Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Che vino è il tuo libro?

che vino è il tuo libro

Siamo assediati dal vino. Enoteche, bar, e non parliamo delle corsie dei supermercati. Ecco, forse tu non lo sai ancora ma il tuo libro è come una bottiglia di vino.

Ha le stesse caratteristiche di tante altre bottiglie: contiene una storia (o più storie, se si tratta di racconti).

Un mucchio di parole.

Una copertina.

Come agire perché il cliente ti trovi?

Tutto dipende dai tuoi obiettivi. Se vuoi finire sugli scaffali dei supermercati, lavorerai per limare i costi e proporrai il tuo prodotto a 0,99 centesimi di euro. Magari in una confezione di plastica. Non so quanto sia efficace, perché ormai quella fascia di prezzo è satura. Tutti o quasi propongono il loro prodotto a quel prezzo.

L’alternativa è finire sulle tavole dei ristoranti più prestigiosi, nelle enoteche. Qualunque sia la tua scelta, ricorda che hai sempre a che fare con:

  • Un pubblico differente
  • Obiettivi differenti.

Questo cosa comporta?

Vediamo: per il tuo vino vuoi la GDO (Grande Distribuzione Organizzata)? Bene: rendere riconoscibile il tuo marchio al primo colpo sarà fondamentale.

Viceversa, se l’obiettivo del tuo vino sono enoteche e ristoranti rinomati, devi lavorare sì sul marchio, ma per renderlo prestigioso.

Come? Ti sembra un discorso bizzarro? Da non applicare ai libri?

Al contrario: credo di averti mostrato le analogie che ci sono tra questi due prodotti. L’editoria funziona così. Lavora per rendere riconoscibile un certo marchio (un autore), che si deve battere in un ambiente dominato da centinaia di altri prodotti del tutto simili, per fare in modo che emerga.

Oppure, si ingegna, grazie comunque all’ufficio marketing, a lavorare sui tratti unici, esclusivi, di un certo autore. Di nicchia, esatto.

Cosa dici adesso? Che è interessante? È vero che il libro è un prodotto, tuttavia qualcosa non torna?

Il punto credo sia un altro. Se sei editore di te stesso devi pensare come il lettore, la lettrice, cerca nuovi prodotti. Nuove storie. Lo fai? No. Perché hai in testa il vecchio. Non abbiamo la mentalità del venditore, ma di chi attende e spera. È necessario addestrarsi, imparare questa nuova mentalità.

In più c’è un aggravante: la letteratura non risolve problemi, né fornisce risposte. E allora?


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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