Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Sii felice di essere editore di te stesso

essere editore di se stesso

Lo sai, vero? Sei editore di te stesso, e sei considerato poco o nulla. Dappertutto o quasi, lamenti e grida perché i bifolchi (se ti sei distratto: tu e io), si sono messi in testa di scrivere. E la letteratura è in pericolo perché i professionisti sono messi in un angolo per colpa dei dilettanti.

Be’, se fossero professionisti non sarebbero finiti in un angolo, ma questo è un altro discorso.

Il consiglio spiccio: lascia perdere queste voci e lamentazioni. Ricorda che:

  • Sono crollate le barriere.
    Un po’ come il muro di Berlino: era lì, e credevamo che ci sarebbe rimasto per sempre perché faceva parte del panorama, ormai. E invece no, adesso è chiaro: non era naturale quel muro, e non faceva affatto parte del panorama, ma lo deturpava. È crollato e si sono aperte opportunità ciclopiche. Devi “solo” coglierle.
  • A portata di clic.
    Se hai bisogno di qualcosa, lo puoi imparare. Spesso è a costo zero. Devi solo rimboccarti le maniche. Ci sono un’infinità di strumenti e risorse a portata di clic. Le scuse per recriminare, restare in un angolo ad additare il mondo brutto e cattivo sono… scuse, appunto.
  • Dipende tutto da te.
    Vediamo di ricapitolare. Crollo delle barriere; risorse e strumenti a portata di chiunque: ehi, ma è il caos, allora hanno ragione i professionisti! Ma no, al contrario. È il momento di dimostrare il tuo valore. Ricorda questo: se il 95% dei manoscritti ricevuti da Einaudi finiscono nel cestino, vuol dire che quel 95% tenterà la strada dell’autopubblicazione. Ottenendo lo stesso risultato del cestino di Einaudi. Perché in realtà non hanno voglia di imparare nulla; perché non sanno scrivere; non aprono nemmeno un blog per riempirlo di contenuti interessanti, eccetera eccetera. Certo, gridano; ma tu non devi gridare più forte. Bensì creare un ambiente di silenzio dove la tua voce possa risuonare piena e autorevole.
  • Cambieranno idea.
    Chi? No, non quelli che hai in mente tu, i sacerdoti della purezza e della nobiltà della letteratura. Non cambieranno mai idea. Ma i lettori sì. Quando si renderanno conto che non c’è differenza tra un prodotto messo in vendita da Marsilio, e un prodotto messo in vendita da un editore di se stesso, cambieranno idea, e comprenderanno che l’odore della carta, e via discorrendo, sono bubbole. Quello che conta è la storia.
    Fine della discussione.

Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

2 pensieri riguardo “Sii felice di essere editore di te stesso

  1. Condivido in pieno quanto hai scritto. Serve molta volontà, altrettanta determinazione e presto i risultati non tarderanno ad arrivare. Inoltre grazie a blog come il tuo, è possibile incontrare persone, che possono aiutarti con le loro guide, idee e suggerimenti. Dunque per riuscire, alla fine serve solo provare e volervo veramente.

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