Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Crea un marchio che profumi di bellezza

savona basilica

 

Per te il blog può essere un passatempo, un divertimento, e di certo lo deve essere, non lo puoi affrontare come se si trattasse di una croce. Ci sta tutto, ci mancherebbe altro: il blog è gratis e tu puoi farci quello che desideri. Nessuno può insegnarti o dirti che cosa devi fare. Detto questo, mi permetto solo di ricordarti questo: le persone non hanno tempo da perdere.

Il tempo è la vera moneta del Web

Il tuo blog deve fornire contenuti e argomenti talmente buoni da indurre gli altri a dedicarti il loro tempo.
Tu non sei il solo a gestire blog: ma questo già lo sai, vero? Ogni giorno sono pubblicati migliaia di post. Non emergerai con la grafica più sfavillante, col post più alla moda. Puoi anche immaginare che gli altri abbiano del tempo da perdere; però le persone sul Web sono a caccia.
A caccia di qualcosa.
Esperienze, informazioni.
Bellezza.
O sei in grado di rispondere a questi bisogni, o hai un problema. Creare attenzione è il primo passo, però. È per questa ragione che devi anche usare un buon italiano, e conoscere certi meccanismi che permetteranno agli altri di conoscere la tua esistenza.

Se urlo mi si nota?

Ma certo, che domande. Se mi metto a urlare in una piazza attiro eccome l’attenzione. Anche del 118, soprattutto del 118.
Tuttavia l’attenzione che dovresti catturare, a mio parere, come editore di te stesso, dovrebbe essere di altro tipo.
L’attenzione non la conquisti urlando: ma riflettendo. L’ho già scritto: non devi sedurre Google ma le persone. E le persone possono essere sedotte quando l’argomento viene trattato senza paroloni o presunzione. Soprattutto è indispensabile un po’ di tecnica.
Con “tecnica” mi riferisco a quell’insieme di mezzi che aiutano i tuoi contenuti a essere leggibili e chiari. Titoli efficaci quindi. Guarda cosa combinano i bravi giornalisti. Guarda il sommario dei telegiornali.
Se quindi io ti dicessi che il tuo fine come autore di te stesso debba essere “solo” celebrare la bellezza. Ah, già lo so! Tu mi dirai:

E che diavolo è la bellezza? Lo sai che non ci sono 2 persone al mondo che siano d’accordo su una definizione comune a proposito di bellezza?

Lo so, ma non è questo il problema, secondo il mio punto di vista. In fondo, senza buttarla tanto in filosofia, potresti chiedermi come faccio a parlare di bellezza, e poi scrivere la Trilogia delle Erbacce.

Che fai? Tiri l’acqua al tuo mulino?

Secondo te, perché c’è questo blog? Perché lo aggiorno? Per portare l’acqua al tuo mulino?
In tanti dicono che il marchio di un autore di se stesso debba essere seducente (ci siamo), avvincente, trasmettere passione. Creare attenzione, insomma. Ma mi pare che siano in pochi coloro che si diano come obiettivo quello di celebrare la bellezza. Troppo altisonante. In effetti pure io mi sento un po’ ridicolo. Ma lascia che ti dica questo.

Punta in alto. Davvero in alto

Ecco. Non accontentarti. Forse non riuscirai ad arrivare sulla vetta dell’Eiger, ma almeno non avrai passato la tua vita a raggiungere obiettivi alla portata di qualunque primate appena evoluto. Anche se fallirai, avrai osato.
Io provo a celebrare la bellezza delle erbacce con i miei racconti.

La domanda delle 100 pistole

Quando hai aperto il tuo blog, lo hai fatto per… celebrare la bellezza?


Leggi l’anteprima di Cardiologia in PDF su Dropbox.

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Autore:

Raccontastorie

10 pensieri riguardo “Crea un marchio che profumi di bellezza

  1. Sì. Scrivo post forse troppo lunghi, per il web. Uso un linguaggio troppo complesso, troppo articolato. Però è MIO. Mi appartiene. è vero. Non rimpiango di impiegare tre ore per scrivere un post perché, se non lo facessi, non potrei arrivare ai livelli qualitativi cui ambisco. Preferisco aggiornare meno, ma aggiornare bene. 🙂

    1. Io questo blog lo avevo aperto per pubblicare un racconto ogni settimana per… 10 settimane? Non me lo ricordo più. Da allora però non mi sono più fermato.

  2. Ho aperto il blog per farmi conoscere e per offrire quello che avevo imparato a chi poteva trovarlo utile. Comunque credo che tu abbia ragione: bisogna puntare al meglio, non accontentarsi di galleggiare. Non so se questo renda più probabile una rapida chiusura del blog o risultati di eccellenza, ma la chiarezza delle idee è sempre preziosa. 🙂

    1. Se punti al meglio non puoi chiudere: al massimo pubblichi di meno. Di certo il blog aiuta a uscire allo scoperto e ad avere una visione differente sulla propria scrittura.

  3. Sono d’accordo con te: la gente non ha tempo da perdere in generale, e sul web in particolare. Già si sta molto al computer per lavoro (me compresa) e se non si trova uno spunto interessante, qualcosa di utile o almeno originale, si tira via. Per quello non mi interessano i blog autocelebrativi, o che vanno troppo sul personale.

    Nel mio blog c’è un misto di scrittura, Storia e arte. Detto questo, non sono un’esperta in nessuno dei tre campi, ma curo ogni post al massimo, rifinendolo esattamente come se fosse un articolo per una rivista. Per questo ho deciso di postare una volta alla settimana, il sabato mattina, e di rilanciare il link su FB: i miei lettori lo sanno, e sanno che hanno tutta la settimana per leggere e commentare, se lo desiderano. Molti titolari di siti di Storia riprendono i miei articoli, e li ripubblicano. Va benissimo così!

    1. C’è una diatriba che dura da tempo su quando si debba pubblicare. Molti dicono: “Mai nel fine settimana!”, mentre altri affermano che per la sua natura, la Rete tiene memoria di tutto (e poi basta rilanciare).
      Alla fine quello che importa è scrivere di quello che ci piace, e per quanto riguarda tutto il resto… Dipende molto dai tempi che uno ha (anche se si possono programmare i post per pubblicarli in orari più “consoni”).

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