Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso, pubblicazione fai da te

Come vendere FUFFA coi libri e fare un sacco di persone felici

torretta savona

 

Vendere FUFFA coi libri è possibile eccome, e soprattutto rende felici le persone. Ma come riuscirci? Qual è il trucco per raggiungere i propri scopi?
Niente paura: se sei qui è perché vuoi scoprirlo e io sono pronto a svelartelo. Gratis! Eppure c’è gente che dice che i liguri sono tirati, esosi…
Non è niente di difficile: devi solo affermare.

La Terra? È piatta! 

Per esempio: “La Terra è piatta, e io te lo dimostro”.
È un’affermazione che denota sicurezza, ma soprattutto parte non da un’ipotesi o un dubbio qualsiasi, ma da quello che viene ritenuto un dato di fatto. E come tale, basta “solo” dimostrarlo.
La dimostrazione passa attraverso una serie di “prove”, selezionate con rigore, e che ovviamente non faranno altro che confermare la mia affermazione. Quelle che smentiscono o la mettono in dubbio, sono ignorate.
Un altro esempio adesso, perché vedo che non ci capisci niente.

La lunghezza di un libro è fondamentale. Scrivi libri di meno di 100 pagine e avrai un enorme successo!

Buona parte dei libri di Harry Potter sono di almeno 300 pagine: ma chi li legge? Nessuno?
Il buon “It” di Stephen King sfodera 900 pagine: ma chi lo legge? Nessuno?
Viceversa se pubblichi un libro di 90 pagine dal titolo “Scrivi libri di poche pagine e sarai milionario”, avrai centinaia di lettori in poco tempo.
Ti è chiaro, adesso, come si vende FUFFA e si rende felice la gente?
Parti da un’affermazione (mai da un dubbio), usa una parte della realtà per mostrarne la validità, e ignora il resto. Qualche contestatore ci sarà, ma la maggior parte delle persone, perfetti sconosciuti spesso, ti darà ragione!

Comprati un dizionario

Ma che senso ha questo post, ti chiederai.
Invece di parlare della mia #trilogiadelleerbacce, sto qui a parlare di terra piatta e di FUFFA. Ecco la spiegazione: fai quello che ti senti. Non stare a sentire quello che dico io, o un altro. Scrivi con onestà, lavora duro, leggi moltissimo e in bocca al lupo. Non ci sono regole o trucchi che possono garantire questo o quello. Dappertutto troverai blog, siti e libri pronti a svelare questo o quello. Io alcuni li ho acquistati, e posso affermare tranquillamente che dicono tutti le stesse cose, più o meno. Magari il tono cambia, ma in sostanza si somigliano tutti.
Non credo che tu abbia bisogno di miracoli o guru, ma di un ottimo dizionario (e anche un blog). Occorre semmai cercare di spiegare ai lettori chi sei e cosa vuoi raccontare e perché tu avresti un valore che non si trova altrove. Ecco la chiave di tutto.

La domanda delle 100 pistole

Durante la scrittura, ti rivolgi al dizionario? E soprattutto: ce l’hai un dizionario?


Leggi l’anteprima di Cardiologia in PDF su Dropbox.

Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente.

20 pensieri riguardo “Come vendere FUFFA coi libri e fare un sacco di persone felici

  1. Ultimamente mi pare esserci una tendenza ad allungare e di molto i romanzi, che di fatto diventano decisamente voluminosi. Se prima in effetti si tendeva a sfornare romanzi snelli (300 pagine è considerato medio ma tendente allo snello, diciamo un falso grasso) sia per risparmiare sui costi di stampa sia perché si pensava che il lettore medio guardasse con terrore ai libri eccessivamente lunghi, oggi che di lettori medi non ce ne sono più sfornare libri da 500 o anche mille pagine non è più un’utopia: posso dimostrartelo!😄

  2. Ultimamente sto avendo un rapporto morboso col dizionario dei sinonimi. Carinissimo anche il dizionario dei regionalismi. Sulla lunghezza diciamo che un ebook da “900 pagine” non se lo aspetta nessuno, idem dove c’è tanto ricambio (=romance) dove il ritmo dell’emozione ha quel decorso e non si vuole di più. Sulla cartaccia stampata le vere cifre si hanno sulle 250/300 pagine. Anche se De Luca e Baricco ottengono di più con meno. E quindi? Quindi hai ragione tu. La qualità non sta nella forma del prodotto, e neanche nella magnitudo.

    1. Vero, 900 sono una follia (anche perché scrivere 900 pagine non di bla bla, ma di storia, è roba da perderci la testa), eppure se fossi capace lo farei. Non lo leggerebbe nessuno? Credo che dipenda dall’argomento, dalla capacità di chi scrive (che io non ho). Ma immagino che ci sia spazio per un’opera del genere.

      1. Allora, su carta si. Avrei dei dubbi su un’opera del genere in un mercato mordi e fuggi come quello ebook. Se fossi un editore ti direi di dividerlo in 3 volumi di una serie.

        Un testo nasce della sua lunghezza, non puoi togliere 50 pagine ai Miserabili, l’impianto narrativo ha quelle premesse. Con un piano ampio e una trama di lungo respiro a 900 ci si può arrivare. Ma come King: lavorandoci in parallelo per qualche anno mentre si fa altro. Se poi viene bene… eh qui bisogna vedere (a me non riuscirebbe, inutile mentire).

      2. Oppure si potrebbe fare come Charles Dickens, che certi suoi tomi li pubblicava a puntate. “Il circolo Pickwick” uscì su un settimanale, se non ricordo male.

  3. “La lunghezza di un libro è fondamentale. Scrivi libri di meno di 100 pagine e avrai un enorme successo!” esatto!😉
    La mia edizione di “It” è di 1215 pagine😛 . E l’ho letta tutta penso 20 anni fa😀 .
    Comunque è vero che si guarda molto la lunghezza ed ecco perché sono terrorizzato per il mio prossimo romanzo. Ci sto lavorando gente che sa il fatto suo, ma la lunghezza è quella… Non arriva a 900 pagine, no, no, questo no, ma è sempre una tragedia!😦
    Comunque mai stare sotto le 50 pagine, ti arriva sempre la recensione a due stelle che dice: “erano solo 3 pagine non ne vale la pena”, perché quelle 50 pagine le leggi in 20 minuti, però se quei 20 minuti emozionano o lasciano qualcosa non è importante in una recensione, l’importante e dire che erano 3 pagine e non 50.🙂
    Stavo pensando nei giorni scorsi proprio a un articolo simile…😉

    1. Però! Sotto le 900 pagine. Che invidia, io non ci riuscirei mai😉
      È giusto essere preoccupati, ma visto i tuoi precedenti credo che sia lecito attendersi un risultato più che soddisfacente (non mi spingo oltre perché poi so come va a finire: ti monti la testa :))

  4. Io sono per la buona via di mezzo: non lunghissimo che stanchi, non cortissimo che lasci insoddisfatto. Però, è un approccio personale del tutto relativo: in genere, se ho un tomo di mille pagine davanti mi scoraggio un po’, poi me ne dimentico se la storia è bella. (Es: “il ragazzo giusto” di Vikram Seth).

    Vocabolario dei sinonimi: utilissimo e immancabile, quando scrivo.

    P.s.
    Ma i tuoi racconti… non sono più un tiro mancino?
    Sei diventato un fiero Marco Freccero, nel titolo del Blog?
    (Me ne sto accorgendo adesso)🙂

  5. Dizionario, sempre! In particolare quello dei sinonimi e dei contrari. Quando mi viene l’impulso di cercare su Homolaicus (o il suo nuovo corrispettivo) penso “ecco, sono decollato, adesso si scrive”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...