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Autoritratto del Raccontastorie da giovane – Parte due

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Continua! Ma sì, certo: continua il ritratto del Raccontastorie da giovane. Be’, se la gente vuole le storie, io provo a dargliene. Faccio bene?

Carabinieri e manette

A quei tempi, e siamo negli anni Settanta, signore e signori, non c’era la scelta di adesso in fatto di fumetti; amavo Topolino. I supereroi non mi piacevano molto. E siccome mi ammalavo di frequente, leggevo e rileggevo le avventure di Paperino & Co. sin quasi a mandarli a memoria.
Adesso Topolino in edicola ha tutta una serie di albi; non ai miei tempi. Usciva una volta alla settimana (forse c’era un albo al mese? Non ricordo), aveva pochissima pubblicità, ed era molto più spesso di adesso. Ma quando sei a letto con la febbre, ci metti poco a divorarlo: e poi? E poi ti annoi.
Uno dei fumetti che detestavo, e che mi ritrovavo a sfogliare con noia perché passassi il tempo a letto combinando qualcosa, era «Tiramolla». Niente di personale ma lo detestavo con cordialità. Chissà che fine ha fatto.
Come si vede, il Raccontastorie da giovane, anzi da bambino, nemmeno ci pensava a scrivere. Non leggeva nemmeno libri. Sì, in casa c’erano, ma stavano al loro posto, erano educati, non è che saltassero su e imponessero la loro presenza. E pure io ero molto educato e non mi permettevo di disturbarli.

Ah, sì; la scuola. Ecco, la scuola era quel luogo dove i libri c’erano eccome, ed era un’istituzione potente e temibile. Perché ti costringeva (o meglio: costringeva i tuoi), a comprare libri e quaderni. Con quel malloppo di roba stipata nella cartella, dovevi andare da lei, e stare chiuso in un’aula per 5 ore. Ricordo che un quaderno aveva un disegno inquietante, per indurre il bambino ad andare a scuola senza perdersi in scuse o chiacchiere. Due carabinieri lo ammanettavano e lo portavano in prigione, se si rifiutava di compiere il suo dovere.

Così imparai alla svelta che erano 2 i posti da evitare: la scuola e la prigione.
Però la prima non sono riuscito a evitarla; e un po’ mi dispiace.


Già 4 recensioni per “La follia del mondo”: e in un solo mese di pubblicazione! Leggi cosa ne dicono i lettori: clicca qui.

In realtà sono 5: anche su Goodreads.

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Autore:

Raccontastorie

20 pensieri riguardo “Autoritratto del Raccontastorie da giovane – Parte due

  1. Anch’io ho letto tantissimo Topolino. Fortunatamente era stata una passione anche dei miei zii, quindi un casa c’erano montagne di fumetti arretrati da spulciare nei momenti di necessità. Allora sì che erano belli spessi e con storie lunghe e avvincenti. 🙂

  2. Io leggevo Topolino (che quando faceva il saputello mi era un po’ antipatico) e adoravo Paperino che con tutte le sue sfighe era proprio il mio eroe (gli sfigati fanno sempre simpatia), ma lui aveva la doppia anima, diventava Paperinik e si vendicava di tutti, come non adorarlo!
    Gli Albi di Topolino erano mensili, avevano il vantaggio di costare poco 🙂
    Mi ricordo Tiramolla! Hai ragione non era granché, lo leggevo proprio quando non avevo di meglio…

  3. topolino era settimanale. Bello tosto. L’albo, quello grande era mensile ma riproponeva storie già lette.
    Tiramolla? Ricordo ma non mi ha mai entusiasmato come Paolino Paperino, sfortunato ma simpaticissimo.

  4. Pure io leggevo Topolino e adoravo le storie a puntate e quelle a bivi. Una delle serie a puntate erano le Paperolimpiadi, mi pare scritte in occasione delle Olimpiadi di Seul. Non ricordo esattamente.

    1. Non vorrei ricordare male: anche io ho un ricordo riguardo alle Olimpiadi su Topolino, ma lì le puntate erano… 20? 23? Non ricordo esattamente, magari mi confondo. Ma erano un sacco di puntate.

  5. Topolino anche io, e devo raccontarti una cosa orrenda. Qualche settimana fa ripulendo una parte della libreria ho riesumato un centinaio di albi, quelli mensili, fine anni settanta, anni ottanta e via andando. Non tutti in buono stato purtroppo. Insomma ho deciso che volevo disfarmene, tanto sono anni che stanno lì e nessuno li legge.
    Dovevi andare a Roma così ho cercato una fumetteria da quelle parti e gli ho portato il pacco di fumetti, intendevo regalarli.
    Morale: non li hanno voluti e alla domanda su dove potessi portarli mi è stato risposto che l’ultima fumetteria che trattava i Topolino ha chiuso a Roma nel 2012.
    Non so se è vero ma mi è presa una tristezza che mi è rimasta appiccicata addosso per giorni.
    Ora ho trovato nella libreria degli Alan Ford, me li tengo.

      1. Ah ecco, ho letto male. Eppure Topolino vende sempre; è strano. Ma probabilmente vende meno di un tempo: troppa concorrenza. I manga, probabilmente, gli hanno rubato parecchio spazio.

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