Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

3 cose che un editore di se stesso deve aver già capito

Sono (almeno) 3 le cose che un editore di se stesso dovrebbe avere già compreso. Perché tu hai deciso di essere editore di te stesso, giusto?

Come vedi, cerco di evitare l’uso di “self-publishing” perché non esprime in modo completo che cosa c’è davvero nell’atto di pubblicare senza un editore.

  • Troppi scrittori. Questo non significa certo che qualcuno debba star zitto così notano ME. Anzi, credo che ce ne saranno ancora di più di scrittori, nel prossimo futuro. Un futuro che (hai notato?) arriva sempre più in anticipo. E allora? A parte la qualità dello scritto, l’unica soluzione che un editore di se stesso deve adottare è impegnarsi di più e meglio. A fare cosa? Ad arrivare ai lettori. E come? Imparando a usare bene le reti sociali, a essere presente là dove si parla di libri, a far giungere in modo più efficace la notizia che ha pubblicato.
  • L’arte della conversazione. Per fortuna si può anche imparare. Quello che però molti ancora non comprendono è che Twitter, Google +, Facebook, e anche il blog, non sono mezzi per vendere. Non è che apri account a destra e a manca, riempi di contenuti un po’ così (esatto, come fa qualunque politico in prossimità delle elezioni), e poi te ne vai perché “non funziona”. Sono mezzi per far arrivare la tua conversazione a più gente possibile. Per dimostrare chi sei. Si tratta di elementi indispensabili per la costruzione del tuo capitale sociale.
  • Il lettore non è più il lettore di una volta. Domandina facile facile: chi sono i peggiori utilizzatori della Rete (a parte gli scrittori che non hanno ancora capito cosa accade, grazie al Web)? Esatto, certi politici che un mese prima delle elezioni, aprono un account Twitter, poi su Facebook, poi su Google + (e Tumblir? Lo vogliamo lasciare fuori? Tanto è gratis, no?), e il giorno dopo lo spoglio elettorale, si volatilizzano. Non credere di trattare il lettore in questo modo. Costui (dovrei dire: costei) non vogliono solo comprare il tuo libro, ma soprattutto capire chi sei. No, non intendo affermare che devi dare la tua vita in pasto agli altri. Niente del genere. Ma si tratta di conversare, e la conversazione non la puoi troncare o interrompere, o alimentare quando ne hai voglia. Stabilisci delle regole, e seguile.

 

Sii te stesso sempre, e sempre onesto.


Prima la storia, poi il lettore

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Raccontastorie

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