Pubblicato in: costruire un brand

Mai sentito parlare di capitale sociale?

È fondamentale leggere: Tolstoj, Dostoevskij, Dickens, eccetera eccetera. Smontare i racconti e cercare di capire come sono costruiti. Io l’ho fatto: Come leggere un racconto (Greenleaf – Flannery O’Connor) e come leggere un racconto (La casa di Chef – Raymond Carver).

Però non è sufficiente. O meglio, va bene così se ti accontenti di vendere poco o niente.

Quando ti rendi conto che qualcosa devi fare, perché esistono persone con una prosa peggiore della tua, trattati come dei geni della letteratura, diventa necessario affiancare a queste letture, delle altre.

In uno smilzo libro intitolato “Business Networking” (Maggioli Editore: 22 Euro), a un certo punto si parla di “capitale sociale”. Prima di procedere: è davvero opportuno leggere qualcosa del genere? Perché magari sul comodino hai la Nemirosky, Eric-Emmanuel Schmitt, Richard Ford, e altri ancora. Fai quello che desideri, non sono certo io che debbo dirti cosa fare del tuo tempo libero.

Ribadisco il concetto: certi “autori” dalla scrittura povera, sono trattati come dei geni. Ma la loro fortuna è di conoscere le persone giuste, frequentare i salotti buoni, eccetera eccetera. Il valore o il talento in tutta questa faccenda non c’è proprio.

L’auto-pubblicazione al momento sembra rappresentare la sola strada per dimostrare il proprio valore. Ti metti completamente in gioco: ci metti la faccia e giochi senza rete.

Detto questo: devi affiancare alle tue solite letture, quelle che ti aiuteranno a raggiungere certi obiettivi, da solo. E se ci riesci da solo, sei probabilmente migliore di certa gente che arriva in alto grazie a tessere e conoscenze.

Torniamo al concetto di “Capitale sociale”. Si tratta del risultato di un insieme di relazioni. Questo capitale si genera in presenza di tre elementi:

  • presenza di relazioni;
  • affidabilità delle parti;
  • fiducia tra esse

Ecco il punto di tutto: la Rete o la usi per creare relazioni, oppure ciccia. Se non crei relazioni, sei nei guai.

 

 

 


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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