Pubblicato in: buona scrittura, cassetta degli attrezzi

Il vero orrore è la semplificazione

Di questi tempi soprattutto, è facile scovare un po’ ovunque un sistema di idee che ama ridurre tutto a una cifra modesta, la più modesta che ci sia.

Semplificazione, appunto.

Certo, potrebbe fare il paio con la semplicità, anche se io preferisco parlare di sobrietà.

Come? Zen? Certo, è parecchio di moda, ma è sufficiente ascoltare, pronunciare ad alta voce queste due parole, sobrietà e zen per preferire la prima alla seconda. Non ci senti il gusto nel termine zen, mentre in sobrietà c’è il ricordo della fatica che hai svolto.
Arriva dal latino (ecco un motivo per preferirlo), vuol dire non ebbro. Significa che hai scelto di essere così e di restarlo, rinunciando.

Già, siamo circondati da strumenti che semplificano la vita: tablet, computer, smartphone. O almeno dovrebbero. In effetti ci hanno levato di torno alcune incombenze, ma il loro posto è stato riempito non da spazio per noi, o da dedicare per esempio alla lettura. O all’arte.
Ma dal niente, o dal poco importante.

Il problema è che la vita, o meglio l’essere umano è complicato. Possiamo credere di vivere nel mondo di Topo Gigio ed essere persuasi che tutto si può risolvere con poche mosse.

Oppure possiamo prendere atto che ci sono nell’esistenza dei nodi, che inducono a scegliere. Eventi che agiscono sull’essere umano e che l’essere umano abbraccia e usa del tutto consapevolmente.

Perciò narrare una storia vuol dire per prima cosa puntare all’essenziale, e questo essenziale, questa sobrietà non coinvolge solo la parola. Ma conduce dritto all’iceberg.

Vale a dire a quelle esperienze dure, cattive, che ci sono e che si devono raccontare con la lingua adatta. Non perché così ci educhiamo e ci miglioriamo, raggiungendo magari il bel risultato di considerarci dalla parte giusta.

Ma perché in questa maniera si percepisce la profondità dell’essere umano. Si esce dal torpore del perenne pranzo che consumiamo, e ci ritroviamo faccia a faccia con fantasmi e mistero.

 

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Autore:

Raccontastorie

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