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Accorrete Siore e Siori! Il nuovo esperimento di Marco Freccero!

torre bofill savona

 

Chiamate anche i bambini, e pure i militari, ma certo, sono tutti benvenuti: basta che non spingano!
Come saprai (se non lo sai, non temere: te lo dico io), nei ritagli di tempo rivedo i racconti della terza raccolta di racconti della celeberrima #trilogiadelleerbacce. Non sai di che cosa parlo? Allora leggi la pagina che ho preparato!
Siccome però sono in ritardo, e quindi non credo proprio che riuscirò a presentarli nell’autunno del 2016 (bensì nell’inverno), sai cosa ho pensato? Di prendermela comoda.
E di fare un esperimento…

Uno dei padri dell’Europa

L’esperimento è semplice: prendere una frase di uno dei padri dell’Europa e su quella scrivere un racconto. Attenzione: scrivere senza star lì a limare, pensare, rifinire e via discorrendo. Niente di tutto questo. Butterò fuori le frasi e, a parte gli errori più evidenti, non correggerò nulla. Non ho molto tempo.

Se non hai tempo per i racconti della terza raccolta, perché sprecarne ancora per scriverne un altro?

Bella domanda. La risposta è: perché ho bisogno di scrivere qualcosa di libero. Di divertirmi (cosa che già faccio quando scrivo), ma di spingere il divertimento un poco più in là.
Perché mi piace l’idea di tentare un esperimento: scrivere dei brevi racconti, e vedere cosa ne esce. In pratica, poche pagine, senza psicologia o “dietro le quinte”. Quello che leggi è quello che è, e basta.
Tutto parte da una frase di un grande uomo, uno dei veri padri dell’Europa: Niccolò Macchiavelli. Esatto, un uomo brutto, sporco e cattivo che è tale perché sa che la realtà è brutta sporca e cattiva, e occorre chiamare le cose con il loro nome.
Il buon Macchiavelli, si sa, è un po’ la bestia nera di un sacco di gente che pensa che coi film di Truffaut il mondo sarà migliore, e che se cantiamo tutti insieme “Imagine” (lo strazio per antonomasia) di John Lennon, sboccerà la pace e l’amore trionferà.
Ecco la frase che ispirerà (anzi: ha ispirato) il racconto.

A uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e l’uomo.

Se devo essere sincero, non ho molte idee, al momento. Qualcosa, sta emergendo, ma siccome devo per forza scrivere e basta, prima di farlo voglio avere in testa non dico il finale, ma almeno uno straccio di canovaccio, che al momento non ho.
Non solo.

1 racconto per domarli (be’, quasi)

Dove pubblicare i brani di questi racconti (brani che appariranno in più settimane)? Su questo blog?
In passato, ho già fatto un esperimento del genere, te lo ricordi? Se non te lo ricordi o non ne sai nulla, ecco il post con cui annunciavo il tutto. E il post con il quale la pubblicazione del racconto prendeva avvio: “Un vecchio scomparso”.
In questo caso, però, i brani di questo racconto saranno più brevi, perché sono pensati proprio per essere “sgranocchiati”; per non appesantire la lettura e renderla più agevole.
E li pubblicherò su questa pagina di Facebook. Anzi, come potrai notare, c’è già un brano del racconto. Ebbene sì, ho iniziato a pubblicarlo lunedì, e un altro brano sarà online giovedì. L’idea quindi è di 2 brani la settimana: lunedì e giovedì.
Il titolo del racconto? “La casa di cura”. Cosa ci sarà dentro? E come faccio a saperlo!

La domanda delle 100 pistole

Che ne dici? Ho fatto bene a usare Facebook? O era meglio WattPad? Oppure pubblicare i brani su questo blog?


Leggi l’anteprima di Cardiologia in PDF su Dropbox.

Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente.

12 pensieri riguardo “Accorrete Siore e Siori! Il nuovo esperimento di Marco Freccero!

  1. “gli errori più evidenti”? Non credo che ci siano errori più evidenti e meno evidenti. Dopo aver letto tipo sei volte un mio testo trovai un errore evidente e pensai: ma che ce l’ha messo lì, siamo sicuri che sia stato io?🙂
    A parte questo, non so dare consigli. So solo che i racconti sono roba per pochi intimi, ma a te i racconti riescono decisamente bene. Sai di cosa parli quando scrivi un racconto.😉

    1. In realtà so ben poco quando scrivo un racconto, o meglio, scrivo per capirci qualcosa. Ma questo è un segreto che nessuno conoscerà mai perché mi guardo bene dal rivelarlo🙂

  2. Intanto io leggo volentieri il tuo racconto (mi hai abituato bene!) anche se la pubblicazione su Facebook mi convince poco. Qui, sul blog, secondo me, è meglio. Però fai bene a sperimentare, soprattutto fai bene a scrivere, sempre!🙂

  3. Dal mio punto di vista la scelta di pubblicare su Fb piuttosto che sul blog dovrebbe essere determinata dal tipo di pubblico a cui ti rivolgi. Se vuoi “il vasto pubblico”, meglio Fb, se preferisci un pubblico più mirato e selezionato, meglio il web. Io comunque li leggerò indipendentemente dal mezzo utilizzato.😉

    1. Al contrario.
      Io cerco, con tutti i miei limiti, di considerarla per quello che è. Ed è in un certo modo, e tocca chiamarla in quei modi, e non altri, perché altrimenti non solo scambiamo fischi per fiaschi. Ma alla fine, e questo è davvero il peggio, non siamo in grado di capire con cosa abbiamo a che fare, se non chiamiamo le cose col loro nome. Si finisce per chiamare “semplice costipazione” una polmonite, e la cura sarà di conseguenza.

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