Pubblicato in: costruire un brand

Liebster Award – Parte seconda!

liebster award

 

In questo post risponderò alle domande di Maria Teresa Steri che gestisce il blog Anima di carta, e a quelle di Chiara Solerio che invece cura il blog Appunti a margine.
Ringrazio entrambe per la nomina.

Poi segnalo il blog Lettore creativo di Silvia Algerino perché i post non sono molti, non è un blog come quello del sottoscritto dove si scrive sempre e a casaccio. Lì i post sono pochi ma buoni.

Adesso, le domande di Maria Teresa Steri:

1) Il genio della lampada esaudisce un tuo desiderio. Qual è?

Vincere il Nobel della letteratura, ma lo rifiuto (motivazione: “Il premio in denaro è troppo misero per i miei standard di vita”).

2) Come ti vedi tra dieci anni?

Più vecchio, maledizione!

3) Come sei la mattina, appena alzato/a?

A caccia di un caffè.

4) Una parola che ti descrive?

Riflessivo. (In realtà è una posa per darmi un tono. In questo opera di diabolica mistificazione, mi aiutano anche gli occhiali).

5) Il libro che ti porteresti su un’isola deserta?

“Come sopravvivere su un’isola deserta”🙂

6) Credi nell’esistenza degli angeli?

Sì.

7) Il primo ricordo che hai di quando eri piccolo/a?

Mentre gioco con mio padre in casa.

8) Un film che ti ha fatto piangere?

Bambi. Ero piccolo (7, 8 anni, credo). Il cinema dove tutto avvenne, tra l’altor, non esiste più.

9) Se fossi un animale saresti…

Un pipistrello.

10) Un personaggio storico che ammiri?

Difficile rispondere. A me non piace viaggiare, ma direi Marco Polo.

11) In quale epoca avresti voluto vivere?

Questa va benissimo!


 Ora le risposte alle domande di Chiara Solerio.

1) Qual è la scena più difficile che hai mai scritto/interpretato?

Può sembrare una risposta banale, ma non credo che ne esista una “facile”. Devi rendere una situazione, un evento, tangibile, e non puoi usare nulla di materiale. Solo parole. Quindi, lo sono un po’ tutte.

2) Qual è la scena che pensi ti sia riuscita meglio?

Non ne ho proprio idea. Lascio che sia il lettore a dirmelo, se avrà voglia e tempo per farlo.

3) Quale dei tuoi personaggi ti piacerebbe avere come migliore amico?

Nessuno. Preferirei incontrare qualche autore, anche se di solito gli scrittori sono delle delusioni colossali. Stephen King, Cormac McCarthy…

4) Quale autore ha rappresentato la tua più importante fonte di ispirazione?

Raymond Carver. E anche Flannery O’Connor. Soprattutto il primo perché mi ha insegnato a osservare. In questa maniera ho compreso che le storie sono ovunque. Anche in un baule dimenticato in una soffitta.

5) Di quale libro hai pensato “Come vorrei averlo scritto io”?

Praticamente tutti quelli che ho letto. Tranne quelli che non mi sono piaciuti!

6) Qual è il personaggio più odioso fra quelli incontrati nel tuo percorso di lettore/lettrice?

Non ne ricordo alcuno di così odioso.

7) Tre libri da portare su un’isola deserta.

La Trilogia del Signore degli Anelli.

8) Tre libri da mettere al bando perché “culturalmente pericolosi”.

Non me ne viene in mente nessuno. E poi perché mettere al bando dei libri? Quelli mediocri diventano famosi grazie al bando (e non meritano tanto onore). Quelli buoni lo diventano comunque.

9) L’errore che fai più di frequente quando scrivi.

I segni di interpunzione.

10) Cosa faresti per avvicinare un bambino alla lettura?

Nulla, gli insegnerei a giocare. Una pratica che si sta perdendo.

11) Quale archetipo narrativo rispecchia maggiormente la tua personalità?

Colui che cerca!


Ringrazio anche i lettori che hanno avuto la pazienza di leggere le mie risposte.

10 pensieri riguardo “Liebster Award – Parte seconda!

  1. Però adesso mi scatta un’altra domanda… ma perché i pipistrelli ti piacciono?
    Per il resto grazie di aver risposto alle mie domande. Riguardo alle scene che ti riescono meglio, devo dirti che a me rimangono tutte molto impresse, sono così realistiche che ci dovresti raccontare come le scrivi.
    (Sto leggendo i tuoi racconti a piccole dosi… non potrei fare altrimenti, mi turbano troppo!)

    1. Non saprei… Mi hanno sempre affascinato. Cacciano di notte quando tutti o quasi dormono. Il loro “radar” è un prodigio della tecnica naturale. Se devo essere sincero li ammiro, anche se può sembrare eccessivo.
      Mi spiace che i miei racconti ti turbino ma… In fondo è quello che volevo😉

  2. Quante cose si scoprono con il Liebster. Sai che per me il film Bambi é davvero triste, io l’ho visto che ero già grande, ma quando muore la mamma ho pianto disperata, sono stata malissimo, secondo me non è un film per bambini. Tu riesci a vedere il bello anche nei pipistrelli, è vero che hanno un radar naturale eccezionale!

  3. Allora aspetto senz’altro di vedere la faccia dei membri della giuria quando, nel rifiutare il Nobel, risponderai con fierezza: “Il premio in denaro è troppo misero per i miei standard di vita”.

    Alla domanda 11. di Chiara ho risposto a casaccio perché ignoro che cosa siano “gli archetipi narrativi”… però per combinazione ho risposto anch’io con “la cercatrice”!🙂

  4. “Colui che cerca” è un bellissimo archetipo, che anch’io sceglierei. Bambi era una crudeltà, non un cartone! Possono dirmi finché vogliono che le fiabe svolgono una funzione nello sviluppo del bambino eccetera eccetera, ma io dico che la funzione della sfiga si può imparare anche quando si è un po’ cresciuti.😉

    1. Forse hai ragione!🙂
      Disney (proprio lui) ha sempre avuto un che di cupo nelle storie che creava, e questo lo si trova non solo in “Bambi”…

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