Pubblicato in: costruire un brand

Leggere non è peccato

leggere non è peccato

 

Lo so che il blog dovrebbe essere chiuso fino a settembre. Sì, so anche che è la seconda volta che rompo il silenzio. Ma non potevo certo voltarmi dall’altra parte, sottrarmi insomma.
Cioè: potevo. Ma poi mi sono reso conto che la mia antipatia ligure per i giochi, e tutto quello che in qualche modo è “sociale”, non sarà mai intaccata o messa in discussione, se partecipo per esempio a questa iniziativa.

L’idea nasce da Silvia Algerino (Lettore creativo) e da Nadia Banaudi (Svolazzi e scritture). Si tratta di rispondere a 3 domande.

Quali sono i 3 motivi che ti spingono a leggere?

Leggo perché mi piace (non lo faccio perché mi rende migliore: se guardo a quello che ero quando ho iniziato a leggere, non vedo grosse differenze, a parte, forse, una migliore padronanza della lingua).

Leggo perché questo aiuta ad avere una conoscenza meno superficiale della lingua. Non tutto è “carino” o “bello”; pensa che il dizionario contiene almeno 500.000 lemmi! Non devi conoscerli tutti, ma qualcuno, oltre ai soliti, non guasta!

Leggo perché, nonostante abbia solo un diploma di terza media, ho un vocabolario più esteso di parecchi laureati, e di gente che comanda. E ho notato, quando ero un “semplice” operaio, che a volte questo spiazzava le persone…

Quali sono i 3 libri che consiglieresti a chi non legge?

“L’amico ritrovato” di Fred Ulhman.
“Una storia semplice” di Leonardo Sciascia.
“Cattedrale” di Raymond Carver.

Quali sono le 3 azioni che identifichi con il peccato?

Ignorare i poveri.

Disprezzare il silenzio.

La semplificazione della realtà.
C’è tempo fino al 3 settembre per partecipare. E si vince anche una maglietta! Che fai: nicchi?

19 pensieri riguardo “Leggere non è peccato

  1. La partecipazione di un blog chiuso mi sa che vale doppio!😉
    Entusiasta del tuo terzo motivo per cui leggi. Il mio cervello bacato s’era fissato che tu fossi un medico (Cardiologia…eh!), ma non un cardiologo perchè non ce li vedo scrivere quelli, qualche altra specializzazione, ma non sapevo dire quale. Poi ho letto che scrivevi tutorial sui Mac ed ho pensato ad un collega sviluppatore. Però hai ragione: c’è gente laureata che davvero non sa scrivere… Potessi farvi leggere alcune mail lavorative!!😀

  2. Hai ragione Marco ignorare i poveri è un peccato grave, però anche la semplificazione della realtà non è da meno, è quello che fanno i nostri politici che il più delle volte ignorano i poveri. Doppiamente bravo visto che hai partecipato a blog chiuso…

  3. Ciao, Marco! Hai fatto benissimo a rompere il silenzio e partecipare al gioco. Complimenti alle autrici dell’iniziativa.

    Ho notato che a volte le persone erudite sono culturalmente più povere, e non parlo della cultura come si intende in generale ma più che altro di “educazione del cuore”. Ad esempio, ho conosciuto un familiare di Carlo Rubbia che era un autentico buzzurro…

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