Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Vendere è la tua missione

Vendere deve essere la tua missione. Il che non significa che è necessario ottenere 5000 download nelle prime 6 settimane (mica sei Stephen King).
Bensì che ogni persona che scopre l’esistenza della tua opera, può diventarne l’acquirente.

Siccome si tratta appunto di una missione, non puoi permetterti di vendere solo alle persone che ti piacciono, oppure che la pensano come te.

Devi vendere a tutti.

Questo comporta almeno un problema piuttosto grosso, in un piccolo mondo come quello italiano dove, o sei utile, oppure sei cattivo e allora non ti compro e non ti seguo.
Anzi, ti boicotto.

Può darsi che spesso accadano fatti che ti fanno arrabbiare, e vorresti prendere posizione in maniera netta. Dire la tua. Il mio consiglio?

Lascia perdere.

Se vuoi restare ai margini di tutto, e condannarti a essere molto piccolo, fallo pure. Se per te perdere dei potenziali lettori (e denaro quindi), è qualcosa che ci può stare, non sarò certo io a impedirtelo.

Ribadisco un concetto: ci sarà comunque qualcuno al quale non piacerai mai. E altri, che ti troveranno “orribile” perché non sei utile. Perché non sposi le belle e giuste cause di cui questo Paese rigurgita.

Ti faccio notare questo: quelli che ti attaccheranno, perché non sei utile, adottano la stessa ideologia utilitaristica delle banche.

E poi protestano contro le banche.

Lasciali dormire, blaterare, protestare. Tu hai qualcosa di più divertente e interessante da fare: devi vendere, e basta.

 


 

Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

6 pensieri riguardo “Vendere è la tua missione

      1. Essì – stavo proprio pensando, in questi giorni, agli incontri fastidiosi e piuttosto imbelli che si possono fare dentro e fuori la rete. Le asperità private sono per la vita privata. In ogni altro contesto, sto imparando pian piano a sorvolare, perchè non beneficia e non chiariesce le idee a nessuno degli interlocutori.

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  1. Ciao Marco,
    tempo fa leggevo un post sull’exploit di uno scrittore emergente statunitense, che con le vendite su Amazon nella prima settimana era riuscito a totalizzare delle belle somme, e cercava un tool per monitorare live le vendite che si accumulavano… dubito che in Italia obbiettivamente si possa aspirare a questi traguardi, che ne pensi?

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    1. Dipende da un mucchio di fattori. Un conto è pescare in un oceano di 300 milioni di persone (non tutti leggono, però…), un conto è stare sulle sponde di un mare di 60 milioni (e pochi leggono). Poi, dipende dal tipo di libro: alcuni si vendono come il pane, altri no, sia per scarse capacità dell’autore, che per l’argomento. Dostoevskij vendeva, ma immagino che Dumas vendesse di più.
      In Italia, se hai in mente di fare un certo tipo di letteratura, onestamente puoi sperare di ottenere un centinaio di fans che ti seguano. Niente di più.
      Poi magari arriverà il fuoriclasse a smentire tutto e tutti, questo è possibile.

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