Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

L’ebook è morto. Un’altra volta

l'ebook è morto un'altra volta

 

Sembra proprio che l’ebook (brutto, sporco, cattivo), sia in difficoltà. Ah, che bella notizia! Finalmente si dimostra coi fatti, che è solo una moda e questa moda sta rientrando. Magari scomparirà.
Questo è quanto si sente dire in giro da quando sul New York Times è apparso un articolo che parla appunto di ebook e carta. Nel nostro Paese subito ci si è affrettati a ordinare fiori e corone per il defunto, e a stampare manifesti funebri (pardon: articoli), che hanno dato risalto a quanto succede negli Stati Uniti.
Quell’articolo avrebbe potuto essere anche qualcosa del tipo: “Le vendite dei televisori al plasma in affanno, la radio è ben lontana dall’essere morta”. Ed è vero.

Hai detto… Strategia?

La radio non è mai stata così bene come oggi. Pure il podcast, che era dato per morto e sepolto, è tornato, e dimostra una vitalità invidiabile. Quello che mi pare manchi ancora, nell’editoria italiana (non tutta, per fortuna), è una strategia. Perché sperare che alla concorrenza venga un colpo apoplettico, non è una strategia, né tantomeno vincente.
Certo: posso augurarmi che alla Volkswagen capiti sulla testa non una tegola, ma un intero palazzo, con la faccenda delle emissioni. E sfregarmi le mani pensando che tutti quelli che volevano comprare una Golf, correranno ad acquistare le mie auto.
Un momento: e se decidessero di NON comprare nulla?

Pigliati un libro che ti passa l’influenza

Ma no! Che dici! Compreranno! E se non lo faranno, frigneremo! E allora faremo (coi soldi pubblici) quelle belle giornate dedicate alla lettura, in location da sogno, con un messaggio del Presidente della Repubblica sull’importanza della cultura. E inviteremo intellettuali che diranno che leggere fa bene! Rende intelligenti, buoni come cani San Bernardo, coraggiosi come cani maremmani, oltre ad allungare la vita, e a rendere gli individui dei tipi proprio come si deve.
Ah, visto però che questi intellettuali che scrivono questi libri salva-vita sono noiosi, ci piazzeremo vicino un presentatore come si deve, magari pure un comico, per far capire alla gente che non deve avere paura.
Leggere è chic!
Leggere è cool!
E se NON compreranno nulla?

Il Grande Satana Amazon

Ehm… Frigneremo ancora più forte! Diremo che la colpa è di Amazon perché… Perché ha la sede in Lussemburgo. Perché oltre i 19 euro la consegna è gratuita! Magari potremo riesumare l’argomento del calore umano! Perché il sito è freddo, mentre un libro sullo scaffale dell’Ipercoop è caldo, lo sfogli, e ha quel profumo di carta! E l’esperienza che si vive tenendo in mano un libro di carta è unica! Nei centri commerciali porteremo gli intellettuali perché per troppo tempo questi territori sono stati disertati per via dell’idea che lì, vige solo il profitto!
E se NON compreranno nulla?

E se alla fine…

Vuoi vedere che ci tocca investire davvero nell’ebook, e tornare a fare gli editori? Però ci vogliono soldi: be’, delocalizziamo in Romania…

La domanda delle 100 pistole

E… L’ebook sarebbe morto?


Prima la storia, poi il lettore

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Autore:

Raccontastorie

9 pensieri riguardo “L’ebook è morto. Un’altra volta

  1. Di defunti le cronoche sono piene. Ricordo Un Bill Gates che ai primi anni novanta aveva celebrato il funerale dei mainframe. Passati vent’anni è ancora il cardine dei grandi sistemi. Il server è piccolo, è vero, ma te ne servono un bel toto per far funzionare la baracca e si devono parlare in fretta se non vuoi che i tuoi clienti invecchino in attesa di una risposta.
    Dunque ebooke carta continueranno a vivere e andranno a bracetto. Certo preferisco la carta, che peserà da portarsi in giro, ma anche l’ebook lo uso. E’ scomodo se leggo più ebook contemporanemante. Però con un po’ di pazienza ci si riesce.

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    1. Quello che mi sorprende è l’atteggiamento di certi gruppi editoriali che pensano sul serio di poter fermare le cose, o di ignorare quello che sta succedendo. La carta non scomparirà come non è scomparsa la radio, o il vinile.

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  2. È l’editoria che è morta. Sforna titoli miserabili che vendono tantissimo o poco, ma non possiamo saperlo, fatto sta che in libreria vedi tutto quello che vogliono farti vedere e che DEVI comprare e che 30 anni fa nessuno si sarebbe mai sognato di far pubblicare.

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    1. E in simile scenario “preoccuparsi” della fusione Mondadori-Rizzoli mi pare inutile. Sia perché ormai la cultura (qualunque cosa voglia dire) la fa la televisione. Sia perché non c’è più tempo per seguire un autore: deve essere un fenomeno, non importa di che cosa.

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  3. Sempre citando Bill Gates, qualche tempo fa ho riordinato alcuni ritagli degli anni ’90, e in uno di questi proprio lui diceva che internet sarebbe defunto nel giro di pochissimo tempo. Caspita, che lungimiranza! Radio e televisione sono esempi classici, e anche i dischi in vinile e i cd.

    Come dici tu, e-book o libro di carta, basta avere voglia di leggere, e lo puoi anche fare prendendo i libri in biblioteca a costo zero. Se non ce l’hai, potrebbero anche farti un libro cotto nel forno come lo vuoi tu, ma tutto sarà inutile.

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    1. Povero Bill Gates: le ha sbagliate (quasi) tutte.
      Infatti, come dici, se uno vuole leggere lo fa, ha un’infinità di mezzi a disposizione. Ma pensare, come si è detto, che il libro elettronico avrebbe aiutato le persone ad avvicinarsi alla lettura… Mi pare evidente che non è accaduto e posso scommettere che non accadrà.

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