Pubblicato in: costruire un brand

Chi vende davvero il tuo libro

 

chi vende il tuo libro

 

Ormai sei grande, qualcuno deve dirti la verità.

Hai scritto un libro, a quanto si dice in giro: non gonfiare il petto d’orgoglio, ormai riesce a tutti. E nessuno ti ha mai detto come stanno le cose.
Chi vende il tuo libro non sei tu: sono i tuoi lettori.

 

“Ehi, hai ragione, adesso che ci penso. Ma… Dove sono i lettori?”

 

Se ti poni questa domanda, andiamo maluccio.

È come se avessi aperto un ristorante in un posto a casa del diavolo, nella convinzione che basti un cartello “Ristorante” sulla strada, per avere la fila di gente che vuole mangiare i tuoi manicaretti.

Nessun imprenditore agirebbe così, o meglio: nessun imprenditore che vuole fare affari.

Se pubblichi un libro, ti metti in affari. Devi per forza cambiare mentalità.

Non sto dicendo che il ristorante lo devi aprire in pieno centro. Di certo, devi scovare il modo di andare dove sono i clienti (o i lettori, che sono la medesima cosa).

I lettori, dove sono? “Su Internet” vuol dire tutto e niente.

Se sei ristoratore non puoi parlare di piatti: li devi fare. Cucinare.

Se scrivi, devi produrre contenuti.

Condividerli grazie alle reti sociali.

Cosa dici? Ah, non sei molto convinto. Hai letto un sacco di storie di persone che sono riuscite a ottenere questo e quello, però tu sei un’altra cosa, e non funzionerà.

Certo che non funzionerà, tu sei un’altra cosa, ricordi? Ed è bene che sia così.

Non ci sono ricette, o strategie uguali per tutti/tutte. Però ti posso svelare un segreto di Pulcinella: sperare non è una strategia.
Nemmeno sognare.

Quando ti rendi conto che tutto dipende dagli altri, probabilmente lo sconforto ti assale. Perché non hai idea di come raggiungerli; inoltre sai bene che è necessario imparare tecniche, strumenti, e tu immaginavi che chiusa l’opera, ci si potesse dedicare ad altro.

Puoi imparare quello che ignori. È qui, in questo bizzarro territorio che giochi la partita più importante. La posta in gioco dimostra tutta la sua importanza. Se a questo punto non fai niente, o fai poco e in modo svogliato, significa che per te la scrittura non rappresenta nulla.

Se al contrario ti rimbocchi le maniche, sei uno di quelli che non può fare a meno delle storie, e per le sue è disposto a farsi in quattro. La parola, se ti dedichi davvero a lei, ti divora. E ti spinge a osare.


 

Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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