Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Gestire il blog col buonsenso

gestire il blog col buonsenso

 

Qualche dritta per chi scrive post. Niente di tecnico, solo buonsenso. Prima di ogni altra cosa: non credere ai miracoli, né che li possa fare uno strumento. Credo sia meglio credere nelle proprie capacità, e lavorare per migliorarle. E il blog in tutto questo cosa può fare?
Non è semplice rispondere a una tale domanda. Siccome è uno strumento gratuito, e una manciata (lo riscrivo: una manciata), ha azzeccato la formula vincente, in parecchi immaginano che o non ci voglia molto e tutto si basi sulla fortuna. Oppure che ci vogliano delle strategie sopraffine. Non credo che sia così…

Dai del tu

Molti lo considerano eccessivamente confidenziale. Insomma, mica ci conosciamo, io che scrivo e tu che leggi! Chi ci ha presentato? E allora, meglio mantenere le distanze. Un bel lei. O forse è preferibile un “voi”?
Lascia stare. La soluzione è dare del tu, e buonanotte ai suonatori. Funziona. È efficace. Il blog è uno strumento per comunicare, non per mantenere le distanze. Se ancora la pensi così, forse il blog non fa per te. Qualcuno potrebbe osservare: ci sono degli argomenti, oppure situazioni che impongono un preciso modo per rivolgersi agli altri. Di certo, se dovessi parlare a un pubblico, eviterei il “tu”. Ma in questo momento, utilizzando il blog, mi pare perfetto farvi ricorso.

Sii personale, e diretto

Uno degli errori che commettevo quando scrivevo, anni fa, era di usare espressioni come “si dice”, “hanno commesso”, e via discorrendo. Adesso scrivo ancora, ma commetto altri errori, stai tranquillo. La mancanza di un soggetto, ho capito infine, rende lo scritto debole. Ci deve sempre essere un soggetto. “Gli operai hanno commesso” o “Una vecchina dice”. Rassicura il lettore, fa capire che la storia è in pugno a chi scrive, ha padronanza del materiale, e sa come usarlo. Certo, a volte un “si dice” ci vuole, ci mancherebbe altro. Però spesso è solo indice di scarsa chiarezza, o di timidezza. E questo vale anche per i post di un blog, soprattutto.
E “essere diretto” significa arrivare subito al punto. Dai la polpa al lettore, e dopo lo potrai condurre dove vuoi tu. Non devi piazzare una batterie di pentole, o dei materassi. Non devi stordire il lettore di chiacchiere, e tanto il lettore ha un mouse a portata di mano e se lo annoi, un clic e ti saluta.

Cita le fonti

Lo riscrivo perché è una cattiva abitudine piuttosto radicata (eppure è da anni che esiste il Web, giusto?): cita le fonti. Se non riesci a individuarle, dillo con chiarezza. Non c’è niente di male a rimandare a un altro blog o sito. Non ha senso recitare la parte del: “So tutto io”. L’esperto è colui o colei che ha qualcosa da imparare ogni giorno, lo sa , ci scommette: e impara.

Sii semplice

Soluzioni estetiche “ardite”, con animazioni, colori, font particolari, non sono una buona idea. Lo so che a te piacciono, ma è più importante il valore che vuoi trasmettere, i tuoi contenuti. Qualunque altro elemento si metta in mezzo, o distragga, è da evitare. A volte ho scovato blog probabilmente interessanti; ma lugubri. Per via di sfondi neri, di finestre che si aprivano chiedendomi di seguirli sulla fiducia. Prima ancora di avere cominciato a capire se ne valesse la pena.
Offri il meglio che puoi, e se il tuo contenuto è di qualità, il lettore inizierà a seguirti.

Rispondi ai commenti

Non devi farlo all’istante, si capisce. Io, verso sera, mi leggo i commenti e inizio a rispondere. Non è possibile farlo all’istante, per diverse ragioni. Ma un commento è oro zecchino. Qualcuno ha investito tempo per leggere quello che hai scritto, e ha scelto di replicare qualcosa a proposito di quanto hai scritto. Non sei passato inosservato. Non mi dire che ti sembra poco!

La domanda delle 100 pistole

Che cosa non ti piace di questo blog? Orsù, confessa! Ha un sacco di difetti e adesso è il momento di vuotare il sacco!


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

21 pensieri riguardo “Gestire il blog col buonsenso

  1. Nei post, uso il voi per rivolgermi al gruppo di lettori. Però nei commenti uso il tu. L’idea di dare del lei ai miei follower non mi piace: perché mettere una distanza là dove non dovrebbe esserci?
    Per il resto, i tuoi consigli sono tutti validi. E il tuo blog mi piace. Anche se non ci sono colori (a me piacciono i blog a tinte forti) esprime un’idea di armonia e pulizia.

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    1. E io che pensavo di raccogliere un sacco di consensi proprio sul tu! E invece no! Capisco il senso dell’uso del voi, e poi del tu nei commenti. A me, non so come dire: il voi mi sembra da usare quando si vuole stabilire una certa distanza. Ma evidentemente non è così 🙂

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  2. Anch’io, come Chiara e Giulia, uso il voi riferendomi a un gruppo di lettori. Poi uso il ‘tu’ quando rispondo ai commenti.

    Per il resto sono d’accordo su tutto, specie sulle fonti da citare se si scrivono articoli di carattere specialistico. Anzi, trovo che diano valore aggiunto al post. Graficamente anch’io amo gli sfondi bianchi o comunque molto chiari, stancano meno la vista. Conosco un paio di blog, di uno uno di Storia molto interessante, che hanno sfondi neri, ma ci vado poco proprio per quel motivo… e secondo me è un peccato.

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    1. Credo che il blog sia bello perché permette grande libertà: scrivo quello che mi pare, e mi legge chi mi pare. Bene, d’accordo. Tuttavia, si può scrivere quello che si vuole usando comunque i mezzi che usano tutti, i più comuni, e che funzionano. E le idee arrivano meglio al lettore, in questo modo.

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  3. Desumo dal tuo post che il mio blog non ti possa piacere, visto lo sfondo nero (che secondo me comunque non è lugubre ma anzi rilassantissimo) e la mia abitudine di dare del voi per parlare a un pubblico 😀 .

    Comunque sia, per rispondere alla tua domanda, il tuo blog mi piace abbastanza; l’unica cosa (forse) criticabile è che vista la sintesi che usi, a volte trovo i tuoi post un po’ incompleti. Forse, ogni tanto, dilungarti un po’ di più per approfondire qualche concetto sarebbe meglio; comunque è ovvio che questa è solo la personale opinione di un signor nessuno come me, e che comunque il blog perfetto non può esistere 🙂 .

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    1. Il voi piace! 🙂
      Il nero… Be’, a casa sua ognuno fa quello che vuole. Però Amazon vuole vendere a tutti, non fa distinzione di browser, e fa in modo che il sito sia gradevole e navigabile con qualunque browser. Io parto sempre da questa idea: meno “ostacoli” metto tra me e il lettore, meglio è. Tu mi dirai: a me il nero piace, e piace ai miei lettori. Giusto. E se piacesse ancora di più con un bello sfondo bianco? 🙂

      Sì, hai ragione: a volte certi post meriterebbero maggiore sviluppo. Il tempo però è quello che è. A volte li riprendo e li amplio in più post, altre volte… No.

      P.S. E comunque il blog sull’Heavy Metal non ha lo sfondo nero! Ti ho già convinto? 🙂

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  4. Bellissimo post e condivido ogni parola, mentre leggevo la parte dal titolo “cita le fonti” annuivo, eh! Eppure basta poco per essere corretti, no?
    Cosa non mi piace di questo blog? Il fatto che hai smesso di pubblicare le recensioni dei libri, uffa, erano interessanti le tue letture.
    Buona serata Marco!

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  5. Anch’io come Cristina, Giulia e Chiara uso il voi (potremmo inaugurare una catena di “anch’io”!), perché immagino di rivolgermi a più lettori, perché penso di ospitare più persone in casa mia e di conversare con loro come si fa con degli amici.
    Il tuo blog? Lo so, non ti conosco, ma penso ti rispecchi: è essenziale nella forma, lineare, ordinato, molto serio.

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      1. No, probabilmente è anche perché non commento mai, ma molto spesso leggendo i tuoi pezzi, mi faccio dei profondi esami di coscienza… Tipo “ma questa cosa la faccio così o in un altro modo?”. Da un lato è comodo, mentre osservo i miei atteggiamenti nei post trovo sempre qualche refuso, dall’altro è anche interessante. Rileggendomi scopro che da “Ieri” a “oggi” sono anche cambiata tanto… un po’ anche grazie a te!

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