Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Quando il blog attira poche visite

C’è anche un altro caso (hai letto Perché il tuo ebook non vende? Dagli un’occhiata, e dopo continua la lettura di questo post). Il blog che non attira visite.
Magari ha dei contenuti che non sono malaccio (c’è qualcosa da rivedere, migliorare: ma questo è naturale).
Per quale motivo gli utenti non fioccano sul blog?

Se non funziona è colpa tua

No, non sono “essi” i colpevoli. Non c’è alcun complotto. Il difetto è il gestore del blog: sei tu.
Se si ama troppo la nicchia, si arriva ad adorarla (grave errore). L’idolatria è sempre uno sbaglio dalle conseguenze imprevedibili. Proviamo a immaginare che cosa è successo.

C’è un blog che ha una media di 60 visite al giorno. Ah, prima di procedere: c’è una certa differenza tra “visite” e “visitatori”. Vuoi sapere quale? Allora leggi la differenza tra visite e visitatori unici.

Poi un bel giorno il blogger (potresti essere tu, potrei essere io) decide di pubblicare un libro elettronico. E rimane deluso perché dopo qualche settimana scopre di aver venduto sì e no, sei copie.
Ha già commesso un errore. In realtà il volume di vendite realizzato rappresenta un buon successo: 60 visite, e sei copie vendute. Non male in fondo. C’è una fetta di persone che crede in lui, che ha investito denaro per acquistare il suo ebook.

Ma ottenere di più è impossibile, almeno finché si resta ancorati a questa situazione. Probabilmente, se avesse avuto più visite, la faccenda sarebbe andata diversamente.

Che fare?

Non tutto è perduto. Occorre però restare coi piedi per terra. Prima di tutto, devi avere degli obiettivi realistici. Sarà necessario impegnarsi non poco per risollevare le sorti del povero blog. Però niente fretta e niente fughe in avanti, né idee strampalate.

Pensare di acquistare un nome di dominio, in una situazione del genere mi pare del tutto inutile: 60 visite. Scrivo questo perché è di certo vero che un nome di dominio come si deve (come tuonome.com invece di tuonome.wordpress.com) piace a Google. Ma non meniamo il can per l’aia (si dice ancora?).

Qui il motore (del blog) ha bisogno di una bella revisione. C’era un cannone, e ci si è accontentati di una pistola che spara pure a salve.

Da dove si (ri)comincia, allora?

Perché temi la Rete?

Quando si ottiene così poco, 2 sono le possibili cause: scrivi robaccia (e questo coinvolge il 90% di chi scrive), oppure sei troppo timido/presuntuoso per giocartela davvero. Sei ancora vittima dell’idea che basta esserci, e prima o poi il pubblico si accorgerà di te.
Le persone si accorgono di te se hai qualcosa da dire. E se hai qualcosa da dire è tuo dovere far sì che raggiunga più gente possibile. Stop. Il resto sono alibi, chiacchiere, bla bla bla.
Temere la Rete non ha alcun senso. Mi dirai che tu non la temi perché ci sei, hai il tuo blog, l’account Twitter, quello Facebook… Pure queste sono chiacchiere. Temere la Rete vuol dire attendere di ricevere un danno. Tu sei già stato danneggiato, ricordi? Nessuno sa niente di te, del tuo ebook: non può andare peggio.
Certo, ci sono dei rischi, però tu credevi di essere così bravo da non doverne correre nessuno. Questa si chiama presunzione: liberatene, o soccomberai.
Devi metterti in discussione, rischiare. Hai dei meriti? Delle qualità? Studia come mettere in mostra questi aspetti, nel modo migliore (senza barare): sei tu il vero ostacolo sulla strada del tuo successo.


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

2 pensieri riguardo “Quando il blog attira poche visite

  1. Ciao Marco,
    penso che per far (ri)decollare il blog, sia necessaria un’importante azione su altri blog di settore: commenti e richieste di guest post, sono quelle secondo me più importanti.

    Tuttavia il tempo necessario è davvero tanto, e bisogna saperlo sapientemente dosare per trovare il giusto equilibrio, tra la scrittura dei tuoi libri e la partecipazione alla vita online… io sono ben lungi da aver trovato il giusto compromesso 😉

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