Pubblicato in: buona scrittura

La logica dello scaffale non è più l’unica

Come si sa, buona parte di quello che esiste su Internet (e non solo su Internet) è spazzatura. Diciamo il 90%? D’accordo.

Lo scopo di un motore di ricerca dovrebbe essere quello di aiutare chi vuole sfuggire a quella spazzatura a trovare qualcosa sul quale spendere il proprio tempo.

Il problema non è la quantità di contenuti, bensì scovare quelli di qualità.

Un motore di ricerca fa quello che dice: cerca. Propone dei risultati. È tutt’altro che perfetto e spesso i suoi risultati non ci soddisfano, ma occorre anche riconoscere che altrettanto spesso, siamo soddisfatti di quello che ci propone.

Il cuore del problema però sono i tuoi contenuti. Nel momento stesso che premi il pulsante “Pubblica”, tu rischi davvero di dare in pasto al nulla quello che hai prodotto.
Sia chiaro: spesso accade perché quello che si produce è nulla. Che poi esistano dei trucchetti per scalare i risultati, è un altro discorso. Non è di questo che desidero parlare.

Così come non è proprio vero che Google premia sempre i contenuti migliori. Davvero riuscirebbe a fatturare così tanto con il meglio? Davvero ci sono decine e decine di milioni di persone che ogni giorno, adorano la qualità? Perché se così fosse, si mimetizzano molto bene: in giro non le vedo mai.

Quello che dovresti provare a realizzare (perché non esistono certezze), non è piazzarti entro le prime tre pagine dei risultati di ricerca. Ma scovata la tua nicchia, essere lì tra i primi.

La nicchia è l’unico ecosistema dove tu puoi crescere e svilupparti. Lo so, un sacco di gente dirà che non ne vale la pena, poiché se non sei nei primi dieci, allora non vali nulla.

Ogni essere pensante vale. Quindi puoi ignorare queste opinioni. Sono legate alla logica dello scaffale: se non c’è sullo scaffale dell’ipermercato, allora non vale la pena di perderci tempo.
Costoro credono di scegliere, ma di fatto si appoggiano alle scelte dell’ipermercato. A una logica che Internet, con i suoi canali pressoché infiniti, sta erodendo.

Certo, la logica dello scaffale non sparirà. Però (e questo non è un risultato da poco), non sarà più l’unica. Ve ne saranno delle altre.

Adesso, la palla torna a te. Cosa desideri combinare: logica dello scaffale (ne hai i mezzi, le energie?) o quella della nicchia?

 

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Autore:

Raccontastorie

7 pensieri riguardo “La logica dello scaffale non è più l’unica

  1. perché accettare in modo inconfutabile e privo di senso critico il risultato di un motore di ricerca? Chi verifica se una notizia è vera oppure una bufala? Le fonti sono controllate?
    Io con i motori di ricerca ci andrei molto ma molto cauto: sono utili ma non sono il Vangelo.
    Oggi – per fortuna – il potere della visibilità non è più solo legato ai loro algoritmi segreti: c’è il social che genera il navigatore tuttologo che – tra tanta spazzatura generata – spara commenti all’impazzata e condivide contenuti.
    Tanta entropia incontrollata può ridisegnare l’equilibrio della Rete per una informazione disordinata ma diretta (come ho scritto proprio oggi su http://1su.net/koH – chiedo venia per l’autocitazione)

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    1. Non bisogna accettare in maniera inconfutabile i “responsi” di Google. Però non possiamo nemmeno ignorare completamente quello che è in grado di fare. Io dico spesso, per esempio, che occorre curare i titoli dei post, ma non lo faccio quasi mai. I rischi ci sono, ma credo aumentino se uno smette di essere curioso, e si “adagia” sui risultati che ottiene. Perché la curiosità è un lavoro serio, peccato che non ci creda nessuno.

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    1. lo ripubblico senza link:
      perché accettare in modo inconfutabile e privo di senso critico il risultato di un motore di ricerca? Chi verifica se una notizia è vera oppure una bufala? Le fonti sono controllate?
      Io con i motori di ricerca ci andrei molto ma molto cauto: sono utili ma non sono il Vangelo.
      Oggi – per fortuna – il potere della visibilità non è più solo legato ai loro algoritmi segreti: c’è il social che genera il navigatore tuttologo che – tra tanta spazzatura generata – spara commenti all’impazzata e condivide contenuti.
      Tanta entropia incontrollata può ridisegnare l’equilibrio della Rete per una informazione disordinata ma diretta (come ho scritto proprio oggi sul mio blog faCCebook.eu “Mi dica pure (un commento non si nega a nessuno)” – chiedo venia per l’autocitazione)

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