Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

La pagina Facebook di Marco Freccero

copertina insieme nel buio e altri due racconti

Tutti dicono che bisogna andare dove stanno i lettori. E poi dicono che il lettore dovrebbe essere coinvolto nella storia. Perché essa, la storia voglio dire, ha parecchi retroscena che possono interessare, e nel XXI secolo chi legge cerca proprio quel “qualcosa” in più. Capace di conquistarlo, di appassionarlo. E visto che esiste la Rete, e i mezzi per questo tipo di condivisione non mancano di certo, perché non farlo?

Insieme nel buio su Facebook

Ma siamo certi che i lettori stiano su Facebook? Non ne ho la più pallida idea, in realtà. Però ho creato una pagina dedicata a “Insieme nel buio”, proprio su Facebook. Perché?
Come: “Perché?”. Per vedere l’effetto che fa. I post sono programmati (non ho tutto questo tempo), e non credo che ne aprirò altre. Se avrà appena un po’ di successo, credo che cambierò il suo nome per assegnarle il mio, ed essere così libero di parlare anche del resto della mia produzione.
Perché non l’ho già fatto? Perché prima desidero vedere l’effetto che fa.
Ma come si gestisce una pagina dedicata per esempio a un ebook? Buona domanda, grazie.

La strategia è nella tua storia

Non ne ho idea. Lo so che ci sono un sacco di guide e corsi. Ma il successo, o consenso che dir si voglia, di solito si raggiunge per puro caso. E allora procederò esattamente così. Senza una vera strategia. È un errore?
Il punto è che la strategia è nella storia, è nelle storie che scrivi. Al di fuori di esse non so cosa ci possa essere, ma dubito che ci sia qualcosa in grado di interessare il lettore. Il punto è che questi racconti del 2010, che su Amazon qualche soddisfazione mi avevano dato, e che da lì avevo (stupidamente) tolto, per poi reinserirli, continuano il loro lento cammino. Non sono un capolavoro, tranquillo. Non sono il nuovo Simenon.
Alcuni li considerano tre storie nere, e allora sia: sono tre storie nere. Credo e spero di scrivere meglio di come scrivevo allora. E proprio per questa loro tenacia (due recensioni sono di quest’anno!), ho deciso di usare loro per il mio esperimento.
Ti ricordo che se vuoi leggere uno dei tre racconti (quello che dà il titolo alla raccolta), ebbene: ho pubblicato l’intero racconto su questo blog e il primo brano, intitolato “Un vecchio scomparso” è disponibile qui. E ribadisco: non c’è solo quel brano, ma tutto il resto, sino al finale. Il tutto gratis, e non si dica che i liguri sono tirati.
Ah, ci sono poi altri due racconti, all’interno dell’ebook: ma per averli devi rassegnarti, andare su Amazon e provvedere a “tu sai cosa”.
Infine, ma in realtà è la cosa che desidero capire, voglio scoprire se su Facebook ci sono tutti ’sti lettori come dicono. Ho qualche dubbio. Niente mi proibirà di chiudere “Baracca & Burattini” (su Facebook) se la faccenda non ingrana.

La domanda delle 100 pistole

E tu: ce l’hai una pagina dedicata alla tua produzione su Facebook? Che ne pensi? Davvero questa rete sociale può aiutare ad agganciare estimatori della propria narrativa?


Leggi l’anteprima di Cardiologia in PDF su Dropbox.

12 pensieri riguardo “La pagina Facebook di Marco Freccero

  1. Non credo che servirà a qualcosa. La pagina FB non funziona per romanzi famosi, figurati per una breve antologia di racconti. La gente sta su FB per divertirsi e perdere tempo, ergo: le pagine dedicate ai libri non servono a nulla🙂

    1. Lo credo pure io. Però alcuni autori dicono di essere riusciti a ottenere risultati interessanti proprio con Facebook. Temo però che si tratti di casi isolati e relativi a un certo tipo di narrativa. Io temo di essere tagliato fuori. Vedremo…

  2. Non lo so. C’è chi dice che la pubblicità è l’anima del commercio e per questo FB può aiutare. A farti pubblicità, intendo. Poi, se su FB ci siano tutti ‘sti lettori questo non so dirlo, però è uno strumento e va usato nel modo appropriato. Io, intanto, ti ho messo un “like” e mi leggo i tuoi racconti. Poi se ne riparla.😉

  3. Come incoraggiamento ho messo “mi piace” sulla tua pagina.
    Io ho la pagina FB Giulia Mancini e la uso per fare pubblicità, è una vetrina, non so se serve per le vendite, però mi tiene in contatto con i lettori, alcuni di loro mi hanno scritto.😉

  4. Nutro dubbi che ci sarà la coda al botteghino per acquistare quello che è pubblicizzato su FB. Però fai bene a tentare. Se i risultati sono soddisfacenti, allora mi c’è da farci un pensiero.

  5. Ho creato la pagina FB solo per “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani”. Per “Due vite possono bastare” volevo farlo, ma poi mi ha terrorizzata l’idea di piazzare lì una pagina che sarebbe rimasta statica. Cosa mi dovrei inventare per continuare a parlare di una storia che ho scritto? E’ lì, si può acquistare, a molti è piaciuta (oppure a tutti, ma non lo so, visto che non tutti esprimono le loro critiche in qualche modo). Se devo dedicarci altra fantasia, ne devo rubare alle storie nuove, soprattutto in termini di tempo. Farò bene, farò male?

    1. Bella domanda. Io ci provo anche se i racconti sono fuori da un pezzo. Non sono molto convinto, soprattutto perché bisognerebbe farlo “prima” di pubblicare qualcosa, non dopo.

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