Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Il lettore è un conservatore

il lettore è conservatore

 

Oggi ti chiedo di leggere il post Resistenza al cambiamento di Francesco Gavello.

Fatto? Molto bene e adesso ti domanderai:

“Che cosa diavolo c’entra con il libro? Tu non sei quello che parla di libri?” 

Ci provo a parlarne, ma coi libri quel post ha un sacco di punti in comune.

Il tuo libro, il mio libro, è un prodotto. E il lettore non ha bisogno di un altro prodotto, così, d’un tratto, per simpatia.
O perché glielo comunichi con un comunicato stampa o, più probabilmente, con un semplice post.

Parliamoci chiaro: se dai un’occhiata alla mia libreria su Anobii scopri che io ho letto, e possiedo, centinaia di libri. E chissà quanti ne leggerò ancora…

Già adesso ci sono migliaia di ottimi libri, con alle spalle un nome, un’industria (editoriale) di tutto rispetto. Mentre tu e io al momento siamo solo scenografia. Rumore di fondo.
Questo accade perché quei libri hanno la forza del marchio, del brand, esatto.

Ecco perché vendi quelle poche copie, e poi… Nessuno si ricorda più di te. Nessuno vuole più avere a che fare con te, e non perché sei antipatico, o “essi” sono cattivi. Perché è così. Perché puoi aver scritto un grande romanzo ma è così.

Non hai una storia, una forza, un marchio che induca il singolo a prestarti attenzione, a spendere meno di tre euro per comprare quello che scrivi.

Il lettore è conservatore. Legge Tolstoj, Dostoevskij, Dickens o Zola; ma anche King o Carver. Perché deve investire in uno sconosciuto? Senza storia, senza nemmeno un blog che dia almeno un’idea su cosa pensa, e se pensa? Dimostra che non sei uno dei tanti (troppi?) che ha pubblicato, che la tua materia grigia sa ancora muoversi bene e difendersi, e che a parte il tuo ombelico, hai altri interessi.

Cambiare idea, affidarsi a un nuovo prodotto è sempre possibile, e lo si fa spesso per curiosità. Ma la curiosità come si innesca? Dimostrando al cliente (al lettore), che tu hai dei vantaggi che gli altri non hanno.
A un certo momento, compri Cormac McCarthy perché ritieni che sia un autore che possieda un valore, che gli altri non hanno. Abbandoni Tolstoj (per modo di dire), e provi questo autore. Che però ha l’Einaudi alle spalle (mica cotica).

Tu, alle spalle, a parte la libreria (che mi auguro zeppa di libri), che hai?

Benvenuto nell’era dell’auto-pubblicazione: dove niente è semplice e per questo tutto, o quasi, è divertente.


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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2 pensieri riguardo “Il lettore è un conservatore

    1. Forse perché certe verità, sono scomode. Nel senso che si crede che basti “volere” le cose, perché per scrivere non ci vuole niente. E poi c’è Internet. In realtà se davvero ci tieni alla scrittura, ti aspetterà un lavoraccio…

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