Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Auto-editoria: la scelta del prezzo

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Ah! Se esiste un argomento che ritorna periodicamente sui blog e non solo, è quello che riguarda il prezzo delle opere. Quanto si deve chiedere quando si pubblica un romanzo? O una raccolta di racconti? E vai con gli elenchi, i pro e i contro.
Visto che il capitolo finale della mia Trilogia delle Erbacce è imminente (sarà disponibile lunedì 5 dicembre) pure io ho pensato a quale prezzo scegliere.

Zero euro? No

Allora. Per anni si è detto (e si continua ad affermare), che è meglio regalare: quindi zero euro. Non sono affatto d’accordo.
Nemmeno credo che sia un buon mezzo per farsi conoscere. Sia chiaro: io stesso ne ho approfittato, ma non di rado ho letto poi l’opera (lo confesso), parecchi mesi dopo. Il punto è che se non paghi, il prodotto che pure hai «acquistato» finisce in coda all’elenco delle cose da leggere. Mi spiace ma è così. A tutti piace credere che sia possibile avere roba di qualità a un prezzo basso, bassissimo, meglio ancora se non ha affatto prezzo.
Temo che sia un grave errore.
So bene che il 98% delle opere di autori che si auto-pubblicano sono orrore. Ma se viceversa la tua non è puro orrore (già sento le vocine: “E chi lo stabilisce che non sono orrore, dal momento che manca il FILTRO dell’editore? Davvero c’è qualcuno che crede alla favola del filtro? In libreria ci andate? Sì? E come le trovate? Piene o vuote? Ecco: quello è il risultato del vostro infallibile FILTRO”), non temere di dare un valore a quello che hai scritto. Ci avrai impiegato tempo, mesi, forse anni. Ogni minuto libero lo hai dedicato alla scrittura: allora fatti pagare, anche se poco.
(Consiglio: prima però fai leggere la tua opera a qualche sconosciuto, che ti sappia dire se ne vale la pena).

0.99 euro? Mmmm

Lo so. Sino a qualche settimana fa trovavi «Non hai mai capito niente» a 99 centesimi di euro. Ma non l’ho deciso io. StreetLib, la piattaforma grazie alla quale pubblico le mie opere, mi aveva proposto (non solo a me), di rilanciare le mie opere. Come?
Be’, non so cosa mi aspettassi (nella mail si accennava a una riscrittura della sinossi, che poi non c’è stata), ma alla fine c’è stato solo un taglio del prezzo della mia prima raccolta di racconti. Questo ha visto le vendite aumentare un po’ (ci sono stati circa 20 acquisti). E dimostra, a mio parere, che il taglio del prezzo non è poi quel carburante che si vuol far credere. Lo è soltanto se sei riuscito, col tempo, a costruire un seguito di ammiratori, di persone che ti stimano perché sopra il collo hai una testa e al suo interno almeno un paio di neuroni che girano a mille. Allora, sì, potrebbe funzionare decisamente bene; e non parlo delle vendite, ma delle recensioni (quelle sì che servono). Nel periodo dell’offerta ce ne sono state due; bene, ma una è frutto della mia intraprendenza, diciamo così. Su Goodreads ho contattato delle persone che si erano dichiarate disposte a recensire, e ho regalato loro la mia raccolta di racconti.
Quindi?

Il prezzo finale

Alla fine ho scelto il prezzo finale della mia prossima raccolta di racconti, disponibile in ebook da lunedì 5 dicembre: 2,99 euro. Sì, lo so: non è una grande idea.
Tuttavia…
Sia Cardiologia che Non hai mai capito niente, per tutto il mese di dicembre saranno in offerta a 1,99 centesimi di euro. Su Amazon, e sugli altri store.
Ma: il titolo?
Be’, se domenica sera, dopo le 18.00, non hai nulla da fare, fai un salto sulla mia pagina Facebook. Ci sarà da vedere qualcosa…

La domanda delle 100 pistole

Che ne dici?


 Lunedì 5 dicembre arriverà il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce. Scarica l’anteprima in PDF di Non hai mai capito niente, il primo capitolo!

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26 pensieri riguardo “Auto-editoria: la scelta del prezzo

  1. Non ho capito cosa intendi sul fatto che le librerie siano vuote, a proposito del filtro.
    Sul prezzo, secondo me, anche se si tratta di ebook, va considerata la lunghezza dell’opera in funzione delle pagine del manoscritto.

    1. Parlavo del filtro delle case editrici, l’unico in grado, secondo alcuni, di dichiarare se un libro è di qualità o no. Ma se le librerie sono così piene di libri (e il 60% circa finisce per essere rispedito agli editori perché non vende nulla), è perché il filtro non c’è, non c’è più, si è rotto e nessuno sa come ripararlo. Si pubblica di tutto, di più, troppo, tanto per fare numero e dire: “Al tempo della rivoluzione del self-publishing, ebbene: io c’ero!”.

  2. Secondo me è un prezzo giusto. Se voglio acquistare un ebook che mi interessa, li spendo tranquillamente. Per un ebook il massimo che spendo è 3,99€, altrimenti scelgo il cartaceo, a meno che non sia reperibile o che abbia assoluta urgenza di averlo subito.
    A volte approfitto delle offerte, ma ultimamente mi capita sempre più di rado di cercare ebook gratuiti. Tanto, ho il kindle talmente pieno che non mi sta più niente e, come dici tu, finirei per non leggerli.
    Quindi meglio cercare di fare in modo che il lettore cerchi proprio te e che investa quella piccola cifra su di te.😉

    1. Il massimo è 3,99? Allora me lo devo segnare: non si sa mai😉
      Io non cerco libri gratuiti: ce ne sono troppi, e sono diventato diffidente. Se non costa, penso che l’autore non è tanto sicuro di quello che ha scritto.

      1. 3,99€ per l’ebook, se no prendo il cartaceo. A meno che non ci sia il cartaceo, allora, vabbé, posso spendere di più anche per l’ebook (ma poco volentieri).😉

  3. Mi convince poco la filosofia che sta dietro al discorso di “zero euro”. Sia chiaro: anche io sono dell’avviso che sia giusto farsi pagare. Ma dire che “se non paghi, il prodotto che pure hai «acquistato» finisce in coda all’elenco delle cose da leggere”, a me non capita: alla fine io compro un ebook se mi convince titolo, trama, autore. Una volta che è nel mio kindle francamente non mi ricordo più quanto l’ho pagato tra tutti i titoli che accumulo. Quando finisco una lettura digitale e passo a quella successiva, generalmente ho l’imbarazzo della scelta perché tutti i titoli mi hanno interessato al momento dell’acquisto. Non dico (proprio perché non lo ricordo) “questo lo leggo per ultimo perché tanto era gratis”.

    Pur non essendo d’accordo con “zero euro”, devo ammettere che questa scelta offre un vantaggio. Che forse capirai meglio con un esempio pratico. Premessa: per i miei titoli ho fatto zero marketing per scelta (ci penserò più avanti, quando avrò tempo). Quindi pochissime vendite basate sul caso e (credo) sul passaparola. Poi, siccome per un titolo volevo provare a offrirlo gratis per due giorni (dico: due giorni, non due mesi), magicamente ho fatto 158 download (sempre con zero marketing e solo una nota sulla mia pagina facebook che ai tempi aveva solo 30 “mi piace”…). Come è possibile? Magia della parola “gratis” ?

    Non saprei: io me lo spiego tecnicamente (forse sbagliando) immaginando che molta gente (almeno in Italia) ancora non ama spendere soldi on-line (al massimo compra e paga alla consegna) o che abbia molte remore ad associare una carta di credito (o una qualunque forma di pagamento automatizzato) al proprio profilo. Quindi la presenza di un prezzo è una barriera “tecnica”, non una richiesta economica troppo elevata. Di conseguenza, lo stesso titolo, viene più facile scaricarlo a zero euro piuttosto che acquistarlo. Certo: statisticamente nei miei 158 download deve esserci stata una percentuale di amanti del risparmio selvaggio che non sono disposti nemmeno a spendere 99 cents…😀

    Come dicevo, non sono molto d’accordo con il prezzo “zero euro”, però in alcuni casi potrebbe aiutare a “spargere il nome”, a farsi conoscere. Ovviamente dipende dal contesto in cui si trova l’autore, se è esordiente o meno, e/o dalla filosofia che intende perseguire.

    C’è anche il rovescio della medaglia: alcuni tipi di promozione sono accessibili solo se la tua opera ha un prezzo minimo di 2,99. E quindi puoi farla rientrare nei meccanismi di promozione e guadagnare comunque una certa visibilità (che però è tutta da vedere). Ma qui ti scontri con i lettori che 2,99 (quando il tuo titolo non è in promozione) non li spenderebbero mai per un ebook (nemmeno per un’opera la cui versione cartacea sta già in libreria).

    1. Capisco. Io invece se acquisto qualcosa gratis (ma non lo faccio più, ormai), me lo scordo. Viene davvero scalzato dai titoli che ho comprato. E aggiungerei anche un altro aspetto: vero è che serve a farsi conoscere, ma alla fine le recensioni arrivano? E se sì, non arriverebbero pure se ci fosse stato un piccolo prezzo?
      Certo, parliamo di un settore che si sta imponendo, e qui in Italia più lentamente che altrove. E siccome siamo agli inizi, non si può affermare: “È così”.
      A me tuttavia viene in mente l’esempio del software shareware: gli italiani adorano scaricarlo gratis, e non pagano assolutamente. So che in passato, alcuni sviluppatori italiani sono stati costretti a rivolgersi al mercato anglosassone, perché lì almeno avevano utenti che pagavano. Non vorrei che il download gratuito di ebook significasse, nella testa di tanti lettori: “Be’, se ti autopubblichi e lo metti pure gratis, è perché in fondo non vali nulla, e lo sai”. Qualcuno che la pensa diversamente c’è per fortuna; ma temo che questa sia la convinzione generale.

      1. Il discorso del software non penso che possa rispecchiare molto il discorso degli ebook. Linux è gratis e per certi versi è molto meglio di Windows. OpenOffice è gratis e non ha nulla da invidiare al pacchetto Office. Gimp è gratuito e non è di molto inferiore a Photoshop. Google offre una miriade di servizi gratuiti e non penso che abbiano scarso valore.
        Quindi a me non viene così automatico pensare che “gratis = non vale nulla”.

        Detto questo, resto comunque dell’idea che un ebook debba avere un costo.

  4. Sugli ebook gratis, sono d’accordo con te, conviene farlo al limite per un tempo brevissimo.
    Il prezzo 2.99 può essere equo però ci sono tantissimi libri anche di case editrici a 2.99, quindi io mi sono assestata a 1.99 (anche se adesso i miei primi due romanzi li ho lasciati a 0.99 e almeno fino a Natale sarà così, poi si vedrà) c’è comunque da dire che se un lettore è davvero interessato a leggere un autore paga 2.99 o anche 3.99, sono prezzi equi per un ebook.
    Io ho un racconto gratis che lascio comunque gratis perché è davvero molto corto, ma in fondo ha gli estratti dei miei primi due romanzi, ho avuto ad oggi un migliaio di download, non so magari serve anche questo per farsi conoscere.

    1. Sì, credo che pure 3,99 sia un buon prezzo, soprattutto per un romanzo. Il lettore prima scaricava gratis qualunque cosa, adesso comincia a vedere e a capire che anche se non c’è una casa editrice alle spalle di certi autori, spesso c’è passione e professionalità. E accetta di pagare un prezzo onesto. E se ci si allontana dal gratis è perché ci si rende conto che pagare sia giusto. Purché ci sia la qualità.

  5. Sono d’accordo con te e credo che la tua sia una buona scelta. Non ho però una mia idea ben definita, perciò so che mi farei tirare da una parte e dall’altra sentendo posizioni diverse. Sono comunque convinta che il prezzo a zero equivalga per il lettore a valore zero. Non sarà una bella considerazione, ma gli esseri umani sono… bè, umani.😉

    1. Esatto. Ma da quel che si vede in giro, pure 0,99 sta facendo una brutta fine. Viene considerato come il gratis, o poco più. Il lettore di libri digitali, lentamente, cresce, impara. Forse comincia a capire che un’occhiata all’anteprima, permette di farsi un’idea dell’autore, e a quel punto se il prezzo è onesto (1,99, 0 2,99 euro), preferisce spendere, e poi mettersi a leggere subito, o quasi.

  6. Secondo me 2,99 euro è un prezzo equo per un ebook tra le 200 e le 400 pagine, di più diventa troppo, a quel punto meglio il cartaceo. Io di prezzi ne ho provati svariati nel tempo e quello peggiore in termine di vendite è stato 1,99, chissà perché. Paradossalmente va meglio quando costa di più.
    Un’altra cosa che ho sperimentato è che le offerte devono essere brevissime (1-3 giorni, non di più) per funzionare. Sul gratis non so dirti perché vorrei fare una prova prossimamente.

    1. Il gratis ha un grande successo. Il punto debole è che, una volta scaricato, resta lì, magari anche per settimane o addirittura mesi. Perché siccome non ci è costato nulla, allora è lo si dimentica. Oppure si preferisce dare la precedenza a quei libri che sono “costati”.
      Interessante: le offerte devono essere brevi, quindi. Acc! Ma allora ho sbagliato tutto!😉

  7. Credo che il prezzo giusto sia una forchetta tra 1,99 e 2,99 a seconda del numero di pagine, anche se negli ebook è una fesseria parlare di pagine. Diciamo del peso dell’ebook. Io mi sono posizionato sul valore minimo. I riscontri sono stati buoni, superiori alle mie attese tenendo conto che non ho fatto promozione in rete – forse sbagliando.
    Il problema degli ebook sono sostanzialmente due o tre. Gli editori non mancano di screditare gli ebook autopubblicati. I media gli ignorano. Il mercato non tira, perché i lettori sono troppo pochi. Diversamente dal mercato anglosassone dove invece hanno piena cittadinanza.

    1. Non capisco il perché, ma il tuo commento era finito nello spam!
      Io ormai cerco di non occuparmi più degli editori o dei media; niente di personale ma non possono essere loro il mio obiettivo.
      Semmai devo cercare di conquistare il pubblico: ecco il mio unico obiettivo.

  8. Possibile che non avessi mai commentato?
    Ciao a tutti, mi chiamo Monia e ho quasi sempre idee tutte mie sulle cose.

    Se fossi un’altra versione di me probabilmente inizierei dicendo che, oggigiorno, si conosce il prezzo di ogni cosa ma il valore di nessuna, però io sono la mia versione di me stessa quindi dirò semplicemente che se il mondo va in una direzione io, spesso, mi trovo a camminare in quella opposta (e non perché ci tenga a essere anticonformista a tutti i costi, nossignore, come ho scritto in un commento a un post del primo commentatore di questo post credo davvero che a volte ne uccida più “il conformismo dell’anticonformismo” che la spada).

    Quindi se il “mondo” urla a gran voce “gratis!” 0,99 perché il centesimo in meno funziona sempre, che si tratti di un romanzo o di un televisore!” nel mio Regno (sì, io ho un blog che io e i miei lettori chiamiamo “Regno”, ma questa è un’altra storia) che si fa? Si fanno un po’ orecchie da mercante (o da elfo) e si sperimenta.

    Del resto non si può dare sempre ragione al “mondo”, ciecamente, lo direbbe pure lautore di questo blog, immagino, altrimenti non avrebbe appena pubblicato qualcosa che parla della “Follia del Mondo”, no?

    Perciò, premesso che credo poco alle ricette magiche valide per tutti, perché la scrittura di ognuno è una diversa malattia ed è necessaria una personalizzazione nella terapia, ecco, ciò detto, io credo che davvero una soluzione valida possa essere sintetizzata in due R: Rischiare e Responsabilizzare.

    Rischiare (tu scrittore) perché può essere più rassicurante seguire quello che sembra un dettame e non interrogarsi più sulla questione prezzo, come su altre questioni. “Si dice” di fare così? E allora ok, facciamo così. Sembra più sicuro. Al contrario, a mio parere, è paradossalmente più rischioso perché è ancora più facile finire con il diventare un altro numero in mezzo ad altri numeri, un numero in un sacchetto rosso in mezzo a altri bussolotti, un numero che non viene mai estratto e non fa mai fare tombola a nessuno.

    Responsabilizzare (il lettore) perché io mi fido dei miei lettori. I miei metodi suonano a volte poco ortodossi, me ne rendo conto, e non sono sempre applicabili, ma se non si dà voce al lettore da autopubblicanti quando lo si dovrebbe fare? Per questo io ho deciso, almeno in una fase embrionale, almeno per il racconto che ho scritto per un evento per me e chi mi legge speciale, di affidarmi totalmente a chi mi legge.

    1. Perfetto! Non c’è molto da aggiungere. Come ripeto da tempo, le ricette vincenti non ci sono, o meglio: funzionano per me e per me solo. Per un mucchio di ragioni che è difficile elencare ma è così. E allora?
      Allora: fantasia!🙂

  9. Quello che penso sul tema l’ho scritto molte volte, ed è un’opinione in divenire.
    Al momento sono perfettamente allineato con te, uso il gratis con un solo titolo “promozionale”, e 2.99 per romanzi e raccolte. Credo che 3.99 sia ancora un prezzo accettabile. Quando trovo qualcosa che mi interessa a prezzi più alti divento progressivamente più restio a comprare. E-book a 9.99 mi innervosiscono, specialmente se il cartaceo costa un paio di euro in più.

    Una triste nota, tutti dicono che con le promo gratis hanno centinaia di download, a me non è mai successo. Fine della nota triste🙂

    1. Ah! Interessante…
      Forse dipende dal momento, o dal genere, e per questo i download sono scarsi. Io Per dei vecchi racconti che ho su Amazon ho approfittato della possibilità di metterli gratis per qualche giorno. Anche nel mio caso mi pare una decina di scaricamenti.

  10. Sono talmente nuova nel mercato ebook come lettore che non ho ancora un’opinione mia. Sto iniziando ora a leggervi (intendo voi blogger self) tramite il kobo, e pure che devo impazzire a convertire il formato (sono itinerante e non sempre ho sottomano il mio pc con Calibre). Prometto che appena finisco di leggere, passo in giro a distribuire le recensioni!🙂

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