Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

La disavventura di un povero autore emergente

kindle direct publishing amazon

 

Un po’ tutti affermano che l’autopubblicazione libera lo scrittore dall’editore consegnandoli la possibilità di controllare ogni aspetto della propria opera. Copertina, prezzo, diritti. Tutto vero, ci mancherebbe altro, a una sola condizione: occorre ricordare sempre che si è comunque dipendenti da qualcuno, e te ne rendi conto solo quando le cose non vanno per il verso giusto.
Che cosa intendo dire?

Tre vecchi racconti e Amazon

Un po’ di mesi fa decido di tirar fuori dal disco rigido del Mac tre vecchi racconti, scritti nel 2010. Scelgo di correggerli, tagliare qui e là, e infine di pubblicarli. Per quale ragione?
Li avevo già messi in vendita su Amazon, poi li avevo tolti dalla vendita (un errore). Mi sono però domandato se non potevo in qualche modo servirmi di loro. Certo, da allora sono passati un po’ di anni, spero di aver cambiato modo di scrivere, forse sono migliorato. Forse potrebbero danneggiarmi? Infine, rompo gli indugi e scelgo di pubblicarli di nuovo su Amazon. Perché non su Narcissus?
Avevo fretta. Per creare la copertina uso lo strumento messo a disposizione dal sito e ricorro a una mia foto. Inoltre, Amazon mi permette di vedere ogni giorno eventuali vendite (sugli altri store come Narcissus, solo dopo un mese hai il rapporto delle eventuali vendite). Decido anche di regalarlo per 5 giorni. Tutto bene fino a questo momento…

L’ebook fantasma

Una sera, correggo alcuni dettagli dell’ebook e aggiorno la pubblicazione. Ma succede qualcosa. Nel giro di mezz’ora il libro, già pubblicato, scompare da tutti gli store di Amazon. Ma è tardi, e me ne vado a dormire.
Il mattino dopo… Non c’è nulla. Scrivo all’assistenza di Amazon che si impegna a rispondermi nelle seguenti 24 ore. E l’impegno è mantenuto. Purtroppo non sanno nemmeno loro cosa è successo, hanno attivato il Gruppo Tecnico e si impegnano a rispondermi entro sabato 27. E anche questa volta mantengono la parola, ma ancora non riescono a venirne a capo.
Solo domenica pomeriggio mi rendo conto che l’ebook è tornato disponibile alla vendita, ma intanto ho perso 2 dei 5 giorni che avevo a disposizione per regalarlo, e per i prossimi 3 mesi non posso replicare l’offerta. Peccato, perché qualcuno li aveva scaricati.

 

rapporto ebook scaricati amazon
La lezione?
Come ho scritto all’inizio del post, dipendi da altri. Puoi programmare ogni aspetto con la massima cura e precisione, e poi succede un imprevisto che manda a monte ogni cosa. Editore di te stesso? Be’, se tutto marcia come si deve sì, altrimenti sei solo uno che aspetta che gli altri gli risolvano il problema.
Non mi aspettavo molto da questa mossa, però è irritante che il destino ti faccia uno sgambetto. Per questo mi è venuta un’idea, ma di questo parlerò venerdì.
Per il resto, che posso dire? Amazon svolge bene il suo lavoro. Non posso lamentarmi di nulla. Gestire un’infrastruttura così gigantesca è un impegno considerevole, e io non sborso un euro per avere il servizio professionale che mi offrono. Sono bravi. Anche Narcissus, che ha in più il vantaggio di essere italiano e offre un impeccabile servizio di supporto (già sperimentato).
Sarebbe accaduto qualcosa di simile anche con loro? Non so.

La domanda delle 100 pistole

Hai mai avuto qualche disavventura con gli store online?


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

28 pensieri riguardo “La disavventura di un povero autore emergente

  1. Beh, gli imprevisti capitano a tutti, online e offline, self o tradizionale. Nel libro che sto consigliando a tutti in questo momento, “Inchiostro antipatico” di Paolo Bianchi, c’è un capitolo che si intitola “Le umiliazioni dello scrittore”. Vai a leggerlo XD.
    Coraggio, non è successo nulla 😊 Siamo qui per la maratona, non per lo sprint.

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  2. Non posso vedere il video, perché sono in ufficio. Mi spiace per la tua disavventura, ma sono sicura che presto le cose ripartiranno. Questo post ti è comunque servito a farci sapere che i racconti sono online, perché io non ne ero al corrente. 🙂

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  3. Io ho avuto disavventure continue all’inizio della mia prima pubblicazione proprio perché mi sono affidato a gestori italiani. Ovviamente la colpa era solo ed esclusivamente mia: non bisogna MAI affidarsi a distributori italiani. Poi ci si misero anche quelli di Kobo che non capiscono manco l’inglese. Ogni tanto comparivano più copie di “Deve accadere” su Kobo, oppure spariva del tutto. 7-9 mesi di incubo, ero quasi tentato di smettere con l’autopubblicazione. Dovevo mettermi a fare il vigile sul mio ebook che per magia compariva anche in altri store nonostante avessi recesso da mesi e, ovviamente, la colpa non era mai di nessuno, ma del gatto che non c’è. Ci si potrebbe scrivere un lungo racconto all’insegna dell’ironia. Molta ironia.
    Se fossi in te farei presente ad Amazon il fatto che il tuo ebook è stato invisibile sullo store nel periodo in cui lo hai messo gratis. L’incidente è ovviamente presente nel loro sistema di reportistica visto che hai scambiato email col supporto e vedrai che ti azzerano il periodo promozionale dei 5 giorni che ti spettano o ti danno i giorni che hai perso. Loro sembrano abbastanza disponibili quando riconoscono l’errore.

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    1. Be’, magari proverò.
      Il fatto è che se non paghi… Il servizio è quello che è, e devi solo “sperare” che vada tutto bene. Amazon si è comportato bene (sono intervenuti, eccetera eccetera). Per il resto, come ho già detto: quando è gratis c’è da augurarsi che vada tutto per il meglio.

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  4. Naturalmente gli imprevisti, come dice la parole stessa, non sono prevedibili – ergo vanno tenuti in conto. Più grave sarebbe che la piattaforma si trattenesse gli importi dovuti, perché questo sarebbe un danno e un’amarezza supplementare.
    Hai perso 2 giorni promozione e noioso ma non è gravissimo.
    Ricordo che un’amica blogger americana mi scrisse di scaricare da amazon il suo testo e per il fuso orario non riuscì a farlo – c’erano 9 ore di differenza.. Ebbene amazon si scusò e mi consentì di farlo.anche se fuori promozione.

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  5. Gli imprevisti possono accadere, a me all’inizio avevano sbagliato il titolo in copertina, poi però corretto l’errore tutto è andato bene. L’importante è che ci sia la collaborazione e il supporto per risolvere i problemi.

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  6. Devo confessare di non stare troppo attento a quello che fanno gli store, e comunque la realtà virtuale è virtuale e quindi ballerina e sostanzialmente poco affidabile, se dopo ci si aggiungono le “furbizie” del commercio….

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  7. Io, invece, non so perché il mio “31 dicembre” sia finito fra le scelte di Kindle unlimited, però onestamente non mi interessa perché se questo può servire a portare il libro nelle case della gente mi sta bene, non ho mai pensato di guadagnare chissà che dalle vendite on-line, semmai voglio dare lunga vita al mio romanzo!
    Amazon è una piattaforma straordinaria, vero, ma io ho un po’ di difficoltà a raccapezzarmi, entro leggermente in confusione: non so mai a chi rivolgermi, a chi scrivere, a chi chiedere informazioni. (Può essere anche un forte limite mio, intendo!).
    Che dire, ho letto il tuo libro, leggerò anche i tuoi racconti! 🙂

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