Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

6 anni di blog: a che pro?

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Ecco il seguito del mio post pubblicato ieri. A essere sincero, questo che leggi è vecchio di una settimana, mi pare; forse anche di più. Quello di ieri l’ho pensato… l’altro ieri. Si completano a vicenda, almeno credo e spero.
Il 28 dicembre del 2010 pubblicavo su questa piattaforma il primo post. Con il quale annunciavo che di lì a poco avrei iniziato a pubblicare in maniera regolare i miei deliri. A quei tempi c’era una specie di sfida: pubblicare ogni settimana un racconto per (mi pare), 10 settimane.
Da allora sono usciti oltre 1600 post. E giusto qualche giorno fa mi sono chiesto: A che pro? Cosa ne ho ricavato?

Sei anni di scrittura

Già. Chi mi segue avrà notato un cambiamento nei temi che affronto. Prima scrivevo spesso di marketing, ma si tratta di un argomento che ho abbandonato perché se desideri raccontare storie, devi per forza raccontare storie, oppure scrivere di scrittura e lettura.
Ho scritto per un po’ delle recensioni sui libri che mi piacevano, e poi ho scelto di mollare, perché non interessavano molto. Nel frattempo ho scoperto Raymond Carver, elaborato una raccolta di racconti, poi un’altra, e un’altra ancora. Esatto: la Trilogia delle Erbacce.
Ho commesso un sacco di errori, ho pochi lettori (meno di 70 al giorno), e nessuna ricetta magica per stupire e migliorare questo scalcagnato blog.
A che pro? A cosa è servito tutto questo (già, la domanda ritorna).
Be’, ho conosciuto un po’ di persone che mi hanno aiutato. Con qualcuna ci si sente. Con altre, ci si legge. Se sono riuscito a portare a termine un progetto che in principio non era affatto un progetto (mi riferisco ancora a lei: La Trilogia delle Erbacce), lo devo anche a questo blog. Ti impegna. Ti costringe a scrivere qualcosa, a mantenere gli impegni, la parola. Forse è poco? Forse.
Il punto è che adesso mi è venuta fame. Da un po’ di tempo ho deciso di non spedire più nulla agli editori, perché è inutile. Hanno ragione loro, sono un pessimo autore, uno scribacchino senza arte né parte. I racconti non sono adatti, e bla bla bla e non scordiamoci che anno bisesto anno funesto… Ah, sta per finire, è vero.
Concordo in tutto e per tutto. Bene.
Però non è più sufficiente stare qui.
Occorre passare all’azione.
Credo che il 2017 dovrà essere l’anno che porterà a questo blog:

Più lettori

e, alla mia Trilogia delle Erbacce,

Più lettori

Resta da fare, da agire. Vedremo che cosa mi verrà in mente.
Dimenticavo: Buon Anno.

La domanda delle 100 pistole

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Autore:

Raccontastorie

33 pensieri riguardo “6 anni di blog: a che pro?

  1. Direi di si (risposta alla domanda). In queste feste amici e colleghi mi stanno facendo promozione offline e si aggiungono nuovi lettori. Certo è il primo anno e non ho le letture dei veterani o di chi può gestire liberamente il tempo per il blog. Ma ci sono anche blog che dopo anni e anni non hanno ne commenti ne letture, e questa l’ho scampata! 😉

      1. Oh beh, nel 2003 un responsabile IT di una grande azienda mi disse che Internet sarebbe morto di lì a 3 anni…E già allora gli dissi che si sbagliava! Per quanto riguarda il blog, è più facile che di qui a un anno chiuda Facebook visto che sono già al collasso nella server farm 😉

  2. Io sì.
    Per quello che ti riguarda credo anche io che avrai successo, un visitatore in più c’è sicuramente, per quel che vale è anche molto alto (1,95), quindi vale per due, forse tre 😀

  3. Direi che sono soddisfatto del mio blog (miei blog). Il primo ha svariati anni ma non li conto, né li festeggio.
    Io credo che la chiave di tutto sia non avere un calendario editoriale da soddisfare a tutti i costi, perché altrimenti con il passare del tempo il rischio è quello di svilire il senso stesso del blog. Dopotutto, cos’è un blog se non un diario personale che decenni fa, chi lo teneva, lo teneva su carta? Ci sono settimane in cui ci scrivi tre volte e settimane in cui non ci scrivi per nulla.

    1. Per un bel pezzo ho scritto 5/7 post alla settimana. Poi ho ridotto perché mi stancavo. Rischiavo di non averne più voglia. Di post ne ho un buon numero già pronti, non è proprio un calendario editoriale il mio, ma quasi 🙂

  4. Soddisfatta del mio blog? Sì e no. Sì, perché è in crescita e perché dopo un annetto posso contare su un piccolo gruppo di sostenitori che mi leggono con costanza e che interagiscono piacevolmente (almeno per me). No, perché se fossi totalmente soddisfatta finirei per accontentarmi non punterei a qualcosa di più e di meglio. Si deve, si può, lavorare con ancor maggior impegno.
    Per quanto riguarda te e i tuoi progetti futuri, non mancherò di seguirli. 😉

  5. Mi sembra l’obiettivo più sensato 🙂
    Sono soddisfatto – sì – di tutti gli errori che ho fatto col mio blog. Mi sono tolto lo sfizio di capire bene cosa non è la mia strada, e quali non sono i miei obiettivi, per esempio avere millemila follower che ti seguono per qualcosa che non è la tua attività di scrittore. Ora è tutto da costruire!

    1. Esatto, il punto è che per troppo tempo ho scritto di argomenti che non interessavano le persone che erano a caccia di storie. Avevo visitatori, ma erano quelli sbagliati, corpo di mille bombarde. Vedremo che cosa riuscirò a inventarmi nel 2017.

    1. Io non ho intenzione di sbarcare su altre piattaforme. Ho sbaraccato da Google + da un bel po’ e anche da Pinterest. Avevo pure immaginato di mollare Facebook, ma poi ho cambiato idea.
      Grazie degli auguri.

  6. Sì, molto soddisfatta del mio blog. Perché aderisce perfettamente alla mia persona, sono io, un po’ libri, un po’ fatti miei, tanta vita. Molti mi snobbano, a volte questo mi fa riflettere, ma ho lettori fedeli dal mio blog precedente, mi sono tolta diverse soddisfazioni, va bene così.

    1. Soprattutto mai ascoltare certi consigli che ti invitano a seguire sempre e comunque la corrente. Se io voglio fare così, perché fare cosà? Non avrò migliaia di lettori? Pazienza, ma qui ci siamo per seguire un proprio percorso, o no? L’essenza della Rete è permette di perseguire in libertà e con zero spese le proprie inclinazioni.

  7. anch’io ho un blog, anch’io ho pochi lettori – meno di te, ma ho comprato il tuo Starter Kit per Blogger e spero bene di arrivare almeno ai tuoi ;).
    Anche a me non me ne importa niente degli editori e… ed ecco che cosa ho: ho storie da raccontare e una strada da trovare per farle arrivare 😉

  8. sei anni. un bel traguardo. Serve costanza nel pubblicare, nel trovare gli argomenti, nel modificare la struttura. Io sono su WP da cinque anni, tra poche settimane, dopo un trasloco forzoso dalla piattaforma Splinder – chiusura della stessa – su cui scrivevo da 4 anni.
    Se sono soddisfatto? Sì. I numeri mi interessano poco. Quello che mi preme è scambiare opinioni con gli altri. Più o meno quello che faccio con te.

      1. non esisterebbero 😀
        Inseguire le mode? Inseguire i numeri? Mi diverto molto di più chiacchierare con te. E posso imparare tante sfaccettature che non conoscevo.

  9. Sì sono soddisfatta del mio blog, mi rispecchia e negli ultimi tempi sono aumentate moltissimo le visualizzazioni, quindi dopo due anni e mezzo sono contenta e spero di crescere ancora. Buon 2017!

  10. Soddisfatta dei risultati pratici del mio blog non posso esserlo, perché Google indicizza solo una manciatra di pagine, non si sa perché, e non ho incremento nei lettori. A spendere qualche centinaio di euro in consulenze o a impiantare una nuovo blog ex-novo non ci penso, almeno per ora. In questo momento preferisco dedicare tempo alle cose in proporzione alla gioia che mi danno, anziché alla loro utilità, vera o sperata. Piuttosto che ingaggiare una lotta con i criteri SEO e arrovellarmi su come attirare persone, scriverò, leggerò, andrò a qualche mostra o concerto. Il blog mi piace ancora perché è il luogo dove posso entrare in contatto con le persone che ho conosciuto e conoscerò, ma desidero scrivere quando lo sento e di argomenti che sento, a prescindere dagli intenti autopromozionali. Chissà come andrà nel 2017. Tanti auguri di buona evoluzione! 🙂

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