Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

Vita da auto-editore: come scegliere la copertina

copertina_follia-mondo-definitiva

 

Hai voluto la bicicletta? E allora pedala! La bicicletta della pubblicazione infatti, porta con sé un mucchio di altra roba. Ecco perché occorre parlare di auto-editoria, e non più di auto-pubblicazione.
Per esempio: una volta terminato il proprio lavoro di scrittura occorre pensare alla copertina…

I precedenti…

La copertina di Non hai mai capito niente, o meglio la foto, è stata un regalo di Gabriele Mocci. Per la copertina di Cardiologia ho dato un’occhiata su una serie di siti che permettono l’uso gratuito delle immagini. Alla fine ho scelto quella che mi pareva più consona, e ancora una volta ho ricevuto un aiuto, sulla scelta del font, da parte di Arthur. Anche per la terza raccolta di racconti che chiuderà la Trilogia delle Erbacce, ho cercato in giro. Ma cosa cercare? Come trovare la giusta copertina, in grado di affascinare, ammaliare, sedurre i lettori.
Buona domanda. E cosa ti fa credere che sia in grado di rispondere?

Una buona copertina o una giusta copertina?

Si sa e si dice ovunque che la copertina è ancora molto importante, il che è bizzarro perché buona parte delle persone acquista libri o libri elettronici da dispositivi mobili. Che spesso non permettono affatto di apprezzare i dettagli di una copertina. Eppure rimane uno degli elementi più importanti.
Dal basso della mia esperienza posso dire che, siccome tratto di racconti, avevo bisogno di una copertina che evocasse, certo.
Vale a dire?
Immagino significhi offrire qualcosa che induca il lettore, ma dovrei scrivere “la lettrice”, a uscire dalla naturale ritrosia, e diffidenza, che il nome “Marco Freccero” produce. Non ci conosciamo.
Di me non sa nulla.
Per questo essere bipede che passa il tempo a leggere, potrei essere morto 24 anni fa, per dire.

Una buona copertina o una giusta copertina? (2)

Mi sono messo a dare un’occhiata alle foto. No, non ho scelto le mie, che ogni tanto fanno capolino sul blog, perché non sono assolutamente degne di un tale compito. Ho scartato quelle in bianco e nero.
Ho anche deciso, prima ancora della foto, che il centro fosse occupato dal titolo, dal mio nome e cognome e dall’indicazione sul numero dei racconti. E poi… Mi ha capitata tra le mani quella foto lì, e l’ho messa da parte. Ne avevo delle altre che mi piacevano. Dopo un po’ l’ho scelta e ho proceduto nel lavoro. Anche in questo caso Arthur però ha fatto in modo che fosse davvero più bella.
Ma: una buona copertina o una giusta copertina?
Scommetto che i guru del Web su questo ci farebbero un webinar da 399 euro, ma se ti iscrivi subito-subito, con 99 euro ti togli il pensiero.
Io invece, dico solo che mi piace e sembra piacere anche ai lettor. Quindi è bella e giusta. Fine.

La domanda delle 100 pistole

Come scegli le copertine delle tue opere?


Iscriviti al mio canale YouTube.

Advertisements

Autore:

Raccontastorie

21 pensieri riguardo “Vita da auto-editore: come scegliere la copertina

  1. Come copertina metto sempre una fotografia scelta tra quelle dell’articolo che intendo pubblicare sul mio blog. E questo metodo non lo consiglierei proprio a nessuno. Ultimamente metto una fotografia che non c’è nell’articolo e possibilmente ritoccata … non so se cambierà qualcosa perchè ho cominciato a fare così soltanto la domenica appena passata!!
    In ogni caso metto una fotografia che ho fatto io.

    Salutoni Marco!! 🙂

  2. La scelgo da un catalogo online o da miei scatti. “Deve accadere” è una mia foto ritoccata e sarà una mia foto anche il prossimo romanzo. Una foto che si sposa a pennello con la storia e con l’animo del protagonista.

  3. Cerco tra le immagini free common, anche se non sempre è facile trovare la foto giusta. Ogni tanto “rubo” le foto di un mio amico appassionato di fotografia, in realtà lui me le cede volentieri.
    In ogni caso l’immagine deve essere in sintonia con la storia, deve trasmettere qualcosa di speciale.

  4. la scelta della copertina, secondo me, è fondamentale per chi vuole godere l’estetica dell’occhio.
    Cosa ho scelto per le mie auto pubblicazioni da auto editore? Di solito qualcosa di mio per non avere rogne con i copyright. Se non è mio, chiedo il permesso. Qualcuno nega, qualcuno ci sta. Cosa? Di solito un riferimento o al titolo o al contenuto.
    Funziona? Non lo so.

  5. Ho partecipato una volta soltanto alla scelta della copertina, lavorando insieme all’editore. Negli altri casi mi è stata affibbiata e l’ho tenuta senza osare lamentarmi, all’inizio perché non avevo il coraggio di dire la mia e/o nessuno ha chiesto il mio parere. Da autopubblicato sei più libero, anche se non significa che sia una scelta facile.

    1. Anche perché da autopubblicato pensi “Ma io scrivo, non posso star lì a perdere tempo con una stupida copertina”. Dopo un po’ ti rendi conto che ne va del tuo lavoro, in realtà. Allora cominci a curare anche questo aspetto.

  6. La copertina purtroppo è importantissima. Dico “purtroppo” perché potresti aver scritto il romanzo più bello del mondo, ma se la copertina è banale o anche brutta non attirerai o, peggio, respingerai proprio potenziali lettori.

    Per i miei autopubblicati di solito ho scelto dettagli di opere d’arte libere da diritti, anche se per Il Pittore degli Angeli ho addirittura la liberatoria del parroco! 😉 Per Il Diavolo nella Torre si tratta di una foto mia di un capitello di San Giovanni in Conca, che riproduce una figura mostruosa. Per La Terra del Tramonto è un mio dipinto riprodotto da una pergamena araba, ma se la casa editrice avesse rispettato i colori suggeriti dal grafico, che richiamavano l’ocra del deserto, il risultato avrebbe potuto essere decisamente più suggestivo. Invece così com’è è piatta. La copertina dell’ultimo nato, invece, è un acquarello di un amico, che mi è piaciuto subito moltissimo.

  7. Con un approfondimento sul copyright delle immagini e il dovere di rispettare le proprietà intellettuali altrui (sennò mettere dieci strati di drm sul proprio libro è una barzelletta) e uno sulla grafica applicata alle copertine. I font da non usare. Gli effetti applicati al testo da non usare.

  8. Ma non mi farai così troppa pubblicità? 🙂
    Grazie comunque.
    Sì, anch’io penso che la copertina sia davvero importante, è il biglietto da visita del libro, oltre che dell’autore e perché no, anche un po’ lo specchietto per le allodole, come si suol dire. Tra poco, spero, pubblicherò anch’io un libro di racconti e la copertina l’ho studiata attentamente. Non me lo perdonerei se fosse altrimenti. La copertina deve saper raccontare anche lei qualcosa, creare delle aspettative che se ben riposte, dopo ci penserà il libro a ricompensarle.
    Quindi è il primo passo, determinante.
    Questo è il mio parere ovviamente. 🙂

    Inutile dire che le copertine dei tuoi libri, al di là dell’Arthur, che a onor del vero a fatto pochissimo, sono azzeccatissime. 🙂

    ps: Buon Natale!

  9. Ho sempre trovato estremamente difficile scegliere le copertine, quando scrivevo. Ora non ho più questo problema, però la mia passione per la fotografia è cresciuta negli anni, quindi, se mai dovessi tornare a scrivere, credo che userei dei miei scatti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...