Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso, pubblicazione fai da te

Perché sforno racconti a ritmo serrato (o quasi)?

ebook cardiologia non hai mai capito niente

 

Mi ci ha fatto pensare Celeste Sidoti che in un commento a un mio post dal titolo “E come un temporale estivo, ecco settembre”. Mi ha fatto notare come il mio programma di pubblicazione (meglio: di autopubblicazione) proceda come un orologio svizzero (o quasi).
Stephen King pubblica a un ritmo più serrato del sottoscritto, ma lui è lui, io un piccolo ligure che scribacchia. Di certo nel 2014 ho autopubblicato la prima raccolta della “Trilogia delle Erbacce”.
Nel 2015 la seconda. E adesso che siamo nel 2016 uscirà la raccolta conclusiva. Quando? Non te lo dico (ancora).

Due ragioni

Pubblico a ritmo serrato per due ragioni:

Non sono un artista.
A te parrà una rivelazione da due soldi, perché hai l’occhio clinico e te ne eri già accorto. Ma che tu ci creda o no, io ero certo, convinto e sicuro (oltre a essere persuaso; e dimmi un po’ in quale blog trovi così tanti sinonimi uno dietro all’altro!), di essere un artista. Un grande artista. Uno di quelli davvero bravi, illuminati nonché illuminanti.
E invece no.
Tuttavia, mangio, bevo, dormo, prendo il tè, il caffè, e faccio cyclette con regolarità. Sì, esatto, l’ho superata bene e procedo senza troppi intoppi.
La seconda ragione? Ho 50 anni, e so che non ne vivrò altri 50. Non ho il tempo (né la voglia) di “aspettare”, e poi non sono un artista, giusto?
Giusto.
Devo pensare anche al Parkinson, all’Alzheimer, e a tutte le simpatiche patologie che da un certo punto in avanti ti si avvicinano con fare furtivo e:

Salve! La posso accompagnare? Non mi dica di no. Tanto insisto. No, davvero. Insisto proprio tanto. Parkinson. Giosuè Parkinson. Vorrei poter dire che faremo grandi cose assieme, che ci divertiremo; ma mi divertirò solo io. Le grandi cose le farò solo io.

Ecco, appunto. Se hai 20, 30 anni, e sei fortunato, e pure morigerato, ci sono ottime possibilità che vivrai altri 20 o 30 anni. Io ormai…
Quindi: 2016 fine della “Trilogia delle Erbacce”.
2017 autopubblicazione delle 3 raccolte della “Trilogia delle Erbacce” in un unico file.
2018: eh! Ne riparleremo!
Come dici? C’è gente che sforna a ritmo ancora più serrato? Probabile.

La domanda delle 100 pistole

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo anno?


 Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

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25 pensieri riguardo “Perché sforno racconti a ritmo serrato (o quasi)?

  1. Insomma, anche tu sei diventato più saggio🙂
    Anche io faccio lo stesso discorso, devo darmi una mossa perché l’età avanza e non so quanto mi resta. Pensieri apocalittici che arrivano quando superi una certa soglia.
    I miei progetti, per ora, sono 3:
    ho 2 racconti lunghi che invece diventeranno romanzi brevi e un romanzo lungo a cui lavorerò seriamente finiti i primi due.

  2. Io vorrei pubblicare per 2016 altri due romanzi e altri due nel 2017. In teoria, ma in pratica so che arriverò intorno a marzo con un solo testo. Speriamo di no. Devo togliere dal cassetto tutto, il tempo corre e bisogna pubblicare di continuo per avere speranza.

  3. Siccome anch’io sono una vecchietta di 50 anni conto di pubblicare un altro romanzo nel 2017, romanzo che bada bene sto scrivendo a rilento (sperando che quello ceduto alla casa editrice esca nei prossimi mesi), chi vivrà vedrà…

    1. Be’, spero che il tuo romanzo alla casa editrice sarà l’occasione per guardare con maggiore serenità ai tuoi prossimi lavori. Anche perché chi si autopubblica si adatta a questo mestiere, ma SA che dovrebbe solo scrivere, e non occuparsi di sinossi, copertina, eccetera.

  4. beh! credo che uno autopubblichi – non c’è un editore che ti minaccia o ti blocchi – quando vuoi e col ritmo che ritieni più consono al tuo tempo. Come hai detto giustamente, ci sono scrittori che producono carta ogni tre mesi, altri ogni dieci anni. Ad esempio quest’anno ho autopubblicato due romanzi. Perché? Erano lì da anni, pronti. Avevano solo la necessità di essere riletti, corretti e sistemati alcuni punti. Potrei pubblicarne un terzo, che è revisionato da editor, ma forse non lo farò o forse sì. Dipende.
    Per il 2017? penso di riprendere un paio di romanzi, scritti diversi anni fa, di revisionarli e poi pubblicarli.

      1. Scusa ma quello che pubblico è datato di almeno tre anni o quattro anni. Quello pronto ha dieci anni. Nel cassetto ho almeno una dozzina di romanzi scritti negli ultimi dodici anni, lì a prendere la polvere.
        Sarei uno schiacciasassi se riuscissi a scrivere due romanzi l’anno e pubblicarli. Diverso è riprendere vecchie opere: leggerle, correggerle, sistemarle. Lavoro che si può concludere in un paio di mesi.

      2. Accidenti! Hai lasciato tutta quella roba chiusa in un cassetto per così tanto tempo?
        Curiosità: non hai difficoltà a riprendere in mano storie così lontane nel tempo? Il “distacco” tra quello che sei adesso e quello che eri 10 anni fa non è troppo forte? Come ti regoli?

      3. Nessuna difficoltà, anzi. Trovo l’idea buona ma sviluppata male e stilisticamente incorretta. Elimino refusi, frasi troppo contorte, snellisco il tessuto narrativo, eliminando il superfluo e aggiungendo parti nuove. Senza stravolgere la storia.
        Sì, nel cassetto c’è molto materiale, che sto lentamente riprendendo. Ad esempio vorrei riunire i vari racconti, al limite in più volumi, più o meno quello che hai fatto con la trilogia. Serve tempo e trovare il momento giusto.

  5. Ti auguro tutta la fortuna che meriti, sei forte, ti seguo con molto interesse. I video sono chicche imperdibili.

  6. Oh, caspita!! Cosa mi tocca leggere! E credevo di essere solo io quella che ha i pensieri funesti!
    (recentemente ho pensato: se mi succede qualcosa, chi lo finisce? e se lo lasciassi in un testamento? potrei indicare i nomi di qualcuno che potrebbe prendersi l’impegno?)
    Ma poi ansia e stress sono pessimi compagni se si vogliono appunto evitare certe malattie. Quindi niente progetti pressanti e…si va in palestra anche stasera! Mens sana in corpore sano.

  7. Spero di uscire con un romanzo tra i due che ho finito. Spero anche che l’illustratrice che sta facendo i fumetti (testi miei) per una Graphic novel che abbiamo in ballo da secoli, li finisca. Ho quasi 48 anni e non voglio aspettare nemmeno io, ma affidandomi all’editoria tradizionale e a una disegnatrice quello che potevo fare l’ho fatto e credo pure bene, il resto non dipende da me.

    1. Credo che sia questa la mentalità giusta: produrre qualcosa di onesto, buono. E visto che ci sono i mezzi per farlo, perché no?
      In bocca al lupo per i tuoi progetti!

  8. Una raccolta di racconti l’anno non mi sembra eccessivo, ma segno che ci sono idee e passione. Anche a me piacerebbe, dopo aver pubblicato il mio primo romanzo il prossimo anno (sto rispondendo alla domanda delle 100 pistole), pubblicare i seguenti ogni dodici mesi. Chissà se riuscirò…

    1. Innanzitutto in bocca al lupo per i tuoi progetti.
      Il romanzo è una brutta bestia. Non intendo dire che i racconti non lo siano: si tratta di un’altra bestia. La scrittura è sempre impegno e fatica e se non la si affronta nella maniera giusta allora non è una faccenda seria.

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