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Autoritratto del raccontastorie da giovane – Parte ottava

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Ho ricordato, un po’ di tempo fa, che dopo la terza media decisi di iscrivermi… al liceo classico. Per quale motivo? Cosa mi spinse? Continua a leggere e lo scoprirai.

Ebbene. Ero abbastanza determinato a iscrivermi all’artistico. Avevo o no una buona mano nel disegno? D’accordo, non sempre: però proprio per questo era meglio iscriversi al liceo artistico di Savona. Lì avrei trovato insegnanti, disciplina e… Modelle nude.
Tutti i miei compagni (nei tre anni delle medie, solo maschi), mi davano di gomito:

«Farai l’artistico, eh? Con tutte quelle modelle NUDE!»

Io ero affascinato dalla prospettiva. Posso anzi dire che ero deciso; be’, quasi. Di sicuro volevo proseguire perché facevano così tutti. Guardavo al consiglio dei miei insegnati (di iscrivermi a un istituto professionale, per imparare un mestiere), con indifferenza. E c’era poi un altro motivo che mi spingeva a proseguire negli studi di un liceo: era quello che ci si attendeva da me.
Ma cosa accadde? Cosa mi fece cambiare idea?

Amavo la storia antica: greca e romana. E solo quella. Per dire: il Medioevo, il Rinascimento e tutto il resto, mi dava a noia. Non m’interessava. La storia era tutta lì: Grecia e Antica Roma. Perché annoiare la gente con la scoperta dell’America? I vassalli, i valvassori e via discorrendo? La Guerra dei Trent’anni? Bah!
Quando mi dissero che al liceo classico Gabriello Chiabrera si studiava Latino e Greco, io fui come folgorato.
Latino.
Greco.
Le lingue della Grecia e dell’Antica Roma si potevano… Apprendere! Io mica lo sapevo che al liceo classico si studiavano quelle materie lì. Non è come adesso che grazie a Internet puoi conoscere qualunque cosa.
Non sapevo niente.
Nulla.
È così che feci il più colossale sbaglio della mia vita. Non fu l’unico, per fortuna.


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Autore:

Raccontastorie

7 pensieri riguardo “Autoritratto del raccontastorie da giovane – Parte ottava

  1. E invece mio nonno aveva la fissa che nella vita bisogna conoscere i numeri… 🙂
    Sarebbe piaciuto anche a me l’artistico, ma all’epoca offriva solo tessuti o ceramica. Niente che mi piacesse davvero.

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