Pubblicato in: buona scrittura

Pianificare un blog: o ci credi oppure lascia perdere

Diciamo allora che hai capito (oppure hai scelto) di pianificare un blog. Bene; e adesso che si fa? Lo so, sei a disagio perché ti sembra una follia. Ti sei deciso a questo passo, ma l’accostamento pianificazione/blog ti fa ridere. Infatti non ne parli a nessuno perché hai la certezza che pure loro si smascellerebbero dalle risate.

Ti faccio una domanda: e se le risate che senti a proposito di blog fossero il risultato di tanti contenuti alla carlona? Se lo scetticismo o la derisione fossero soprattutto l’effetto di

Pessimi contenuti

e

approssimazione?

Certo, è facile aprire un blog. Due minuti ed è fatta. Anche questo non aiuta. Se è alla portata di tutti, allora non una una faccenda seria, si dice.

No: se è alla portata di tutti la sfida è sulla qualità. Ma se tu per primo non ne sei persuaso, non sarai mai, e sottolineo mai, fiero di quello che combini. Ne parlerai sempre in quella maniera:

“Sì, ho un blog… Niente di importante eh.”

E allora fai dell’altro. Stai buttando il tuo tempo, sul serio. E aiuti i pregiudizi a proposito della Rete a rafforzarsi un poco di più.

Uno degli scopi della pianificazione di un blog è quello di farti comprendere che cosa sei, e cosa sei disposto a fare. Dove vuoi arrivare. Quali sono i tuoi obiettivi in modo che tu possa rispondere qualcosa di meglio.

“Ho un blog. Sulle isole Orcadi.”

È già qualcosa di meglio, vero? Affermi qualcosa, e ci credi. Non è come prima quando sminuivi il blog, i suoi contenuti, e quindi te stesso.

D’accordo; e poi?

Un buon inizio per convincere te stesso a fare sul serio è questo: immagina di dover presentare un progetto che dovrà essere finanziato. Esatto, quel tuo progetto è il blog, e purtroppo non riceverà del denaro. Non è questo il punto.

È fondamentale che sia questo il tuo modo di affrontare la faccenda della pianificazione. Come se qualcuno dovesse finanziarti.

Non è una sciocchezza, perché allora lo sono pure i tuoi contenuti: semplice vero?

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Autore:

Raccontastorie

17 pensieri riguardo “Pianificare un blog: o ci credi oppure lascia perdere

  1. Si, ho un blog… e parla di me. No non posso pianificare, gli imput sono tanti e diversi. Da una emozione puo’ nascere un racconto, da una trsmissione tv un commento, imsomma io sono fatta di vita ed imteressi ed ogni giorno ho nuove curiosia’ … Ora mi alzero’ e non so se avro’ voglia di scrkvere cosa pianifico la vita? Se facessi lo scrittore allora potrei dire OK. vado a lavoro e lo pianifico.

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    1. Ciascuno è libero di agire come desidera. Ma anche in base alla mia esperienza, pianificare può essere un utile esercizio. Impone un po’ di disciplina, e a volte è proprio la qualità che ci manca per fare un buon lavoro.

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      1. Sono d’accordo, ma la qualità è altra cosa, io posso essere disiplinata e diligente, e posso pianificare o meno ma la qualità è quella marcia in più che fa della regola una regola speciale.

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  2. Ora sono al pc, sempre senza occhiali, ma scrivo meglio, anche se molte lettere della tastiera sono cancellate o sbiadite, mi scuso per lo smart e gli strafalcioni di prima, ma non sono una dattilografa.

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  3. pianifare è un termine che può spaventare, mi ricorda i briefing nelle sale riunione delle multinazionali tra grafici e tagli al personale 🙂
    Forse meglio usare “organizzare” il proprio blog e credere nelle proprie idee!

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  4. Penso che tu abbia ragione, io non so se sono brava a pianificare ma cerco di fare in modo che i miei contenuti siano facilmente fruibili, spero di riuscirci.
    A volte desidero presentare un certo luogo e per farlo mi occorre scrivere un ulteriore post, è il caso recente di Villetta Di Negro e del suo illustre proprietario, non avevo pianificato di scrivere due articoli ma credo sia stato giusto così.
    E ti dirò, a volte scrivo certi post lunghissimi e poi mi dico: lo leggeranno in due!
    E invece no, me ne stupisco piacevolmente.
    Bella e interessante questa tua serie di post dedicati ai blog, molto istruttiva per chi desideri aprirne uno!
    Un abbraccio!

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    1. In effetti i guru raccomandano di evitare post troppo lunghi perché affaticano la vista di chi legge (si legge spesso dallo schermo di un computer). Ma quando chi scrive ci sa fare, come nel tuo caso, la lunghezza non è più un punto debole. Anzi.
      Consiglio la pianificazione a quanti non hanno molta disciplina, e si lasciano trasportare dall’entusiasmo, e l’entusiasmo ha il difetto di durare poco. Diciamo che è un esercizio per imporsi un percorso, e per misurare le proprie riserve di volontà per quando, immancabile, si presenterà Madame Delusione 🙂

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      1. Eh, lo so che i guru raccomandano la brevità ma per certi argomenti io non riesco a essere breve e quindi mi dico che semmai lo leggeranno in tre ma non voglio omettere dettagli importanti.
        Grazie per la stima che hai di me, caro Marco, ampiamente ricambiata!

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      2. Mi scuso se mi permetto di inserirmi fra i vostri commenti, ma debbo dire per esperienza personale che i post di Miss, li ho sempre bevuti e se lunghi non solo non me ne sono accorta, ma avrei vuluto leggere più a lungo.
        Ma io non rientro nelle statistiche, sono incostante, leggo e scrivo (male) di tutto, e ci sono dei post brevissimi davanti ai quali rimango basita, e penso… sarò io che non capisco?

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      3. I post di Miss Fletcher sono una mia lettura quotidiana. Ha una capacità di catturare l’attenzione che è rara. Pure io leggo i post lunghi, anzi a volte li scrivo. Questo significa che occorre sì tenere in considerazione certe regole, oltre a conoscere i limiti dello strumento che si usa. Ma poi alla fine ciascuno è libero di agire come meglio crede.

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      4. I tuoi post piacciono perché sai scrivere e ci metti passione. A volte sono lunghi? Come dici tu stessa: certi argomenti occorre affrontarli in un certo modo, e non è possibile ignorarlo. I guru… Pazienza!

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