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Due mesi del mio canale YouTube: cosa ho imparato?

marco freccero canale youtube

 

Ebbene sì, il tempo vola!
Dopo la pausa agostana rieccoci qui a discutere del mio canale YouTube. Perché l’ho creato mi pare evidente: il desiderio di ampliare la cerchia delle persone che conoscono Marco Freccero (per i distratti: l’autore di queste frasi).
Chiacchierare di certi autori; sragionare di scrittura. Ah, dimenticavo: rafforzare il mio marchio. Bene: e adesso?

Difetti o peculiarità?

Ovviamente mi sono dato un tempo massimo: se non raggiungerò certi obiettivi, lascerò perdere. Diciamo quindi che lo spartiacque è situato là davanti, tra il mese di dicembre e quello di gennaio 2017. Ma che cosa ho imparato in tutte queste settimane?
Certe cose le sapevo già. Quello che a occhi esterni sono “difetti” (io parlerei di peculiarità) del marchio Marco Freccero, ovviamente li troviamo anche nel mio canale YouTube. Prima di iniziare, e anche dopo, ho dato un’occhiata ad alcuni Youtubers di successo, solo per vedere confermata una semplice verità.
Io sto proprio da un’altra parte: è un male? Non lo so.
Non sono disposto a cambiare il mio modo di scrivere (e come potrei?), né a cambiare la mia visione. So bene che non mi permetterà mai di raggiungere il grande pubblico, ma credo che alla lunga qualcuno in più si accorgerà sia della Trilogia delle Erbacce, che di tutto il resto che verrà.
Il mio canale YouTube “spiega”, ma con l’ausilio del mio faccione e della mia voce, quello che ho appena indicato. Parla infatti di quello che penso io, e di un certo tipo di scrittura, e letteratura, che naturalmente non punta ai grandi numeri. Non che mi piacciano i piccoli; preferirei quelli medi!
Per esempio, va molto forte parlare dei fumetti (o manga): ma non mi interessa.
Delle serie televisive: non mi interessa.
Vanno di moda i tag: anche qui spiacente, ma non mi interessa.
Si parla di libri che sono in classifica, o ci andranno nei prossimi giorni: io parlo di piccoli libri che non ci sono andati, o non ci andranno mai. Oppure, che ci sono stati, ma tempo fa.
Non è che io voglia essere snob: davvero non ho alcun interesse per questo genere di argomenti. Quindi non ho imparato nulla?

(Ancora) il format Marco Freccero

Parlare di certi libri, o di quello che a mio parere contengono, credo che lo continuerò a fare. Parlerò ancora di certi aspetti della scrittura che sono importanti, a mio parere.
Non penso che userò il canale per pubblicizzare il terzo capitolo della Trilogia delle Erbacce.

Ma allora sei senza speranza!

Può darsi, ma c’è già il blog, e Facebook: perché esagerare? Ma la domanda del titolo del post era: cosa ho imparato, giusto?
Più che altro ho ricevuto delle conferme: sapevo che sarebbe stato difficile. Che il mio format (lo chiamo così perché pare più bello), ha bisogno di più tempo per ritagliarsi qualche spazio che sia meglio della solita nicchia. Non volevo e non voglio traghettare chi mi segue sul blog o su Facebook, anche lì. Lo scopo era e rimane allargare la platea di persone.
Credo che il successo o il fallimento di questo esperimento si giocherà solo su questo.

La domanda delle 100 pistole

Qualche consiglio su come migliorare il mio canale YouTube?


 Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

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21 pensieri riguardo “Due mesi del mio canale YouTube: cosa ho imparato?

  1. Per rispondere alla tua domanda: qualche danzatrice del ventre sullo sfondo potrebbe non essere una cattiva idea. Per me, eh. Magari è una pessima idea per un mare di altra gente. Ma per quanto mi riguarda, ti darebbe quel tocco di… come dire, di… esotico, ecco.🙂

  2. Ciao, Marco.
    Sono convinto che tu abbia le idee molto chiare e che ti stia muovendo con grande equilibrio e consapevolezza. Ho visto alcuni tuoi video e li ho trovati interessanti e ben fatti. A mio parere sarebbe stato un peccato non tentare questa nuova strada.
    In gamba per il tuo percorso!

    1. Grazie.
      Continuerò di certo per qualche mese ancora. Poi vedrò se cambiare qualcosa, ma so già che c’è poco da cambiare. Sono così, non posso mettermmi un paio di corna in testa per colpire il pubblico…

  3. Ho visto alcuni tuoi video, non tutti, purtroppo. Mi sembra un format interessante, ma, come hai già capito, di nicchia. Non è un male né un bene, ma una cosa di cui essere consapevoli, per non incorrere in troppa frustrazione. Io ho un canale da vari anni e i numeri sono ridicoli però so che sono contenuti che non possono ottenerne di grandi. Il consiglio che danno a me, di solito, è provare con una scollatura più accentuata, però non è il mio modo di fare successo e… temo che per te non sia un buon consiglio, ahaha! Scherzo. Continua così!

  4. Su Youtube mi trovi impreparata, nel senso che anche lì non lo capisco molto.
    Io lo uso solo come sottofondo musicale, e a volte arrivando da YouZeek che è tutt’altro servizio.
    Il fatto è che non puoi ascoltare video in ufficio, in sala d’aspetto, o a casa mentre c’è qualcuno che guarda la tv (e tu invece vuoi leggere). Quindi sono un lettore di blog, ma poco consumatore di video😦

  5. Ironico: domani pubblico un video dove dico che non sto più guardando anime né leggendo manga😀
    Oggi Youtube è un ambiente molto competitivo diviso sostanzialmente in due: chi lo fa a livello professionale, quasi televisivo, spesso ci campa e di sicuro ci spende i gransoldi; e poi un maremagnum che chiamerò Uomini e Donne, cioè gente che parla in modo informale del più e del meno: acquisti, gossip, opinioni su quella o quell’altra cosa accaduta online o offline, e via così. Se vuoi parlare di robe vagamente culturali, le alternative sono 3: tenti la scalata dello Youtube professionale, quindi con competenze e attrezzature professionali; oppure sei un mostro sacro, uno di quelli che esistevano prima che la community di Youtube Italia vedesse la luce, e quindi puoi permetterti di fare video di 40 minuti in bassa risoluzione e ti seguono comunque migliaia di persone; oppure rimani sul fondale.
    Io ho accettato che non ha senso mirare a un certo numero di iscritti, perché i miei non sono contenuti acchiappa-utenti. Ha più senso fare quello che faccio in modo disimpegnato, divertirmi, e costruirmi attorno una piccola comunità di gente interessata… alla mia personalità in un certo senso, o al mio modo di selezionare e proporre argomenti. I micro-videosaggi sono faticosi da fare e rendono poco in proporzione, quindi a meno che non muoia dalla voglia di farne ho deciso di lasciar perdere. Preferisco selezionare quello che piace di più al pubblico all’interno del ventaglio di argomenti e format che mi piacciono, non mi affaticano, e quindi adotterei comunque.
    Quanto lungo, questo commento :V

    1. Per qualche mese continuerò così, probabilmente; poi vedremo. Se qualcuno mi vuole regalare delle attrezzature video, non dico di no😉
      Ho guardato un po’ di video che vanno per la maggiore su YouTube, e in effetti io sembro destinato nemmeno al fondale: alle catacombe. Be’, vedremo!

  6. Certo se al posto del tuo faccione ci metti una bellezza mozzafiato che mostra generosamente quello che può vendere a buon prezzo, i tuoi video avrebbero un successo strepitoso ma non è questo il suggerimento giusto. Quindi cambio registro.
    Difficile suggerire qualcosa, perché dipende da troppi fattori. tempo, inventiva e soldi.

  7. La vita su youtube è un po’ dura, però a me piace la tua intraprendenza e ti seguo volentieri. Ma io non faccio testo, perché già ti conosco come blogger e ottimo scrittore e guardo alla sostanza, cioè ai contenuti dei tuoi interventi che sono sempre interessanti. Tuttavia, se vuoi aumentare il tuo appeal sul tubo, forse dovresti provare a curare la nota scenica: così com’è è l’ambientazione risulta troppo “casalinga”, mentre tu sei un professionista che offre spunti di riflessione, dà consigli. Ci vuole una luce diversa, una diversa angolazione. Come suol dirsi: anche l’occhio vuole la sua parte e poiché oltre a dire mostri, occorre curare anche l’aspetto estetico.🙂

  8. Io il tuo canale lo seguo e lo trovo molto interessante. Non sei un tipo facile, senza offesa, ma questo attiene alle caratteristiche organolettiche dell’acqua nostrana e che influenzano i fluidi corporei di noi genovesi. Siamo gente un po’ così… eccetera eccetera eccetera😀

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