Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Il giorno seguente

Questo è il terzo frammento del racconto “Insieme nel buio”.  Non ricordo di avere avuto particolari difficoltà nella sua scrittura (ma sono passati anni). 

 

Il giorno seguente attorno alle nove, Michele sfogliava il quotidiano, dove la notizia della scomparsa del pensionato, e il ritrovamento della sua automobile nel bosco, occupava la prima pagina.
“Io ho visto qualcosa che può essere utile” disse alla moglie Francesca sospendendo la lettura. E appoggiò la schiena alla sedia in legno della cucina.
Abitavano senza figli al terzo piano di un condominio di via Tripoli, nel quartiere di Villapiana. Circa otto anni prima, e due dal giorno delle nozze, avevano deciso di impiccare la loro vita a un mutuo per l’acquisto di quell’appartamento composto da un piccolo balcone, due camere e bagno, un minuscolo ripostiglio, e la cucina. Lui impiegato presso un istituto bancario cittadino, lei cameraman presso una locale rete televisiva.
“Non c’era solo l’auto bruciata. Poco prima ho incrociato un Suv nero sul rettilineo della strada. E i due uomini alla guida hanno rallentato, mi hanno fissato. Poi ho fatto la curva, e allora ho visto il fumo dell’incendio.”
“Non mi hai parlato del Suv.” Disse Francesca, con un’ombra di rimprovero nella voce. Gli piantò gli occhi addosso, e impallidì leggermente.
“Me ne ero scordato.” Si giustificò Michele, e ripose il quotidiano su una sedia accanto.
“O meglio, ora mi rendo conto che forse era in relazione con la macchina data alle fiamme. Era un BMW X5.”
“Devi andare a testimoniare, può essere utile alle indagini, non credi?” Cercò di non dare peso al brivido che la colpì alla schiena.
“Non ne ho voglia. Di domenica poi. Ci andrò domani, con calma…” Affermò Michele, stringendosi nelle spalle. Così poteva prendersi una giornata di permesso dal lavoro, per recitare il ruolo del cittadino coscienzioso. Riprese la lettura del quotidiano, e lesse in breve le altre notizie.
Sapeva quanto fosse lungo, laborioso anche il solo esporre fatti e circostanze presso certi uffici. E le forze dell’ordine in fatto di burocrazia non erano seconde a nessuno.
“La caserma è sempre aperta, e comunque puoi andare, e chiedere se ti possono ascoltare. Non credo diranno di passare domani.” Francesca aveva messo sul fuoco la caffettiera, e sistemava le tazzine sul piano della credenza.
Michele si limitò a sbuffare, piegò il giornale e lo posò ancora sulla sedia; quella mattina non ne avrebbe terminata la lettura. Si alzò, e prese le fette biscottate, il miele e il barattolo dello zucchero dalla credenza, mise tutto sul piano del piccolo tavolo rotondo.
“Faccio colazione e vado, d’accordo?”
Gli sorrise, porgendo le tazze e i cucchiai. Poi si voltò e scostando la tendina della finestra, diede un’occhiata al tempo.
Terminarono la colazione, e si separarono.

Dopo circa dieci minuti di cammino, Michele era all’ingresso della caserma dei Carabinieri, in corso Agostino Ricci. Al piantone spiegò cosa gli era capitato di vedere il giorno prima nel bosco, su quella strada.
Non fece nemmeno a tempo a terminare il discorso, che comparve un ufficiale massiccio, la visiera calata sugli occhi, e gli si parò dinanzi, a braccia conserte.
“Ah, bene.” Disse. E subito proseguì: “Lei ha visto qualcosa a proposito dell’autovettura bruciata nel bosco?”
“Sa”, – rispose con un sorriso un po’ impacciato, “non sono un grande osservatore purtroppo, non so quanto potrò essere utile.” Allargò le corte braccia.
“Si accomodi, prego.”
L’ufficiale sorrise, e si fece da parte per condurlo in un ufficio accanto, quindi al piano superiore.Michele non era un gran osservatore, ed era anche un tipo abbastanza distratto: tutto vero. Eppure aveva un’ansia, la stessa se solo lo avesse saputo, della moglie, che lo prese alla gola. serrare troppo, ma c’era. Ne uscì dopo circa quattro ore; la testa pesante, e sbuffando. Mai più caserme o Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza, disse a sé stesso. Promettendoselo.

 

(Continua…)


Che cosa non ti piace? Che cosa ti piace?

Se lo desideri, puoi leggere “Insieme nel buio” dall’inizio.

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Raccontastorie

2 pensieri riguardo “Il giorno seguente

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