Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

C’è vita oltre Ventimiglia?

savona panorama porto

 

Mentre chiudevo la seconda raccolta di racconti, e intanto gettavo le basi per la terza, mi sono domandato quanto può essere rischioso mantenere come ambientazione, sempre lo stesso luogo. Non si rischia di asfissiare la scrittura?
Non è meglio fare entrare aria e luce?
Boh!

C’è vita oltre Ventimiglia?

Credo che sia un falso problema. Vero è che io non amo viaggiare; non sono mai stato al di là di Roma né ho mai varcato i confini del Paese. Ma l’ambientazione delle storie non rispetta certo la realtà. Qualcuno potrebbe osservare che viaggiare comunque apre la mente: sì, ma solo se io sono disposto ad aprirla. Altrimenti rimane chiusa.
E quindi posso restare a casa, eppure se ho una buona capacità di osservazione riuscirò comunque a ottenere delle buone storie. Perché chi scrive storie, non scrive certo guide turistiche. Quindi può anche permettersi di demolire la Torretta, e a quanti gli faranno notare che è sempre in piedi… Farà spallucce.
Avrò la mente chiusa perché non viaggio?
È un po’ come credere che se uno legge, allora è una persona dalla mente aperta. Suvvia; sappiamo tutti che non è così. Io posso garantire che le persone più stupide e ignoranti che mi è capitato di incontrare in vita mia, avevano una biblioteca fornitissima.
La cultura non è nei libri: è già in noi. È un’inclinazione: al rispetto, all’ascolto.
E poi io ho dei gusti macabri…

Toccare la scrivania di Dickens

Se viaggiassi andrei per cimiteri. La tomba di Francis Scott Fitzgerald. Di Tolstoj, Dickens e Dostoevskij. Zola. Raymond Carver e Flannery O’Connor. George Mackay Brown e Halldór Laxness, eccetera eccetera. Cercherei di toccare la scrivania di Dickens. Di Tolstoj e di Dostoevskij. Quindi sarei allontanato, o arrestato per vandalismo; meglio starsene a casa, giusto?
Occorre soprattutto riconoscere che se si raccontano storie, in certe situazioni la realtà è solo un impiccio. Quindi si prende una via, e lì ci si piazza… una statua! Ma non c’è! Quindi?
Mi serve. Da adesso in poi ci sarà una statua in quella via. Fine.
E se andassi in Grecia: al diavolo le spiagge e il sole. Solo per musei.
Musei, capito?

La domanda delle 100 pistole

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Raccontastorie

8 pensieri riguardo “C’è vita oltre Ventimiglia?

  1. Emilio Salgari (l’ho letto da qualche parte) ha scritto i suoi libri ambientati nell’Asia sudorientale senza aver mai viaggiato.
    Presumo si sia documentato per rendere così bene quei luoghi.
    Quindi forse non occorre viaggiare per scrivere di un luogo, sicuramente però aiuta.
    Io di solito scrivo di luoghi che conosco, mi risulta più facile.
    Luoghi che vorrei visitare ce ne sono ancora tanti, ho viaggiato ma mi manca una bella fetta di mondo, al momento non saprei forse l’Australia.

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    1. Salgari si documentava in biblioteca.
      Anche io resto sempre “nei dintorni”, qui attorno insomma, perché mi sembra più facile. Una volta pensavo che potesse rendere troppo provinciali le mie storie, adesso non me ne preoccupo più (saranno provinciali, però a me sta bene così).

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    1. Giusto. Ma c’è questa idea che “il viaggio apre la mente”. Ad Attila non l’ha aperta affatto: dopo aver percorso centinaia (migliaia) di chilometri, ha raso al suolo Aquileia come aveva fatto in precedenza con le altre città.

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  2. Viaggiare è bellissimo, nel mio secondo viaggio a Parigi ho fatto il giro di tutti i cimiteri, così sono andata a trovare anche Fernandel, per dire.
    E quando ho visitato la casa di Keats mi sono seduta lì fuori a leggere le sue poesie, il viaggio letterario è molto nelle mie corde, da tempo vorrei visitare Amsterdam e Stoccolma, nei miei desideri c’è anche Salisburgo, adorerei camminare sulle tracce di Mozart, a Vienna l’ho fatto.
    Ecco, se fosse per me sarei sempre con la valigia in mano!
    Riguardo alla scrittura invece credo che sia giusto ambientare le proprie storie nei posti che si conoscono ma… non è necessario esserci stati per saperne scrivere, del resto, se non mi sbaglio, Emilio Salgari scrisse di terre lontane nelle quali non era mai stato, giusto?
    Bello questo post, mi è piaciuto! Ciao Marco!

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  3. Che bello! Ho trovato chi come me non ama viaggiare (che già dirlo ti fa sembrare alieno agli occhi del mondo!). E lo so, mi perdo un sacco di belle cose e di straordinarie opportunità, ma… Che ci posso fare? Montare e smontare valigie, fosse anche per visitare il posto più bello del mondo, non mi entusiasma per niente!

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