Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Come raggiungere i tuoi lettori?

arrivare ai tuoi lettori

La scorsa settimana ho pubblicato un post che ragionava (o almeno tentava) a proposito delle parole chiavi dei miei 13 racconti. Qui però è necessario fare qualche distinguo. Perché esiste il rischio che non si comprenda come non ci si trovi affatto alle prese con della magia, anzi.

Temo che molti credano sia sufficiente ricorrere a esse per riuscire a farsi trovare dai lettori. Magari fosse così semplice.

Se il tuo libro è un romanzo, la faccenda forse è meno complessa, tuttavia mai sottovalutare quello che appare semplice, perché probabilmente non lo è affatto.

Immaginiamo per esempio che tu debba impostare una strategia per una raccolta di racconti: come nel mio caso. La faccenda si complica, perché è evidente anche ai sassi che non puoi ricorrere a quella che applicheresti a un romanzo. Là trovi un protagonista, un antagonista. Un conflitto e via discorrendo.

Qui invece, abbiamo 13 raccolti con protagonisti differenti (e pure già pubblicati…).

Non esiste un autentico antagonista (o forse c’è?). Il conflitto è qualcosa di presente, ma a volte è la crisi, a volte tutt’altro. Manca l’omogeneità che invece un romanzo in genere propone.

Ecco uno dei motivi che induce a preferire il romanzo ai racconti: se non hanno un filo rosso a legarli, diventa difficile piazzarli. Perché è difficile “spiegarli” al lettore.

Quindi non bisogna scrivere racconti? Oppure puoi farlo, ma devi rassegnarti a non piazzarli? Al contrario: scrivi quello che vuoi, e poi rimboccati le maniche.

A questo punto, diventa interessante spulciare le parole chiave del tuo (o del mio) ebook. Poi, per imparare, è necessario guardare a come sono piazzati i racconti di (facciamo qualche nome?) Raymond Carver o Flannery O’Connor. Certo, è bene ragionare con la dovuta prudenza perché essi avevano alle spalle un editore e già solo questo era ed è, per il lettore, una garanzia.

Tu non sei una garanzia (ancora).

Tuttavia, la descrizione che trovi su Amazon o sui siti che vendono ebook, non è frutto del caso. Parte proprio dall’individuazione dello scheletro di quelle storie. Su di esse si imbastisce una sorta di promessa. Al lettore, o alla lettrice, si presenta un antipasto, un sapore che potrebbe interessarlo.

Siccome si tratta di una promessa, non barare. E non annoiare parlando di te stesso o dei premi che hai forse vinto. Non interessano, davvero. Siamo un Paese dove un premio, come un sigaro o una decorazione(1), non si nega a nessuno.

Se uno scrittore costruisce un mondo, ebbene, deve piazzare un biglietto nella mano del viaggiatore che ancora non lo conosce. Costui o costei ama viaggiare, ma in quel certo posto non c’è ancora stato. Non sa che guida sarai.

Una descrizione accurata è un elemento (uno) della strategia che ti condurrà dai tuoi lettori. Essa parte da quello che hai scritto, né potrebbe essere altrimenti. Illustra al lettore che cosa ci sarà se varcherà la soglia, ed entrerà. Gli altri elementi sono (tanto per cambiare) il blog e una bella anteprima: o sul tuo blog, oppure proprio sul negozio online.

Ignorare questi temi, è come lasciare che siano altri a dirti cosa sei e cosa stai facendo. Nessun imprenditore agirebbe così perché si candiderebbe all’obitorio. E ci finirebbe proprio perché non ha alcuna idea di cosa sta combinando. Non conosce il proprio prodotto, non lo sa spiegare, né sarà mai in grado di piazzarlo.
Hai deciso di essere editore di te stesso? Questo ti tocca fare.

Ne riparleremo!

(1) In realtà la frase, di Giovanni Giolitti, era: “Un sigaro e un titolo di cavaliere non si negano a nessuno”.


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

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