Pubblicato in: editore di se stesso

Una giornata bizzarra

Altro brano del mio vecchio racconto del 2010. C’è l’entrata in scena di un nuovo personaggio. In pratica, non faccio altro che “descrivere” chi sia. Buona lettura

Fu una giornata bizzarra, perché attorno alle nove, nell’ufficio dell’istituto di credito che dava sul torrente Letimbro, squillò il telefono alla scrivania di Michele.
Si trattava di Marco Strassera, sottosegretario agli Interni del Governo, e vecchio amico di Michele. Assieme avevano frequentato le scuole elementari e medie, ed entrambi si erano poi iscritti al liceo classico Gabriello Chiabrera, finendo in sezioni differenti. Marco aveva però abbandonato dopo il biennio ginnasiale, e si erano persi di vista.
Dopo qualche anno, il vecchio amico era sbucato, ma in una lista elettorale, e da allora non si era più fermato. Tanto che da più parti, lo si indicava come futuro Ministro, e altri si spingevano oltre, additandolo addirittura come probabile Presidente del Consiglio, nel giro di poco più di dieci anni. Di sicuro aveva dato prova di scaltrezza, e ottime capacità di adattamento. Senza fretta stava già raccogliendo i frutti della sua politica: aveva costruito una forte schiera di amici, conoscenti e simpatizzanti, tutti attorno all’immancabile fondazione che non si occupava di politica, ma di cultura.
Con l’elezione al Parlamento (l’onorevole era già alla seconda legislatura), i rapporti tra i due si erano affievoliti. Così quella telefonata lo colse di sorpresa. E la sorpresa si amplificò quando l’onorevole lo invitò a incontrarsi quella sera stessa, attorno alle sette. Michele accettò; e telefonò alla moglie per avvisarla che avrebbe tardato per la cena, promettendo che si sarebbe impegnato ad arrivare il prima possibile.
Per il resto della giornata (a pranzo i coniugi non si vedevano), gli capitò di domandarsi la ragione di quell’incontro.
L’onorevole era tornato in città parecchie volte, dopo la rielezione al Parlamento, circa un paio di anni prima. Di rado però si era fatto vivo con lui. Anzi no, ricordava che in occasione delle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione provinciale, si era fatto vedere dalle nostre parti con una frequenza notevole. Allora, si erano scambiati i soliti convenevoli, seguiti dall’immancabile promessa di ritrovarsi con più calma. Forse era quella l’occasione? Chissà; di sicuro era ben strano che gli chiedesse un incontro. Così come era insolito che un onorevole restasse anche durante la settimana in città, quando a Roma urgevano provvedimenti, riforme, o addirittura grandi riforme. Da sempre, e per sempre.
Pranzò in un bar vicino che faceva da tavola calda; al termine del pasto, ne approfittò per sfogliare il quotidiano, prima di rientrare nel grigio edificio della banca.
Il caso del vecchio scomparso aveva ancora la prima pagina; notò come della sua testimonianza a proposito del Suv che si allontanava a gran velocità, con a bordo, forse, gli uomini che avevano incendiato la macchina, non c’era traccia. Pensò fosse una stranezza notevole. Ma immaginò che l’indagine poteva essere delicata, persino a una svolta, e quindi si era deciso di far passare sotto silenzio il suo ruolo, la sua testimonianza forse cruciale, ai fini delle indagini.
Ormai era ora di rientrare al lavoro. Cercò di non pensarci più, ma non era affatto semplice. A volte anche una semplice pedalata alle spalle della città, su una strada poco frequentata, aveva il potere di complicare il tran tran quotidiano.

(Continua...)


Cosa non ti piace? Cosa ti piace?

Se lo desideri, puoi leggere “Insieme nel buio” dall’inizio.

 

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Autore:

Raccontastorie

4 pensieri riguardo “Una giornata bizzarra

      1. No, invece dovresti continuare! A me questa storia piace molto, e poi è ovvio che a un certo punto si delinei meglio la storia, il lettore si avvicina pian piano alla soluzione, ma fino alla fine non sa come davvero può finire. Magari c’è un colpo di scena finale del tutto inaspettato.

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