Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

I dubbi del blogger

i dubbi del blogger

E d’un tratto, una questione angosciante ti attanaglia.

Tutto nasce dalla lettura di un post di Cartatraccia. Dopo qualche minuto mi sono domandato: a furia di tutti questi post sul brand, sul vendere, vendere, vendere, le persone che capitano su questo blog hanno idea di quello che IO voglio?

Voglio vendere i miei racconti: sia quelli che ho pubblicato con la piattaforma Narcissus, che quelli che verranno.

Il rischio, che mi si è palesato come un drago dietro una curva (eppure io non credo ai draghi), è che il lettore di questo blog non colga affatto quello che intendo realizzare.

A questo punto si potrebbe concludere: è un falso problema, amico mio.

In fondo, in questo modo guadagni traffico. Parli a più persone. E tra di esse, puoi scommetterci un occhio, c’è pure il tuo lettore. La tua lettrice. E ne arriveranno sempre di più.

Se hai un po’ di spirito di osservazione, avrai notato il cambiamento di rotta di questo blog. E parecchie volte mi sono chiesto quanto possa disorientare i miei lettori.

Lo apprezzeranno? Oppure no?

Se non arrivi ad avere il tuo pubblico, i 1000 fans, a dimostrare di essere migliore di quelli che pascolano nei salotti televisivi, senza altro merito che le conoscenze: davvero puoi dirti soddisfatto?

Non è meglio riuscire a vendere i tuoi libri, senza compromessi o lusinghe?

È un interessante dilemma.
Perché alla lunga le persone crederanno che io sia solo un dispensatore di consigli su come vendere libri, o su come essere un bravo editore di se stesso.

E tu che ne dici? Sbaglio? Sbaglio tutto? Esagero?


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

5 pensieri riguardo “I dubbi del blogger

  1. Sai Marco,
    ti leggo da abbastanza tempo, per aver bene chiare le tue intenzioni che puntano alla vendita dei tuoi libri, al marketing e al branding. Tuttavia anch’io ho trovato molto interessante il post di Carta Traccia e mi ha fatto riflettere sulle varie opportunità riguardanti la gestione dei nostri contenuti. Ad esempio mi piacerebbe sentirti dire qualcosa in più sul tuo romanzo, conoscere qualche romanzo che ti è piaciuto o a cui ti sei ispirato e cose così… che ne pensi, si può fare?

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    1. Certo, si può fare. Anzi, a me sembra di averlo già fatto abbastanza in passato. Post su come scrivere un racconto (vivisezionandone uno di Raymond Carver, e uno di Flannery O’Connor), recensioni, e via discorrendo. Mi sono deciso a cambiare perché avevo (e ho) voglia di provare a fare qualcosa di diverso. Non basta scrivere, occorre vendere. Ma mi sono anche domandato se questo non rischi di fuorviare i lettori.
      Il romanzo: per adesso mi sto occupando di altri racconti. Ne riparlerò…

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  2. Provo a dire la mia. Frequento questo blog perchè apprezzo i tuoi contenuti sulla scrittura e sul self-publishing, che costituiscono la maggioranza dei tuoi articoli. Ho letto i tuoi racconti e, te l’ho detto anche nei commenti, mi piace il tuo stile, ma non appartengono alla categoria di libri che comprerei in libreria. Quindi io, come utente, quanto valgo?
    Meno di un utente che ti segue solo da lettore. Meno anche dell’utente ideale, che fruisce dei tuoi lavori sia come autore che scrittore. Facciamo…0,4?
    Sempre meglio un utente in più che uno in meno, ma penso che, a seconda dell’obiettivo prefissato, certi tipi di utenza “pesino” più degli altri.

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