Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso, pubblicazione fai da te

Perché Marco Freccero non spedisce più niente agli editori?

ebook cardiologia non hai mai capito niente

 

Ma io ti conosco, mascherina! Lo so cosa pensi e conosco pure la tua risposta:

Perché sono storie talmente scarse che nessun editore con un po’ di sale in zucca vorrebbe investirci.

Ovviamente non sono d’accordo, ma d’altra parte che cosa potrei rispondere? Che hai ragione tu? Suvvia!

Autopubblicazione? Sì grazie

Per anni, come tutti, ho spedito le mie storie a editori e agenzie letterarie (quest’ultime però lo facevano e lo fanno a pagamento). Poi, come ho già raccontato in precedenza, ho smesso di scrivere per 5 anni. Non ne potevo più, zero risultati, e questo accadeva perché non avevo talento. Punto e basta.
Poi ho ripreso, mi sono reso conto che forse un po’ di talento ce l’avevo e mi poteva bastare; nel frattempo era nata l’autopubblicazione.  E ho iniziato a usarla. È un ripiego? Non più, ormai ho capito che, salvo svolte clamorose che non ci saranno mai, solo con l’autopubblicazione posso proseguire con il mio percorso. Tentare di fare un discorso come dico io. Certo, è un discorso che ha ancora pochi lettori, mi dirai; ma non importa.
Perché qui, anche se non sembra, c’è un discorso e un percorso. E per farlo non posso appoggiarmi, temo, che a me stesso.
E che diavolo avrò da dire, di così grande e importante, che non posso appoggiarmi ad altri che a me stesso?
Buona domanda.

Senza autopubblicazione, niente Trilogia delle Erbacce

A me pare che l’autopubblicazione sia il territorio perfetto per avere in mano ogni aspetto della propria narrativa. Da quel che si vede, buona parte degli editori è interessata a chi ha un buon seguito, perché questo garantisce sicure entrate.
Io tutto questo non lo posso garantire. Certo, potresti dire che ho sbagliato cavallo: non dovevo puntare sui racconti bensì sui romanzi.
Ecco: ma questo non dimostra forse che c’è un problema? Non avevo mai pensato ai racconti finché non ho incontrato Raymond Carver e l’autopubblicazione. E sono pronto a scommettere che senza autopubblicazione non ci sarebbe stata alcuna Trilogia delle Erbacce.
Qualcuno potrebbe affermare che è un’affermazione che potrebbe essere smentita. Il fatto che io non sia nella scuderia di una casa editrice, non vuol dire altro che, probabilmente, i miei racconti non incontrano interesse. Stop. Fine. The End. Il resto sono speculazioni.
Forse.
Però credo pure che il mio modo di scrivere e di affrontare la realtà; le mie idee insomma, siano poco appetibili. Ho un’idea di narrativa, per esempio, che è diversa, mi pare, da quella che va per la maggiore.
Non mi piace quella che educa. Non mi piace l’autore che deve essere utile, e allora è tanto buonino e:

Dai, dai, dai, compriamo i suoi libri così ci dice che siamo personcine come si deve, e illuminate, e che portano la luce in un mondo di tenebre, e se non vuoi la luce allora devi morire col sorcio in bocca, però noi non abbiamo pregiudizi, no no, abbiamo la mente aperta, viaggiamo sempre, e leggiamo tantissimo.

Ecco. Solo l’autopubblicazione mi permette di scrivere quello che desidero, e proseguire il mio percorso. Finirei col litigare, col mandare al diavolo un sacco di gente, e un editore non vorrebbe tra i piedi uno come me.
Quindi mi autopubblico.

La domanda delle 100 pistole

Se ti dicessi che presto inizierò a parlare della terza raccolta di racconti della Trilogia delle Erbacce, come reagiresti?


Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

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15 pensieri riguardo “Perché Marco Freccero non spedisce più niente agli editori?

  1. Io ho smesso da tempo di mandare qualcosa di mio, che evidentemente non incontra i favori, Però ho continuato ad accumulare materiale nel mio cassetto virtuale. Qualcosa ho auto pubblicato, altro lo pubblicherò senza essere preda delle smanie. Cosa ne sarà? Non lo so e non importa.

    1. Io quel poco che scrivo e lo autopubblico: e buonanotte!
      Io so bene di essere fuori da canoni, e pazienza. Fuori dai canoni si vive ugualmente bene🙂

  2. Non mi risulta che tutti gli agenti letterari offrano il servizio a pagamento. Ho letto che alcuni presentano la tua opera senza chiedere compensi, ma poi prenderanno una percentuale sulle vendite.

    1. E l’editing? Quello se lo fanno pagare e anche la valutazione, ovvero il tempo che perdono a leggerselo, ma, in ogni caso, se non li hanno editato loro non ti cercano nessuno a meno che tu non sia già un supertalento, ma in quel caso non so se poi l’agente ti è utile, meglio un amico che già ha pubblicato per un grande editore, ti presenta all’editore e due mesi o due anni dopo hai pubblicato con loro.

      1. L’editing è un servizio, ovvio che lo paghi. Ma non serve editing per presentare un manoscritto a un editore, perché l’editore poi sottoporrà quel manoscritto a editing.
        Non credo che un semplice autore possa far passare un altro autore per la porta di servizio…

      2. Per la rappresentanza alcune agenzie vogliono tu faccia editing con loro perché ci mettono la faccia e non mandano manoscritti non approvati da quel punto di vista

      3. Può anche darsi che ci siano alcuni agenti che non fanno pagare alcuni servizi. Ma perché perdere tempo a cercarli? Già il mio è poco: preferisco impiegarlo per scrivere le mie storie.

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