Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso, letteratura straniera

Scrivere in una certa maniera

Scrivo perché lo so fare bene

Questo affermava Flannery O’Connor in una lettera del 1° gennaio 1956. Non è la prima volta che cito questa scrittrice statunitense, né questa frase in particolare (ne avevo scritto oltre 2 anni fa: “Flannery O’Connor: perché scrivo”).

Ma è una frase che apre le porte a un argomento che incuriosisce un po’ tutti. Vale a dire: perché lo scrittore scrive? La risposta della scrittrice statunitense è di una semplicità quasi disarmante: perché lo so fare bene.

E non è solo la consapevolezza delle sue qualità.

Spesso le domande su cosa muova una persona a scrivere pretendono delle risposte altisonanti e soprattutto tanto nobili. Si sente di tutto, in effetti. Ma in realtà si dovrebbe essere onesti e rispondere esattamente come faceva zia Flannery.

Oppure dire qualcosa del tipo:

Perché mi piace.

Però nell’era dell’impegno (anzi: dell’engagement come dicono le persone che sanno), una simile risposta sarebbe riprovevole. Allora si inventano delle risposte che facciano una buona impressione.

Ovvio che si è liberi di pensarla come si vuole, e di scrivere su qualunque argomento nel modo che si ritiene più opportuno. Ma prima o poi viene il momento di capire una buona volta se c’è una differenza da qualche parte, oppure tutte le storie (e gli autori), sono uguali. Inoltre, con questa invasione di gente che scrive, come mai era accaduto nella storia dell’umanità, qualche domanda occorre porsela.

Certe risposte hanno il pregio di rendere più spedire al diavolo l’alone di magia che circonda la letteratura. Non c’è nessun alone in realtà, perché tratta di esseri umani. E anche nel santo, o nell’artista, ci sono cose che…

Se non ricordo male, proprio zia Flannery diceva da qualche parte che la domanda giusta non è “Perché scrivi”, bensì “Perché scrivi in quella maniera”.


 

 

Prima la storia, poi il lettore

Annunci

Autore:

Raccontastorie

2 pensieri riguardo “Scrivere in una certa maniera

  1. Mmm, non sono molto d’accordo sullo scrivere “perchè mi piace” o perchè “sono brava”. I giudizi sulla qualità della mia scrittura non mi riguardano, li lascio al tempo e al pubblico, semplicemente cerco di scrivere ciò che vorrei leggere. Non direi nemmeno che scrivo perchè mi piace. Se io rispondo così a una persona qualsiasi, quella capisce tutt’altro, “c’è chi guarda la tv, c’è chi scrive”. Non è affatto così. E’ una cosa molto più complicata e più faticosa (e ovviamente più remunerativa), e, per far capire tutto questo a chi non sia uno scrittore, “perchè mi piace” mi sembra un’espressione troppo esemplificativa e quindi falsa. Se dovessi dare una risposta sbrigativa, “scrivo perchè mi fa stare meglio” (che è un po’ diverso).

    Mi piace

    1. Abbastanza d’accordo. È vero che la faccenda è più complicata di quel che sembri, ma il difetto sta “nel manico”, vale a dire nella domanda. A chi chiede “Perché scrive”, l’unica risposta onesta (e banale, perché è banale la domanda), è, appunto, “Perché mi piace”. La domanda dovrebbe essere in realtà “Perché scrive in quel modo”; allora cambia praticamente tutto. Ma lettori così acuti ce ne sono pochi, quindi si risponde in modo frettoloso per andare al sodo. Alla storia.

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...