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Per una lettura non superficiale del mio racconto “Società civile”

copertina racconti Non hai mai capito niente

 

All’interno della mia raccolta di racconti “Non hai mai capito niente”, ce n’è uno dal titolo “Società civile”. Mi ha sorpreso che una scrittrice (Maria Teresa Steri che gestisce il blog Anima di Carta) abbia dichiarato di essersi commossa a leggerlo. E io, che come sanno tutti ha un pezzo di ghiaccio al posto del cuore, e che sono pure una bestiaccia, mi sono chiesto: Cosa diavolo c’è dentro? Cosa ci ho infilato?
E me lo sono riletto, perché ormai non me lo ricordavo nemmeno più.

Società civile

Mi pare di poter dire che si tratta di una storia scarna. Una madre, niente marito, due figli piccoli. Vivono in una casa popolare; quegli edifici dove le cassette delle lettere non ci sono più, il portone nemmeno. Alcune abitazioni, al posto delle porte, hanno delle assi di fortuna. La polizia ha fatto irruzione, e in seguito si è sistemato la faccenda come meglio si è potuto.
Il titolo è sarcastico, questo lo si capisce già dalle prime righe, anzi, non è nemmeno necessario scorrere l’incipit per capirlo.

Chiude gli occhi non appena il pianto di Davide le aggredisce le orecchie; stringe le mani attorno al bordo del lavabo. Quando li riapre, dopo qualche istante, nello specchio del bagno ritrova il proprio volto magro, appesantito dalla stanchezza. Lo sguardo brilla; nonostante le lacrime e gli anni conserva lo stupore luminoso di una volta.

E poi che succede? Calma. Credo di averlo già scritto in qualche altro post, ma “Società Civile” come struttura (e titolo), rimanda a quello che scrivevo una volta, per indignarti e indurti ad abbandonare l’ignavia e abbracciare l’impegno.
Adesso mi è passata, davvero.
Se dovessi indicare un racconto della mia discutibile carriera di narratore, che indica l’evoluzione tra quello che scrivevo una volta, e quello che scrivo adesso, probabilmente indicherei questo. Be’, non solo questo in realtà.
Ma non è “il tema”, bensì “come”. Il modo di affrontare la realtà, di osservarla, si è modificato. Prima guardavo la realtà ma le mie idee finivano con alterarla, mascherarla, distorcerla. Scrivevo per le idee, mica per la storia.
Adesso vedo la realtà (be’, ci provo almeno)  senza più distorcerla. Ma non perché abbia rinunciato alle idee. Ma proprio esse mi permettono di vedere con più nitore.
“Società civile” è un’esposizione di fatti, sino allo svelamento finale. Ma attenzione: non è che uno legge e fa:

Ooooooooh!!!

Si tratta piuttosto di una scoperta, o meglio: di una conferma. Il figlio più grande intuisce che c’è qualcosa, ma non ha idea di che cosa. E d’un tratto capisce di più della vita, della propria. In fondo, a volte, tutto quello che si può fare per proteggere chi ci sta accanto, è fingere. Mascherare. Cullare l’illusione che non sia così cattivo il giorno quotidiano che stiamo vivendo (mentre invece lo è). E perché? Perché questo dolce inganno? Perché finirà tutto molto presto. E il figlio più grande infatti, accoglie questa specie di insegnamento e lo mette subito in opera con il fratello più piccolo. Gli nasconde la realtà.
Come scriveva il poeta greco Simonide:

Suvvia, dormi, dormi bimbo, dorma il mare, l’immensa sventura dorma.

Tanto, si sveglierà eccome…

La domanda delle 100 pistole

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Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

8 pensieri riguardo “Per una lettura non superficiale del mio racconto “Società civile”

  1. Intanto, se tu avessi un pezzo di ghiaccio al posto del cuore non scriveresti le cose che scrivi. A meno che non ti diverti sadicamente a turbare le persone con le tue storie😉
    Volendo analizzare a mente fredda questo racconto, direi che mi hanno colpito due cose. La prima è che il lettore pur intuendo la verità fin dall’inizio, riesce comunque alla fine a provare un forte senso di sorpresa e amarezza guardando la realtà con gli occhi del ragazzino.
    La seconda è la reazione del bambino, che oltre ad accettare la cosa con una maturità inaspettata, si comporta anche in modo protettivo con il fratellino.
    Ma poi sarà giusto razionalizzare a mente fredda? Chissà.
    Ah, sì mi sono iscritta😀

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