Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Basta alibi, trova i tuoi lettori

La questione più spinosa e difficile che un editore di se stesso si pone è: come trovare i lettori?
Poi, si guarda attorno, annusa l’aria che tira, crolla il capo, alza gli occhi al cielo, magari sospira pure. Ecco, ci siamo. È fatta. Ha scovato gli alibi perfetti per non trovare lettori. Ce ne sono diversi, ma mi limiterò a quelli che offrono un alto tasso di soddisfazione, poiché spingeranno l’editore di se stesso a tirare i remi in barca. E ad avercela col mondo intero.

  • In Italia ci sono pochi lettori.

Giù la maschera. Se ce ne fossero moltissimi, non ti troverebbero comunque. Perché non hai idea di dove cercarli, come trovarli, e infine come agire affinché diventino tuoi estimatori. Non hai bisogno di milioni di persone. Il tuo progetto deve essere realistico.

A questo punto, altra affermazione-alibi che balza fuori:

  • Quello che proponi è immondo! Tu parli di quella roba lì. Il marketing. Che raggira la gente. Io non lo farò mai, perché io rispetto le persone!

Pure io le rispetto. E il marketing è il mezzo migliore per mostrare il proprio rispetto nei confronti delle persone. Quando entri in un negozio, cosa preferisci? Che il titolare e/o il commesso sbuffi? E se formuli una domanda, come preferisci che ti sia risposto? In malo modo?

Ecco, questo è marketing. Ed è disprezzato da chi non ha mai lavorato nel commercio (e forse, non ha mai lavorato). Trattare con rispetto le persone, sorridere, essere cortesi, non vuol dire vendersi, o raggirare l’altro. Il marketing di un tempo, è finito. Forse sei rimasto a cosa era prima dell’avvento del Web. I tempi cambiano.

Altro alibi?

  • Ma il mio libro è particolare.

Volevi dire: il tuo prodotto è particolare, ma ho capito benissimo. A questo punto formulo io una domanda: ma credi o no a quello che fai? Probabilmente, no. Non puoi ritenere un aspetto che ti differenzia dagli altri, un ostacolo. Allora, perché lo hai scritto? I miei 13 racconti sono particolari. Parlano di persone a cui vanno male le cose, e al termine… vanno pure peggio (be’, non in tutti).

Che faccio, mi butto a mare?
No. Ho deciso di divertirmi a scovare i miei lettori. Desidero trasformare la mia particolarità in un punto di forza, in grado di attirare, aggregare, rendere il lettore soddisfatto. Non affermerò mai che sono particolari quasi a scusarmi (con chi?) di avere un certo sguardo.

 


 

Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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