Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso, pubblicazione fai da te

Vita da auto-editore: e come spieghi chi sei?

marco freccero canale youtube
Tipico esemplare di auto-editore

Innanzitutto. Credo sia doveroso, come in parecchi hanno cominciato a fare, usare i termini giusti. Qui (dove per “qui” intendo non solo il blog che leggi, ma il sottoscritto), non c’è un autore che si auto-pubblica. Bensì un auto-editore. E non è solo una questione di lana caprina, anzi…
Perché se scrivi, e vuoi auto-pubblicarti, non puoi in seguito stare lì con le mani in mano ad aspettare… Il tram?

Il lavoro sporco c’è, ma non si vede

Se aspetti non succederà nulla. Sul serio. Ecco che allora diventa necessario darsi da fare. Tutta una serie di oneri che una volta era faccenda dell’ufficio marketing della casa editrice, toccano all’autore che si autopubblica. Perché il libro è un prodotto, e così viene trattato dalla casa editrice.
L’autore “tradizionale” finge di non saperlo, e di trovarsi in libreria, in radio, in televisione, P.G.R. (Per Grazia Ricevuta).
Macché: ci finisce perché qualcuno fa il lavoro sporco. Telefona, invia, costruisce una strategia, pianifica il lancio, la campagna pubblicitaria. Dietro le quinte.
Così il bravo autore può gironzolare per la penisola dicendo:

Il libro non è un prodotto!

Ecco: il lavoro sporco. Che c’è eccome, ma non si vede e l’autore tradizionale finge di non conoscerlo. Pensa sul serio che la qualità e solo la qualità siano sufficienti. Suvvia! Le classifiche sono piene di robetta, di robaccia, e vendono pure bene. Grazie al lavoro sporco: che a volte aiuta quello che ha davvero talento e qualità, e a volte (anzi: più spesso), aiuta chi non ha alcuna qualità. Il resto sono chiacchiere. Bei discorsi.
La tecnologia adesso è democratica e purtroppo permette persino a me di pubblicare. Ma non basta: dopo devo darmi da fare. Tocca a me. Quindi bisogna parlare di auto-editore. Resta solo da rispondere alla domanda del titolo di questo post:

Come lo spieghi?

Azione! Azione! Azione!

Io non lo spiego: faccio. Agisco. Non ho più voglia né tempo di star a spiegare per filo e per segno a persone “dalla mente aperta” (perché leggono: Beata ingenuità!) che il valore di una storia è nella storia. Non ci credono? Non vogliono nemmeno stare ad ascoltare?
CIAO!
Se qualcuno crede che solo un marchio editoriale (prestigioso: ça va sans dire) possa dare una patente di serietà e autorevolezza, io li ignorerò.
Sono un auto-editore. Non posso perdere tempo con costoro. Ho i miei prodotti (sì, prodotti), da piazzare. Scrivere la sinossi, pensare a quale prezzo mettere il vendita la mia prossima raccolta di racconti. Fare l’elenco delle persone da contattare per l’invio in anteprima del file. Eccetera eccetera.
Non basta più scrivere. Da un pezzo ho capito che il mio modo di scrivere e pensare non è molto in sintonia con una certa editoria. E allora?
CIAO!
Agisco: sono un auto-editore.

La domanda delle 100 pistole

Il passaggio da autore autopubblicato ad auto-editore, quando è avvenuto per te?


 Entro la fine del 2016 arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

Iscriviti al mio canale YouTube.

19 pensieri riguardo “Vita da auto-editore: e come spieghi chi sei?

  1. Quando scegli la strada del fai da te, capisci subito che tutto è nelle tue mani, ti senti immediatamente responsabile del destino del libro. Credo sia una lezione importante, come hai detto tu è un “passaggio”. Ti rendi conto che se non fai niente non ottieni niente.
    Purtroppo scrivere non basta più, è solo una parte del lavoro. Dico purtroppo perché una parte di me non avrebbe nessuna voglia di occuparsi del lavoro sporco, vorrebbe starsene rintanata a creare storie. Di questi tempi non puoi farlo in ogni caso (anche se hai un editore come supporto), quindi prima lo si capisce meglio è.

    1. Gli editori si accorgono di te solo se hai fatto il grosso del lavoro che una volta spettava a loro! Se hai seguito, te li ritrovi anche sullo zerbino di casa.
      Io anche stamattina sono uscito e lo zerbino era vuoto. Accidenti!🙂

  2. Devo ancora passare da scribacchino ad autore, dammi tempo!
    Come lo spieghi? “Guarda la differenza tra un autore tradizione e un auto-editore è la stessa tra un dipendente ed un libero professionista. Te capì testina???”😉

  3. Quando ho pubblicato il mio primo eBook ero tutta contenta (avevo commissionato ePub e copertina) poi mi sono detta: e adesso?
    Così dopo un paio di mesi ho cominciato a scrivere ai Lit blogger e a fare pubblicità su Facebook, solo così ho visto qualche risultato. Però sono diventata auto-editore con il mio secondo eBook, lì ho fatto tutto da sola, prima di tutto l’ho fatto leggere a un beta reader, poi ho fatto diverse revisioni e soprattutto ho fatto da sola versione ePub e copertina. Una fatica enorme ma grande soddisfazione, poi anche il resto sì promozione nei vari modi …

    1. Infatti: a un certo punto si deve scegliere se fare sul serio, oppure arrendersi perché è troppo difficile e arduo. E se non ti arrendi devi per forza diventare auto-editore. È inutile aspettare la fortuna.

  4. Io il passaggio non l’ho ancora fatto. E aggiungo: volutamente. Mi ritengo ancora nella fase creativa: ho buttato giù qualche storia, ne sto scrivendo due e ne ho in mente altre tre.
    Siccome il lavoro sporco, oltre che sporco, è una gran faticaccia ho fatto la scelta di cercare di farlo una volta sola: cioè dopo che ho dato alla luce i miei sette/otto racconti.

    Come dire: invece che allestire la bancarella con un prodotto e mettermi a girare per i mercati rionali per cercare di venderlo, preferisco avere una bancarella con sette/otto prodotti.

    Scelta, la mia, forse discutibile ma purtroppo devo fare i conti con il tempo e le risorse: in questa fase di vita non ho tempo per studiare marketing e strategie. Ho tempo “solo” per scrivere (revisionare, correggere, andare a caccia di beta-reader, mettere insieme ebook e arrivare sugli store).
    E mi va di c*lo che faccio un mestiere molto vicino al web e al marketing on line…😀

    1. Credo che alla fine sia la migliore condotta: avere un po’ di prodotti e poi uscire allo scoperto.
      E poi c’è il problema del tempo, esatto. In passato ho letto un po’ di tutto su come lanciare, rendere di successo un libro. Ma, accidenti: richiede tempo, e uno non può mica farsi in due! La giornata è fatta di 24 ore…

  5. Prima ancora di diventarlo, in un certo senso. Sono stato auto-editore software per tanto tempo, anche se non si chiamavano così. Considera che ho scritto il primo racconto dopo tantissimi anni appositamente per usare Amazon KDP.

    1. Io pubblicai su KDP prima ancora che arrivasse in Italia. Erano i racconti “Insieme nel buio”. Adesso uso StreetLib perché è italiana e funziona bene. Però per il cartaceo per adesso intendo usare CreateSpace.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...