Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Liebster Award!

liebster award

 

Di solito non mi succede e invece è accaduto. Sono stato nominato ai Liebster Award e non una volta, bensì 3. Siccome se facessi tutto in un solo post, renderei la lettura poco interessante, dovrò per forza realizzarne un altro, oltre a questo. Ma di che si tratta?
Di un premio che ha come scopo quello di indicare altri blog meritevoli di attenzioni. Ma prima…

Bisogna fare alcune cose. Per esempio:

  1. Ringraziare chi ti ha nominato. Vale a dire Liberamente Giulia di Giulia Mancini e Il manoscritto del Cavaliere di Cristina Cavaliere. Be’, che dire? Grazie appunto. Cercherò di essere sempre all’altezza ma ne dubito! Io vi ho avvisato!
  2. Scrivere qualche riga (max 300 parole) sul blog che preferisci e che ritieni particolarmente interessante Quello di Romina Tamerici. La rubrica “Parole da (ri)scoprire” è un viaggio alla scoperta di espressioni e modi di dire che usiamo (o usiamo poco) per capire come sono nate. Ma non c’è solo quello. Dateci un’occhiata.
  3. Rispondere alle 11 domande che ti hanno posto Qui rispondo a quelle di Giulia Mancini. Di seguito quelle di Cristina Cavaliere. Pronti? Allora andiamo.

1. Quale genere preferisci leggere in assoluto?

Romanzi e racconti. A volte qualche saggio o sulla scrittura, oppure su un altro argomento che può essere per esempio medioevo; oppre Simone Weil; o ancora gli italiani in Libia, e via discorrendo.

2. Come hai scelto il nome del tuo blog?

Non ricordo esattamente la genesi, ma a un certo punto ho scelto “Certi racconti sono un tiro mancino” (che adesso ho ridotto a Certi racconti) perché era mia intenzione scrivere soprattutto racconti. In origine, volevo pubblicare un racconto ogni settimana. Poi la faccenda si è evoluta (o mi è scappata di mano?).

3. Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Di solito i post li scrivo di sera, butto giù una traccia, correggo… Mezz’ora? Facciamo un’oretta a post, ne pubblico 3 a settimana però ne scrivo uno al giorno (e a volte non li pubblico nemmeno perché non mi piacciono).

4. Quando preferisci scrivere o sei più ispirato/a?

Quando ho tempo: di sera. Le storie non mancano (almeno per ora), è il tempo che non c’è mai.

5. Cosa apprezzi di più del tuo carattere?

Ho un cattivo carattere, ed è questo che apprezzo.

6. Cosa ami di più mangiare a cui non sai resistere?

La farinata. Attenzione perché a Savona c’è anche quella bianca (prodotta con farina di grano, invece che di ceci, come succede a Genova). 

7. A parte la città in cui vivi, dove ti piacerebbe vivere se dovessi cambiare?

In Trentino Alto Adige.

8. Segui più l’istinto o la ragione?

La ragione.

9. Hai un sogno nel cassetto?

Sì. Acquistare un maso in Alto Adige e viverci. Ah, anche una Jaguar, quindi sbrigatevi a comprare in massa i miei racconti, in modo da rendermi ricco e realizzare così i miei sogni.

10. Cosa stai scrivendo in questo periodo? Che genere?

Che domande! La terza raccolta di racconti della Trilogia delle Erbacce! Come sempre auto-pubblicazione, probabilmente nell’autunno/inverno del 2016.

11. Infine puoi dirmi il titolo del libro che ti è rimasto nel cuore?

Di certo “Delitto e castigo” di Dostoevskij.


Bene. Adesso devo rispondere alle domande di Cristina Cavaliere.

1) Definisci con una breve frase il tempo della tua infanzia o quando eri pulzello/a.

Luminoso. Nonostante tutto fu luminoso.

2) Qual è il motto che faresti incidere sul tuo scudo?

“Non gloria, ma pane” (Chissà se qualcuno capirà da dove l’ho pescato?).

3) Qual è il tuo rapporto con le regole in generale (verso il tuo comandante in capo, nel redigere i tuoi scritti e le tue missive, rispetto ai tuoi compagni d’arme ecc.)?

A seconda dei contesti. Se sei un dipendente (e io lo sono stato per anni), le segui. Nella scrittura ascolto, ma alla fine decido io.

4) Qual è/è stata la persona che ha influito di più nella tua vita, anche in senso negativo?

In senso positivo: un prete morto, don Lorenzo Milani. È grazie a lui e alle sue opere (“L’obbedienza non è più una virtù”; “Lettera a una professoressa”; “Esperienze pastorali”), che ho compreso che cos’è la parola. In senso negativo: nessuno.

5) Qual è il tuo rapporto con la nobile arte, intesa in tutte le sue forme (pittura, musica, scultura ecc.)?

Una sorta di incontro di boxe dove io le prendo di santa ragione. Nel senso che l’arte deve sempre (sempre) far sentire l’individuo quello che è: un miserabile. A questo punto costui o costei dovrebbe scegliere che cosa combinare dei giorni che gli restano. E non è detto che la scelta sia quella giusta, e che la scelta dettata dall’arte non eviti gli orrori…

6) Che cosa significa per te prendere in mano un libro e leggere?

Iniziare una caccia. Alla fine forse avrò imparato qualcosa, ma non è detto…

7) Che cosa preferisci tra: a) romanzo, b) racconto, c) poesia e perché?

Non frequento molto la poesia, purtroppo. Perché? Perché sono una capra, no? Tra romanzo e racconto ormai non faccio più differenza, li considero due diverse forme di arte. Una volta, invece, preferivo il romanzo e riguardo al racconto avevo idea che si trattasse di un sotto-genere. Perché li preferisco? Mi piace vedere come un autore ha affrontato il mistero dell’essere umano.

8) Che cosa ti fa perdere veramente le staffe e partire lancia in resta?

Gli intellettualoni che sanno tutto. I maestrini e le maestrine.

9) Che cosa ti placa l’animo maggiormente?
Beethoven! E Mozart!
10) Qualcosa di cui non potresti fare a meno nella vita.

Il caffé.

11) Qualcosa che, nella vita, elimineresti volentieri (attenzione, ho detto “qualcosa” e non “qualcuno”!).

Il caldo.


Adesso devo scrivere 11 cose su di me:
  1. Non amo il mare, anche se ci vivo a pochi metri;
  2. Mi piacciono i pipistrelli;
  3. Non bevo vino, ma non disdegno la birra;
  4. Caffè a bicchierate. Ma amo pure il tè;
  5. Preferisco la solitudine;
  6. Adoro visitare i cimiteri (anche per trovare dei cognomi un po’ insoliti);
  7. Se mi ci metto, so essere ferocemente sarcastico;
  8. Uno dei libri che ho più amato è stato “Odissea Stellare” di Peter Kolosimo;
  9. Attorno ai 10/12 anni ho realizzato con fiammiferi usati e carta lo Space Shuttle, completo di tutto (anche i razzi laterali e il serbatoio centrale);
  10. Leggevo Zagor, e Tex Willer (e stavo dalla parte dei cowboy);
  11. Sono stonato, e invidio chi ha una bella voce.

Non finisce qui, perché occorre indicare 11 blogger con meno di 200 follower, quindi formulare le domande alle quali, se ne avranno voglia (ehi, non è mica obbligatorio!), dovranno rispondere.

Carta Traccia di Celeste Sidoti
Romina Tamerici;
Il mondo di Arthur;
Newwhitebear’s blog;
Semi d’inchiostro;
De agostibus;
Libri nella mente;
Giovanni Venturi;
Pagine sporche;
Aspirante scrittore;
Ancora poesia di Cristina Bove.

Di seguito, le 11 domande:

  1. Un caro amico, o cara amica, ti chiede di dire la tua sul suo romanzo. Però è orribile. Come ti comporti?
  2. Barbara d’Urso ti invita a parlare del tuo libro nella sua trasmissione domenicale. Che fai?
  3. Qual è il libro più singolare, strano, che tu abbia mai letto?
  4. Un luogo che non visiteresti per nessun motivo al mondo?
  5. Il tuo fumetto preferito?
  6. Un film in bianco e nero che hai amato?
  7. Se il libro di un autore non ti piace, gli darai un’altra possibilità?
  8. Ce l’hai un piano di backup in caso di guasto del computer che usi per scrivere le tue opere?
  9. Un fatto storico per te fondamentale?
  10. Ti piace il teatro?
  11. Quando il foglio resta bianco, che fai?

 

Nel prossimo post risponderò alle domande di Maria Teresa Steri che gestisce il blog Anima di carta. Attenzione! Aggiornamento! Ci saranno pure quelle di Chiara Solerio!

12 pensieri riguardo “Liebster Award!

  1. Ciao, Marco, grazie di aver risposto alle mie domande, e ho letto naturalmente anche la risposta a quelle di Giulia. Le tue risposte sono state molto interessanti.🙂 Mi è piaciuta in modo particolare la definizione di “luminoso” che hai dato dell’infanzia. Quello che ho trovato particolarmente originale è la tua risposta rispetto all’arte: “Una sorta di incontro di boxe dove io le prendo di santa ragione.” Mi è piaciuta molto la menzione di Don Milani, a casa ho una raccolta di sue lettere che, prima o poi, leggerò.

  2. Sul caffè, l’amore per la solitudine e l’intolleranza per i maestrini siamo in perfetta sintonia. Rispetto a te ho il vantaggio di abitare già nel Trentino/Alto Adige, anche se purtroppo non ho il maso in mezzo ai boschi. Non proseguo la catena perché ho smesso da tempo, ma ti ringrazio per il pensiero rivolto anche al mio blog. PS In riferimento alla tua prima domanda, credo che la sincerità sia il bene più prezioso di un’amicizia, quindi tenterei di affrontare l’argomento, naturalmente con la giusta delicatezza (e senza la pretesa di rivestire i panni del critico letterario).

    1. Quindi, quando avrò fatto i soldi a palate, e vorrò comprare un maso in Trentino, potrò contare su di te come “Consigliera Suprema su dove acquistare il maso ideale”? 😉
      Hai ragione: la sincerità è la prima cosa. E anche la diplomazia!

  3. Grazie di aver risposto alle mie domande Marco! ho letto con vivo interesse, è bello scoprire delle cose dei blogger che seguo, ma mi associo alla domanda di Marina: sei parente del Conte Dracula? Confesso comunque che anch’io ogni tanto dai quotidiani sbircio i necrologi per fantasticare su nomi e cognomi e immaginare le loro storie..🙂

  4. ti ringrazio per aver pensato a me come un blog meritevole di essere citato. Ovviamente non rispetto i 200 follower, che hanno superato quota cinquecento. Il numero esatto non lo controllo mai, perché non sono le quantità che mi interessano ma la qualità.
    Adesso conosciamo qualcosa in più di te.
    Grazie ancora.

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