Pubblicato in: buona scrittura

Il blog è un processo

Il blog è una serie di cose: è uno strumento, un mezzo, un modo per ammazzare il tempo, per distinguersi, per piacere. Ciascuno ha la possibilità di aprirne uno e di riempirlo con quello che più gli piace. Puoi anche esordire riempiendolo di contenuti bislacchi, o che tu (e solo tu) consideri importanti.

Probabilmente se dopo qualche mese resisterai ancora alla tentazione di lasciar perdere, e ti ritroverai la sera a pestare le dita sulla tastiera, ti renderai conto che è qualcosa di differente.

Il blog è un processo. Modifica noi perché dobbiamo dedicargli del tempo, ritagliandolo dalle cose da fare. O eliminando certi compiti per dedicarci al blog, e in seguito scoprire che non erano poi compiti tanto importanti…

Ma un processo indica uno sviluppo, il passaggio da una condizione all’altra. Una persona è in divenire, e quello che esce dalle sue dita, dalla sua testa, rappresenta pure quello un processo. Che coinvolge alcuni aspetti che non sono affatto considerati. Io almeno non li consideravo affatto, ecco perché mi piacerebbe che chi decide di creare un blog, prima lo pianificasse. Non lo fai? Pazienza: non è che ti farò il voodoo.

Facendo un elenco molto superficiale, probabilmente questo processo coinvolgerà quasi certamente tre aspetti, e ti renderai conto quanto sia necessario mettervi mano per modificarli. In realtà sono molto di più di tre, ma fermiamoci a questi.

  • Occorre un buon italiano, e declinarlo. Questo italiano bisogna declinarlo perché il povero lettore legge queste frasi su uno smartphone. Oppure sullo schermo di un computer, e non è proprio l’ideale per gli occhi. Ecco perché è necessario andare al punto, e poi svilupparlo. È il sistema che usano i bravi giornalisti. Certo, alcuni dicono che in questa maniera si rende banale la lingua. Questi sono gli alibi con i quali si giustifica la propria pigrizia. Il desiderio di restare sul piedistallo.
  • Scopri la ricchezza dell’italiano. Sì, è un po’ la diretta conseguenza del punto precedente. Se uno legge certi post, sembra che la nostra lingua sia diventata una striminzita raccolta di luoghi comuni e cliché. Che errore clamoroso, ma succede se non si ha rispetto per quello che si fa. Anche gli argomenti più ostici possono essere esposti in maniera semplice e comprensibile. Però occorre rimboccarsi le maniche e lavorare. Per chi ama le passerelle, è una brutta notizia. Se hai passione, e ci tieni a quello che fai, inizierai a spremerti le meningi per scovare modi e stili per arrivare al lettore.
  • Impara a dare del tu a Google. Anche perché lui arriva e si prende i tuoi contenuti. Una volta che sono pubblicati, il buon motore di ricerca arriva e indicizza. Però sarebbe un peccato se i tuoi post non meritassero una sorte migliore del finire alla pagine 129 delle ricerche di Google, quando le persone cercano informazioni sulle isole Orcadi. E tu, in caso te ne fossi scordato, hai proprio deciso di creare un blog su quelle isole. Per questa ragione esiste una pagina di Google che offre gli strumenti giusti per farti trovare.

Lo so, non è il massimo delle letture, al mondo ce ne sono di migliori. E ti stai chiedendo se devi proprio scaricarla (è gratis).

Non “devi”: è una tua scelta.

Il mondo è zeppo di persone che non hanno voglia, o tempo, per “ottimizzare”. Alcuni commenti ai miei post precedenti, sono di persone che rivendicano (giustamente) il diritto a scrivere e pubblicare quello che desiderano. Senza alcuna ossessione o cura certosina per l’ottimizzazione. Costoro fanno bene.

Quello che a me sembra importante ribadire, è che se tu hai intenzione di creare qualcosa di positivo per te e per gli altri, sappi che hai gli strumenti per farlo. E non è detto che tu debba spendere dei soldi per acquisire queste competenze.

Ci sono tante opinioni. Per chi, come il sottoscritto, è vissuto nel mondo prima del Web, avere così tante opinioni e fonti, ha quasi dell’incredibile. Il Web costringe anche a imparare in fretta a discernere: il buono, dal cattivo, dal così così. Manca il tempo. Preferiamo fidarci di chi offre le soluzioni a quello che cerchiamo, o che produce dei contenuti dove appare una passione e una competenza fuori del comune. Proprio perché il tempo (come il Web), è prezioso, vogliamo che ci sia utile. Che poi qualcuno lo usi per perdere il proprio tempo, non cambia il senso di questo discorso.

Il blog è un processo che solo tu puoi decidere sino a dove ti condurrà. D’un tratto puoi comprendere che è opportuno scrivere post in un modo differente, proprio per sfruttare la potenza dei motori di ricerca. Oppure, dai un’occhiata a quanto si scrive in giro, e poi fai spallucce.

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Autore:

Raccontastorie

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