Pubblicato in: editore di se stesso, letteratura straniera

Perché ci sarà una poesia ad aprire la prossima raccolta di racconti

poeta edwin muir foto

 

Come dici? Che già che c’ero potevo scrivere un titolo più lungo? Be’, lo farò la prossima volta. Adesso veniamo alle cose serie (o che almeno IO considero serie).
La prossima raccolta di racconti con la quale mi congederò dalla Trilogia delle Erbacce (chissà cosa ci sarà dopo… Ah, sì: il progetto IOTA), si aprirà con una poesia di un poeta delle isole Orcadi.
Edwin Muir. Esatto: il signore della foto.

I can hear your voice repeat

Perché? Innanzitutto eccola:

Yet “the world is a pleasant place”

I can hear your voice repeat,

While the sun shone in your face

Last summer in Princes Street.

Da “The Voyage – (For Ann Scott-Moncrieff 1914-1943)” – Edwin Muir
Be’, a me piace, eppure sia chiaro: io sono una bestia. Non ci capisco un tubo di poesia, non le ho mai amate, e si capisce lontano un miglio. La lascerò così, senza tradurla.
Di costui ho già accennato in un post precedente: “Le mie letture impossibili”.
In italiano mi pare che negli anni Settanta sia stata pubblicata una raccolta di sue poesie, da Einaudi, e poi nient’altro. La sua autobiografia, disponibile in inglese, dovrebbe essere uno dei miei obiettivi futuri. Ma per quale ragione ho scelto questa poesia?

Edwin only helped

Non è semplice rispondere. Ho scoperto lui grazie alla biografia di George Mackay Brown, pure lui poeta e scrittore delle isole Orcadi, che fu incoraggiato proprio da Muir agli inizi; e pure aiutato.
Il punto è che la vita di Edwin Muir, e quella di sua moglie Willa, le sento vicine.
Edwin Muir (1887-1959), in Inghilterra è conosciuto anche come traduttore in inglese dell’opera di Kafka. In realtà fu la moglie a tradurre i libri, lui faceva solo una supervisione, le dava una mano. Ma allora, perché?
Semplice: una donna non poteva presentarsi presso un editore come traduttrice, perché le avrebbero riso in faccia.
L’unico modo di lavorare, di incassare dei soldi, era fare in modo che credessero che fosse tutto lavoro di lui.

I am a better translator than he is. (…) I did non insist on shouting aloud: Most of this translation, especially Kafka, has been done by ME. Edwin only helped.

È lei che parla. Ma attenzione: non fu un matrimonio con lei sottomessa a lui, al contrario. Ma occorreva vivere, sopravvivere; lui le riconobbe sempre qualità e intelligenza. Se si salvò da un destino precario e da uno squallido lavoro (Edwin per campare, spalava ossa di animali dalle quali si ricavava, con le fornaci, carbone) fu grazie a lei.
La loro non fu una vita facile; brevi i periodi sereni, e tra questi il soggiorno negli Stati Uniti d’America, con Edwin al lavoro presso l’università di Harvard.
Gli anni passano, rientrano in Inghilterra. Con le poesie non si campa, e le spese sono sempre molte. Edwin infine si ammala, e loro si trovano senza denaro, né possibilità di lavoro. Willa firma e stacca assegni, ma il conto in banca è esaurito. La casa editrice si attiva e cerca di creare un fondo per le spese immediate. Si spera, coinvolgendo T.S. Eliot, di riuscire ad assegnare a Edwin una pensione: sforzo inutile…
Con la morte del marito, lei si sente devastata, anche lei morta. In più l’artrite, la povertà, la assediano. Deve trasferirsi presso parenti per vivere. Morirà a 80 anni nel 1970, senza più rivedere l’amico George Mackay Brown, nonostante lei lo pregasse di raggiungerla, anche solo per un saluto…

Sì, ma…

Ma perché? Per quale ragione quel brano di una poesia di Edwin Muir?
Ah, credevo fosse chiaro. Queste persone sane, oneste, che vivono ai margini, piene di coraggio e talento: ecco, io le ricordo con quelle poche frasi. E le onoro.

La domanda delle 100 pistole

Ti piace la poesia?


 Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

Iscriviti al mio canale YouTube.

13 pensieri riguardo “Perché ci sarà una poesia ad aprire la prossima raccolta di racconti

  1. Da ragazzina scrivevo poesie, ed erano anche (a detta di tutti), molto carine. Non sono però una lettrice di poesia. Ne ascolto però tantissime… in musica. Che altro appellativo dare ai cantautori? Sono un’evoluzione post-moderna di Carducci e Leopardi.🙂

  2. Ogni tanto mi capita di leggere romanzi e anche racconti che hanno una poesia come citazione. Forse la userò in futuro, ma secondo me non stanno bene in ogni tipo di storia. Ne ho incontrate nei romanzi horror, drammatici, ma non nella fantascienza.

    1. Giusto rilievo.
      L’ho scelta senza sceglierla😉
      Nel senso che, mentre leggevo la biografia l’ho trovata, e lìho sottolineata. Dopo qualche settimana ho pensato se era opportuno usarla come epigrafe per la 3 raccolta di racconti. Mi è sembrata perfetta, e allora ho deciso di proseguire.

    1. Qualcosa in Rete si trova. Forse su qualche bancarella di libri usati, spulciando con pazienza, si troverà qualcosa. Ma credo che sia molto dura trovare quella raccolta di poesie…

  3. Intanto, se non l’hai già trovato e letto, “La struttura del romanzo” di Edwin Muir in quella edizione si trova su comprovendolibri.it usato🙂
    Poi nella loro storia ci vedo, ahimè, un po’ della tristezza delle erbacce. Forse per questo li onori con la citazione, per restituirgli un po’ del maltolto.
    Si, mi piace la poesia. Ma la contemporanea, a portata e comprensione di tutti (anche se ognuno vi da la propria interpretazione)

    1. Esatto, restituisco il maltolto. In fondo questo dovrebbe essere lo scopo della narrativa😉
      Io della poesia contemporanea, e italiana, non so proprio nulla. Questo spega un sacco di cose!🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...