Pubblicato in: costruire un brand, editore di se stesso

La Follia del Mondo dopo un mese: considerazioni e altro

copertina_follia-mondo-definitiva

 

Il 4 dicembre del 2016 usciva il capitolo finale della Trilogia delle Erbacce, dal titolo «La follia del mondo». Quindi siamo ben oltre il mese, ma non importa. Ho tuttavia deciso di fare questo post, e altri ne seguiranno, per un motivo semplice.
Sono un auto-editore e devo capire se mi muovo, e verso quale direzione.

Cosa ha funzionato: le recensioni

In poco più di un mese «La follia del mondo» ha raccolto 5 recensioni, tutte positive. Quattro di queste si trovano su Amazon che, tanto per cambiare, si dimostra l’ammiraglia per chi fa autoeditoria. Se per caso passi su questo blog e cerchi di capire qualcosa di più sull’essere autoeditore, ricorda questo: Amazon è il perno, il fulcro sul quale tutto ruota. Tutti gli altri negozi online sono briciole; certo, da non disprezzare. Ma briciole.
Una recensione si trova solo su Goodreads.
Niente male davvero. Se penso per esempio a «Non hai mai capito niente», c’è un bel progresso. Il primo capitolo della mia Trilogia delle Erbacce ha dovuto attendere oltre un anno per avere su Amazon una recensioneUn esordio che non delude» di Marina Guarneri). In quel caso, tuttavia, da registrare che su iBooks Store la prima recensione era arrivata a luglio 2014, la seconda a gennaio del 2015.
«Cardiologia», uscito a ottobre del 2015, raccoglie la prima recensione su Amazon nello stesso mese. «Racconti di vita e verità» di Morena Fanti.
Mi sono poi inventato (niente di straordinario, me ne rendo conto), uno scatto con il sottoscritto che tiene in mano un foglio di carta con il nome della persona che ha recensito, e il mio «Grazie».

freccero ringrazia

 

«Bello sforzo! Non ti legge quasi nessuno, e ti recensisce sì o no la metà di quelli che ti leggono!»

Ma lo so! Intanto costoro hanno un ringraziamento più personale! E lo stesso accadrà anche per gli altri che faranno una recensione ai miei racconti.
La mia opinione: è meglio pubblicare nel mese di dicembre. Non è una grande scoperta, me ne rendo conto, perché probabilmente un editore ci sarebbe arrivato ben prima del sottoscritto. Perché ci ho messo così tanto? Semplice: perché solo di recente ho smesso i panni dell’autore che si autopubblica per indossare quelli dell’autoeditore. Ed è a questo punto che si inizia a notare certe cose, a prendere nota dei dettagli.

Cosa ho provato

Ho tentato, su Facebook e non solo, di rendere interessante «La Follia del mondo»; in quale maniera? Con l’estrazione di frasi, brani dalla raccolta di racconti che poi riproponevo, utilizzando quello che fornisce il sito Canva. Uno dei risultati è questo, per esempio.

banner follia del mondo

 

Il problema di questa «strategia» è che ovviamente non hai nulla di davvero tangibile in mano. Tu sai che un «mi piace» su Twitter o su Facebook vuol dire niente e vuol dire tutto. Però credo che abbiano comunque un effetto. Alla lunga incuriosiscono e almeno l’hastag #trilogiadelleerbacce comincia a farsi strada. Ma ci mette troppo tempo, osserverà qualcuno.
Può darsi. Ma credo che qualche persona comunque raggiunta dai brani presi dai miei racconti abbia imparato a guardare persino con curiosità al sottoscritto. Quante persone? Poche. Ma è mia intenzione proseguire, certo.
Altra piccola novità: questa:

marco-freccero-banner-finale
Il marchio Marco Freccero ora più riconoscibile (credo)

Ce n’era bisogno? Credo proprio di sì. E siccome tutti si definiscono “scrittore”, io ho scelto “Raccontastorie”. Nessuna nota polemica, ci mancherebbe. È il mio modo per distinguermi.

Cosa ho scartato

Niente comunicati stampa alle redazioni dei giornali online locali. Per due motivi: non ti considerano. Oppure, pubblicano qualunque comunicato stampa, purché in un italiano appena decente. Ma anche in questo caso, anche se pubblicano quindi, non hai riscontro. Se è qualcosa che fanno tutti, o che viene concessa a tutti, allora non è efficace. Punto. Meglio un buon post sul proprio blog. Né ho inviato comunicati stampa a blogger che gestiscono influenti blog letterari. Innanzitutto perché non ne conosco, e poi perché farlo solo per pubblicizzare l’uscita de «La Follia del Mondo», e con zero rapporti o relazioni, è da folli.
Ho un canale YouTube ma non lo uso per pubblicizzare le mie opere. Non ho il coraggio di farlo e non lo farò. Nella sezione «Informazioni» ho scritto chi sono e cosa faccio, e il mio obiettivo è di rafforzare il mio marchio con un certo tipo di video, e quindi spingere la curiosità delle persone a capire appunto cosa faccio.

«E tu credi davvero che le persone da YouTube vengano sul tuo blog, e poi acquistino le tue opere?»

Nemmeno un po’. Sono ancora troppo pochi gli iscritti (e un po’ crescono, per fortuna). Quando arriveranno a essere qualche centinaio potrò iniziare a illustrare proprio il mio blog. Ma non è questo il momento, a mio parere.
Non ho contattato alcuna personalità della Rete. I guru dicono di provare, di tentare, eccetera. Sta bene; ma purtroppo io ho usato poco e male sia Twitter e Facebook. E la mia strategia è essere io ad attirare loro, a scommettere su di me; non il contrario.

Cosa non ha funzionato

Non mancano i fallimenti, gli errori. Per esempio: il mio «Messaggio per gli abitanti del Trentino Alto Adige» è stato un buco nell’acqua. Cosa mi proponevo? Nulla di stratosferico: mi sembrava simpatico cavalcare la notizia del Trentino come una delle regione dove si leggono più libri digitali, per parlare de «La follia del mondo». Inoltre io amo la montagna, quella del Trentino in particolare, e ci ho provato.
Perché non ha funzionato? Prima di rispondere, devo rispondere alla domanda precedente, che ho un po’ ignorato. Cosa mi proponevo? Di trovare davvero 2 o 3 abitanti del Trentino che fossero interessati. Ingenuità?
E qui ecco la risposta alla seconda questione: Perché non ha funzionato. Se avessi diciamo… 1200/1500 o addirittura 2000 visualizzazioni alla settimana su questo blog, probabilmente parlerei d’altro. Non arrivo nemmeno col binocolo a simili numeri, quindi ciccia. Parliamoci chiaro: è vero che non importa la quantità, ma la qualità. Ma per certe iniziative o hai una platea vasta, che rilancia; oppure ciccia.
Di tanto in tanto, rilancerò il messaggio: chissà…

Il mese di febbraio

Come ho scritto in apertura di questo post, cercherò ogni mese di fare il punto della situazione. Non per diventare il punto di riferimento e ritrovarmi a fare il guru (non mi interessa, a me interessano solo le mie storie); ma per impormi una strategia e degli obiettivi.
Sia «Cardiologia» che «Non hai mai capito niente» continueranno ad avere il prezzo scontato a 1,99 euro sia in questo mese, che a febbraio. Doveva finire tutto al 31 dicembre, invece ho deciso di lasciare così le cose. Vedremo.
E poi? E poi ho qualche idea, ma devo capire se ne vale la pena, e come attuarla… Una di queste l’hai letta ieri: “L’autoritratto del raccontastorie da giovane” è il tentativo di offrire al lettore delle storie. Anche qui il tempo mi dirà se ne vale la pena, oppure no.


Già 4 recensioni per “La follia del mondo”: e in un solo mese di pubblicazione! Leggi cosa ne dicono i lettori: clicca qui.
In realtà sono 5: anche su Goodreads.

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Autore:

Raccontastorie

13 pensieri riguardo “La Follia del Mondo dopo un mese: considerazioni e altro

  1. Stai procedendo bene, io ultimamente preferisco lasciare le recensioni su Goodreads, anche perché compro prevalentemente su ibooks, recensisco su Amazon solo quando il libro è solo lì e non su ibooks. Quando leggerò La follia del mondo lascerò la recensione su goodreads 😉

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  2. Io non metto becco perché non capisco niente di strategie di promozione e autopromozione. Posso dirti che senz’altro comprerò senz’altro anche “Cardiologia”, visto che “Non hai mai capito niente” mi è piaciuto parecchio! 🙂

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  3. Bello il logo del “raccontastorie”. Semplice ed efficace. Complimenti per le cinque recensioni in un mese, vuol dire che hai dei lettori fedeli 🙂 . Io sono fuori dal tempo oramai non riesco più a districarmi tra letture, editing e scrittura ex-novo. Ancora non ho pubblicato i due romanzi che devono arrivare quest’anno che già ho iniziato un nuovo romanzo (il quarto della mia serie famosa 😀 ). Devo mettere la testa a fare bene. E pure molto.

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  4. Eh, io sto indietro sia con le letture che con le recensioni! 😦
    Però stavo pensando: ok, mettere in vendita a dicembre a ridosso di Natale è un’idea che applicano anche le case editrici. Però poi nel caso di un autoeditore c’è il problema di avere delle recensioni in fretta per far volare alto in classifica il titolo. Solo che se sono tutti come me, puoi anche aspettare sei mesi, che sono lenta a leggere (troppo lavoro a cavallo d’anno). Proposta: e se prima della pubblicazione non mandi -agratis- un 50% del libro ad un pubblico di amici/blogger selezionati, con la richiesta di leggerlo e poi, quando esce e lo comprano (che tanto sono già a metà, saran curiosi di finirlo) di scrivere una recensione subito? Oppure un’altra promozione del tipo, tu che mi hai già comprato, se scrivi una recensione in fretta, ti regalo…uno sconto per gli altri due libri? O il primo libro? Cose così. La questione è sveltire le recensioni.

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