?

Almeno agli inizi diventa inevitabile imparare, e per farlo è bene rivolgersi ai maestri. Una buona prassi (se è possibile), è tradurre in italiano i racconti dei grandi statunitensi. Un compito troppo difficile? Vero.

Qualcuno si chiederà inoltre perché non cito scrittori italiani. Ignazio Silone (ha scritto romanzi). Carlo Emilio Gadda. O Mario Rigoni Stern (racconti, ma non solo). Italiani o stranieri non mi sembra così essenziale. Ci sono buone storie, e storie mediocri. Chi faccia le seconde o le prime, a me non interessa. Però quando leggo desidero affrontare una storia, e che sia buona.

Già ho parlato in passato di Robert Louis Stevenson che per imparare a scrivere ricopiava a mano i romanzi che amava. Comprese virgole, punti, e punti e virgola; tutto insomma. In modo da comprendere come costruire una frase, un dialogo, o ottenere una descrizione efficace. E poi gettava tutto nella spazzatura.

Bisognerebbe fare qualcosa del genere.

L’influenza che altri autori hanno, o possono avere, è irrilevante perché col tempo, tutto passa. Si cresce, si matura, e si corre senza più l’aiuto di nessuno.

Si tratta di un mestiere. Scrivere è un mestiere, e iniziare senza sapere che è doveroso conoscerlo, è presunzione allo stato puro.

Giotto conosceva bene il suo mestiere. Nella basilica di Assisi, lui procedeva con ritmi da catena di montaggio, o quasi, e si avvaleva del lavoro dei suoi ragazzi di bottega. Era un artista che è entrato nell’Arte perché il mestiere lo conosceva a menadito.

Ma questo non è sufficiente.

Si può essere degli ottimi mestieranti (il mio sogno), e degli artisti. Ma il secondo non può esserci se manca il primo.

Quindi?
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Autore:

Raccontastorie

6 pensieri riguardo “Da dove iniziare

  1. Anche Stephen ha iniziato copiando racconti di altri. Io (scusa Stevie, mica mi voglio paragonare) spesso ho scritto racconti sull’onda della lettura. Piccole storie che ne ricalcano altre, soprattutto nell’atmosfera. È copiare? No, se citi la fonte. A mio parere.
    Può essere un buon metodo per impadronirsi di tecniche e modus.
    Il dizionario l’ho ma è vecchio. Anzi,’datato’, suona meglio. Uso spesso il dizionario online. Può andare?

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  2. C’è una dimensione che supera quella dell’arte, ma chi vi ha avuto accesso non usa le parole per abbellire, ma le utilizza al solo scopo di indurre a immaginare cosa possa essere la Libertà, quella totalmente priva di costrizioni. Le parole, quando sono rivestite di Verità, sono brevi, concise, rifiutano il brillio di una luce non propria, non desiderano incantare e sussurrano all’intuito di chi le legge senza volerlo folgorare, perché le parole non hanno in sé il potere di trasmettere l’illuminazione.

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  3. Quando si deve imparare a raccontare storie tutto va bene, ma copiando ci si deprime offendendo l’Infinito che è in noi. Diverso sarebbe ispirarsi a scritti di altri autori continuando lateralmente una loro creazione, ma anche così il fascino del dar vita a una propria creatura sarebbe perso. Lo scrivere non è una missione, e neppure qualcosa da fare con la bava alla bocca. La vita di solito ti fa scegliere tra una moltitudine di opportunità, diverse da quella che ti affatica le palpebre sopra un foglio presuntuoso. Tra le migliori ce n’è una che invece d’intorpidire le membra indurisce il membro, e le palpebre te le chiude di piacere. Scrivere è certamente un divertimento, ma saltare sopra una moto da cross è meglio, perché si dà alla propria intelligenza una vita in custodia, mentre quando si scrive la si sottrae soltanto alla noia. La cosa che più ostacola chi scrive è il provare ammirazione per qualche altro scrittore, perché la creatività personale ha misure proprie, e mai si adatta a rotaie posizionate da altri.

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  4. Si tratta di intendersi sul significato da dare al copiare. Ovviamente un racconto non è un disegno, e non avrebbe alcun senso copiarlo. Immagino tu intenda scrivere una storia analoga a un’altra dalla quale ti senti ispirato, ma quello non è copiare, a meno che il risultato non sembri l’ombra di ciò che l’ha ispirato.

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