Pubblicato in: editore di se stesso

Per scrivere devi osservare, non guardare

osservare non guardare

 

Ogni tanto un post sulla scrittura; perché in fondo questo blog nasce per quello, giusto?

Ah, lo so. Si tratta di una raccomandazione inutile: devi osservare, non guardare. È questo che stai pensando, mentre invece è utilissima.

I sensi tutti devono essere sempre allenati a scrivere. Anche quando sei lontano dalla scrivania.

Lo scrittore è un cacciatore

Soprattutto, quando sei lontano dalla scrivania, tu devi scrivere. Non dico che devi girare con un quaderno, o il taccuino. Ma la testa deve essere attenta.
Sei un cacciatore. Ci sono cose, aspetti e storie che solo tu puoi cogliere. Gli altri vedono solo le imprese “epiche”. Tu sai che salire una scala può essere epico.
Alcuni hanno paura di certe parole: essere cacciatore, inseguire la preda, braccarla, farla tua.

Il mestiere di scrivere

Il mestiere di scrivere ha a che fare con una serie di comportamenti “sconvenienti”. Che non sono corretti. Se scrivi e non sei utile poi, rischi di essere considerato una cattiva persona.
Perché non vuoi educare. Non educhi perché conosci la realtà: e questa è fatta di scelte, non educazione. La cultura costruisce gulag e Dachau. Nessun analfabeta ci riuscirebbe.

Tu non sei uno che guarda. Se scrivi, osservi. Guardare è il verbo dei micini, delle scimmie.
Sapere che non tutto merita di finire sulla pagina. Perché le azioni, le persone, i colori, le sfumature, hanno una diversa importanza. Esiste una gerarchia, e i nomi per definirla sin nei dettagli. Non ci sono cose uguali, persone uguali. L’omologazione è il tuo nemico personale. E poi ci sono i dettagli che contano, e quelli che sono superflui. Quelli che riempiono la pagina, e quelli che la rendono viva.
Tutto questo è possibile quando impari a osservare, smetti di guardare, e inizi la cernita.


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

7 pensieri riguardo “Per scrivere devi osservare, non guardare

  1. Uno splendido esempio della capacità di guardare sono i Taccuini di Zola con gli appunti di ciò che vedeva nei luoghi dove poi ambientò i suoi romanzi, sicuramente li hai letti anche tu, li trovo molto significativi!
    Buona giornata Marco!

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    1. I taccuini di Zola? No, non li ho letti, ma so che per i suoi romanzi impiegava molto tempo nello studio dell’ambiente dove intendeva svolgere i suoi romanzi.
      Vista l’ora quasi tarda: buona serata!

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      1. Ah, sono interessantissimi…andava nel posto che voleva descrivere nel romanzo e annotava tutto quello che vedeva, un esercizio prezioso…credo che ti piacerebbe leggerli. Buona serata Marco!

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  2. E’ proprio vero, bisogna imparare ad osservare e non fermarsi solo a guardare!
    Da quando ho un blog ho imparato ad osservare, prestare maggiore attenzione alle cose, agli avvenimenti. Insomma, ho imparato ad osservare con molta più attenzione, curiosità.

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